sabato 8 marzo 2014

Interviste e recensioni



Mauro Selis intervista Giuseppe Scaravilli, 2015
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Come prima cosa come stai dopo il grave problema fisico del 2012?         
 
Direi molto meglio, considerato il fatto che ho rischiato sul serio di andarmene! Ho subito l’asportazione del pancreas, ma, soprattutto, una successiva emorragia interna che mi ha mandato in coma per un mese, con conseguente lesione al cervelletto. Per questo oggi sono sulla sedia a rotelle, ho tremori alle gambe (se mi alzo in piedi) e alle mani, e non parlo più in modo scorrevole. Però stavo molto peggio qualche tempo fa: oggi parlo meglio e riesco a camminare, se sostenuto da qualcuno o qualcosa. Ho ricominciato  a suonare, sono in grado di salire le scale di casa (con il supporto delle ringhiere ravvicinate), mangio da solo e sono abbastanza autonomo. I medici hanno parlato di miracolo, dunque direi che non ho ragione di lamentarmi!

Quanto sono stati importanti i tuoi cari in questo periodo?
Moltissimo. Venivano a trovarmi ogni giorno in ospedale: e questo per mesi interi. Anche in sala di rianimazione, nonostante io fossi in un altro mondo, e non sapessi nemmeno che loro fossero lì. Quando sono “tornato”, poi, dormivano una notte ciascuno nella mia stanza d’ospedale, per assistermi in ogni momento. Al mio ritorno a casa hanno continuato a prodigarsi, senza lasciarmi mai solo. Mio padre è diventato in pratica anche uno dei miei fisioterapisti, il mio barbiere ed il mio infermiere. E, soprattutto, uno stimolo continuo ad osare di più. Pensa lui a prendere e a prepararmi le varie medicine, giorno per giorno. A controllarmi la glicemia e a farmi le quotidiane quattro somministrazioni di insulina (naturalmente, non avendo più il pancreas, ho il diabete!). E’ sempre in giro per qualcosa che mi riguarda, o per portarmi nei vari centri di fisioterapia. E pure in piscina, per qualche tempo. Di mia madre non parliamo nemmeno. Si sa come sono le mamme per i figli: bene, la mia di più. Tra l’altro, con me era così anche quando stavo bene, figuriamoci adesso! 
Alcune persone uscite dal coma raccontano esperienze di percezione del mondo esterno nonostante il loro stato incosciente, a te è capitato?
Si. Mi hanno fatto ascoltare musica in cuffia, mentre ero in coma, e non ho sentito niente. Però in qualche momento devo aver percepito e visualizzato le persone che mi stavano intorno, infermiere ed infermieri. Tanto è vero che entravano nei miei sogni (non sempre piacevoli), seppur trasfigurate in altri personaggi. Forse mi trovavo nella fase conclusiva del coma. Fatto sta che, in seguito, ho scoperto che quelle persone erano reali. Nel mio mondo mi trovavo su una sorta di traghetto-ospedale, che attraversava di continuo lo Stretto di Messina, avanti e indietro. Sopra c’erano non solo le attrezzature ospedaliere, ma anche grandi videogiochi per i figli dei pazienti. Veramente assurdo! Il direttore dell’ospedale era anche il comandante della nave. 
Facciamo un salto a ritroso, alla tua infanzia, il tuo sogno nel cassetto da bambino qual’era?
Facevo disegni a fumetti, e certamente mi sarebbe piaciuto, se questo fosse diventato un giorno il mio lavoro. La passione per la musica è arrivata dopo. Avevo anche scritto e mandato alcune mie tavole a Sergio Bonelli (Tex, ecc.), che gentilmente aveva risposto: invitandomi però, pur apprezzando, a non rischiare, e a pensare prima agli studi, perché il settore era in crisi, e anche disegnatori esperti trovavano difficoltà ad inserirsi. Così mi sono diplomato al Liceo Classico e in seguito laureato in Legge. Ma non era questo il mio sogno nel cassetto. Sono avvocato ed ho insegnato Diritto. Sfortunatamente, però, la mia passione era la Storia, e quella è la materia che avrei voluto insegnare! Credo proprio che sarei stato felice, al di là del tanto vituperato stipendio esiguo. Sono a mio agio coi ragazzi, specie se parlo di cose che mi piacciono. Non di Diritto, dunque! E la sera avrei continuato a suonare in giro. Ad ogni modo, oggi, senza poter più guidare, camminare e parlare bene, sarebbe stato un bel problema in ogni caso, per quanto io possa ancora migliorare. Ma è inutile piangere sul latte versato, giusto?  
Andiamo avanti un po' di anni e sei adolescente, avevi un desiderio predominante in quella delicata ma affascinante fase di crescita?
La passione per il disegno, della quale parlavo sopra, si poneva a cavallo tra infanzia e adolescenza. Leggevo i fumetti, e dunque ne volevo realizzare di miei. Poi mi ha preso l’ascolto della musica, e allo stesso modo ho voluto anche farla. Ad un certo momento questi miei due interessi si sono incrociati, quando ho realizzato la storia dei Led Zeppelin a fumetti. A quel punto, però (siamo nel 1988) erano già nati i Malibran, e la mia attenzione si era rivolta totalmente al gruppo. Oltre a comporre, cantare e suonare diversi strumenti, ero anche un po’ il manager della band: trovavo le serate, i contatti per fare i dischi, organizzavo le prove e andavo in giro ad attaccare locandine per pubblicizzare i nostri concerti. Abbiamo fatto otto dischi ufficiali (compresi due “live” ed uno di rarità varie), più un DVD antologico, e non mi sarei mai aspettato tanto. Il tutto sempre nell’ambito del Rock Progressivo, traendo ispirazione dai grandi gruppi degli anni ’70, ma creando un sound che ritengo sia tutto nostro. Il secondo lavoro dei Malibran (“Le Porte del Silenzio”) è stato definito forse il migliore del Prog italiano anni ’90. Ed abbiamo suonato con il Banco Del Mutuo Soccorso, gli Osanna, Il Balletto di Bronzo e tanti altri. A molti giovani questi nomi risulteranno sconosciuti, ma per chi ama il genere, sarebbe come essere un fan degli U2, e ritrovarsi a suonare con loro, avere Bono e The Edge in macchina (come, nel mio caso, Francesco Di Giacomo e Vittorio Nocenzi), cenare insieme e vedersi trattato come loro amico e collega. La nostra musica ci ha portati a suonare anche in America, altra cosa che sarebbe stata inimmaginabile quando abbiamo ominciato. Avremmo anche aprire il concerto dei Jethro Tull a Palermo (nel 2003), e della PFM a Catania (nel 2004), ma entrambe le occasioni sono sfumate all’ultimo minuto. Sempre a Catania, nel 1996, ci siamo esibiti di fronte a ventimila persone, salendo sul palco subito prima di Gino Paoli ed Edoardo Bennato.
Parliamo dell’oggi, hai un sogno musicale che ti piacerebbe realizzare?    
                           
Il sogno si è già realizzato, ed è quello di riuscire a suonare ancora, sia a casa mia che con i Malibran. Un neurologo aveva confidato ad un amico comune che difficilmente sarei stato più in grado di farlo: la lesione al cervelletto, che sovraintende ai movimenti, le dita tremanti, deboli e non coordinate tra loro: all’inizio, infatti, non riuscivo più a fare una sola nota, con la chitarra. La suono dal 1980, e non ero più in grado di fare niente! Del resto, non riuscivo neanche a chiudere le mani per fare il pugno. in Invece, poco alla volta,  sono riuscito a suonare di nuovo. Non come prima, certo, ma suono la chitarra acustica ed elettrica, da solo accompagnando i dischi. Anche se non riesco più a fare arpeggi, parti soliste veloci e accordi  complessi. Con il gruppo mi è risultato più facile suonare il basso, e così ho cambiato “ruolo”. Almeno in concerto. Con il flauto traverso è tutto più difficile, perché è uno strumento che si deve tenere in equilibrio, sospeso per aria, mentre chitarra e basso offrono l’appoggio stabile del manico. Ho perso anche un bel po’ di voce, e non sono in grado di pronunciare parole ravvicinate tra loro. Così i nuovi Malibran sono una band solo strumentale. E del resto, ritengo che sia sempre stato questo il nostro punto di forza, non certo la mia voce. Ho scelto e arrangiato i brani in modo da poterli suonare senza problemi. E i risultati sono buoni, anche a giudicare dalla reazione del pubblico ai nostri spettacoli!  

Hai materiale inedito ancora a disposizione dopo il disco -  di fatto “solista” –Trasparenze del 2009?
Si, moltissimo materiale. Sette CD inediti già pronti, in pratica, tra brani registrati in studio ma non pubblicati, live e cover. Molto di questo materiale è reperibile sul nostro “Malibran Official Blog” e su You Tube, insieme a tanti video, con la band in concerto o in TV. La Mellow si sta occupando della ristampa (con mix diverso) del nostro secondo disco. Ma conto anche di far pubblicare “Straniero”, una corposa raccolta di “rari ed inediti”, tutti registrati bene, lungo 80 minuti. Sarebbe un peccato tenerlo solo per me.
Hai riformato il gruppo chiamandolo “Malibran ensemble”: puoi illustrarci in sintesi questo progetto?
Si tratta sempre dei Malibran. Ho aggiunto “ensemble” perché ora la scaletta è tutta strumentale, come se si trattasse di un gruppo Jazz, che invece suona Prog. Inoltre la formazione è cambiata, ed essendo rimasto fuori il bassista “originale”, era giusto dare il segno di un nuovo corso, anche per non avere problemi con lui, che non l’ha presa bene. Ma io, Alessio e Jerry siamo sempre presenti, dal 1988 ad oggi, e dal 2013 si è aggiunto Alberto alle tastiere. Siamo due coppie di fratelli!
Quali brani del Prog Internazionale e /o Italiano ti sarebbe piaciuto comporre e per quale motivo?
Dovrei fare un elenco troppo lungo. “Starless” dei King Crimson, “Maggio” de Le Orme, “Firth of Fifth” dei Genesis, “Man-Erg” dei Van Der Graaf Generator, “Minstrel in the Gallery” dei Jethro Tull, “La Conquista della Posizione Eretta” del Banco, “River Of Life” della PFM, giusto per citare un titolo per ognuno dei miei gruppi preferiti. Il motivo per me risiede solitamente nella bellezza della musica, mentre bado meno ai testi. Anche ai miei! Però in questi giorni ascoltavo “Figure di Cartone” de Le Orme, e notavo che ha un testo proprio toccante, perfetto e commovente. Mi sono reso conto dell’importanza dei testi solo quando la PFM ha accompagnato De Andrè, alla fine degli anni ’70. E il testo più bello della stessa PFM rimane sempre quello di “Impressioni di Settembre”, che però è di Mogol: un vero dipinto in parole, evocativo e  descrittivo insieme. Anche qualcuno dei miei testi mi piace, ma, ripeto, tendo a seguire più la musica. E, da questo punto di vista, io, ascoltando un brano, “sento” la voce come uno degli altri strumenti: devono attirarmi timbro, interpretazione e linea melodica. Poi, se il testo è anche bello, meglio! 
Se dovessi inviare tre dischi di Rock Progressive nello Spazio per diffonderli nell’universo quali sceglieresti e perché?
Ma nello Spazio andrebbero perduti! Di solito si parla di dischi da portarsi sull’isola deserta… Scherzi a parte, capisco cosa intendi. Ed è un’altra domanda cui è difficile dare una risposta, per il semplice fatto che riempirei lo Spazio di dischi! Invierei comunque i primi tre dischi del Banco, quelli della PFM fino al 1977, più “Stati di Immaginazione” (di 30 anni successivo). Ancora, i dischi dei Jethro Tull, dal 1968 al 1978, live compreso. I King Crimson del primo disco e del periodo ’73-74. I Genesis da “Trespass”(1970) fino a “A Trick of the Tale” (1976). Le Orme dal 1971 al 1977, con speciale menzione per il brano “Sera” (1975). “Forse Le Lucciole Non si Amano Più” (1977) de La Locanda delle Fate, ed il brano “Vorrei incontrarti” dell’Alan Sorrenti periodo “Progressive”. “Dolce Acqua” (1971) e “Viaggio negli Arcipelaghi del Tempo” dei Delirium. I dischi anni ’70 dei Van Der Graaf, con speciale citazione per “World Record” (1976), che me li ha fatti conoscere. “Vemod” degli Anekdoten, coi quali abbiamo suonato nel 1994. Le cose meno ostiche degli Area, e quasi tutti i Pink Floyd, con menzione speciale per “il disco perfetto”, cioè “The Dark Side Of The Moon” e del brano “Echoes”. Fuori dal Prog, molte cose dei Deep Purple anni ’70, sia con Gillan che con Coverdale. I Led Zeppelin fino a “Presence” (1976”), i pochi dischi dei Free, i primi due dei Black Sabbath (entrambi del 1970), più “Sabbath Bloody Sabbath” (1973). E se mi è consentito, invierei anche una buona compilation dei Malibran! 
Ti propongo un gioco, scegli una tra queste due opzioni e se hai voglia di commentare brevemente lo puoi fare…. 
Mare o Montagna?
Abito in Sicilia, ma non vado mai al mare. In media ci andavo una volta ogni estate! Non amo il caldo, né le spiagge con gli ombrelloni. E ancora meno il viaggio per arrivarci! Non invidio chi si mette disteso a cuocere per abbronzarsi: io soffrirei, e mi annoierei pure a morte. Né mi piacciono le ragazze troppo abbronzate! Mio fratello (batterista dei Malibran) è l’esatto opposto: d’estate va al mare tutti i giorni, anche da solo!
A me piaceva solo quando ero piccolo. Posso dire che sono stati piacevoli, quanto sporadici, alcuni bagni notturni. Mi piace il mare dei documentari e delle navi, o quello degli antichi velieri dei film. Ma, d’altra parte, non posso dire di andare neanche in montagna! Sto bene a casa mia. Ed è un bene, considerata la mia condizione attuale! Anche viaggiare non mi piaceva più quando ero ancora in piena salute. E in realtà, a parte le gite scolastiche, partivo solo per andare a suonare, o per andare a vedere i miei gruppi preferiti (i Jethro Tull li ho visti otto volte, i Deep Purple tre (anche nella formazione di “Made in Japan”). Ma ho fatto in tempo anche a vedere i Pink Floyd, Page & Plant, i Genesis, Peter Gabriel nel tour di “So” (1987), Joe Cocker e tanti altri. A pensarci bene non ho mai fatto viaggi “di piacere”, come semplice turista.
Sole o Luna?
Direi luna, dopo quanto detto sopra! Sole soltanto se devo suonare all’aperto, per non avere l’ansia di eventuali piogge che possano rovinare tutto! Mi è piaciuto tanto suonare di giorno, quando è capitato. E, in questo caso, evviva il sole!
Realtà o Fantasia?           
         
Per il tipo che sono io, fantasia. Ho frequenti contatti con la realtà, e voglio averli. Seguo anche TG e Talk Show politici. Ma di solito galleggio in un mondo di fantasia, e queste sono solo provvisorie interruzioni.

Essere o Avere?
Sicuramente essere. Mi è sempre bastato quello che ho avuto, mentre ho sempre cercato di alimentare spirito e cultura. Non solo musicale. Probabilmente tutto questo non mi ha giovato, ma sono fatto così.   Non ho mai avuto interesse per soldi o macchine nuove. Magari per molti è così. Per me no.
Psiche o Soma?
Direi Psiche
Chitarra o Flauto?
Mi sento soprattutto un chitarrista. Il flauto per me è arrivato dopo. Ho imparato entrambi gli strumenti suonando sui dischi, e affinando l’orecchio musicale. So quale è la nota giusta, e come suona, ancora prima di toccare il relativo tasto. Una volta, a casa di un mio zio, c’era il rumore di un trapano, e ho detto che, a mio avviso, stava emettendo un suono in re: ho suonato il pianoforte che era lì accanto, ed era effettivamente un re. E’ come un dono. Comunque, come flautista sono stato apprezzato moltissimo, dopo che Giancarlo ha lasciato il gruppo: lo suonavo già a per conto mio, sui dischi dei Jethro Tull, e così ho assimilato quel tipo di tecnica. Giancarlo invece, avendo studiato sul serio lo strumento, aveva un suono più pulito ed “accademico”, nonostante sul palco apparisse come una furia, coi capelli lunghi al vento! Insieme dal vivo l’unico pezzo che suonavamo a due flauti era “Magica Attesa”. Quando lui ed il tastierista hanno lasciato la band, nel 2001, ho dovuto occuparmi anche del flauto, e sono migliorato nel tempo. In sala mi piace armonizzare più flauti tra loro, approfittando della possibilità delle sovra-incisioni: viene fuori una sorta di orchestrina di fiati, molto gradevole. 
Jazz o Blues?
Blues. Anche l’Hard Rock che ascolto (o suono) ha radici Blues. Per questo non arrivo al Metal. Nonostante  un mio pezzo, “Vento d’Oriente”, è stato definito “Prog Metal”, a me ricorda piuttosto cose tipo “Kashmir” degli Zeppelin. Con il Jazz ho provato, e mi sono pure abbonato ad alcune rassegne, anni fa.
Voglio essere aperto a tutto. Ma se è Jazz puro, non contaminato, non capisco niente: riesco solo a seguire la batteria. Avverto che i musicisti sono bravi, ma quanto ad emozioni, più o meno non pervenute. E mi dispiace, perché vorrei godere di tutta la musica che esiste. Mi “arriva” qualcosa di più con la musica classica, anche perché amo il suono dell’orchestra. Ma non in dosi massicce. Mio padre ascolta Mozart da quando sono nato, e dunque è musica per me familiare, anche se poi non vado a comprarmi i dischi…
Cd o Vinile?
Dicono che il vinile si senta meglio, che il CD appiattisca certe frequenze e che abbia un suono meno caldo. Sono grande abbastanza da aver vissuto in pieno l’era del vinile (era in vinile anche il nostro primo disco, uscito nel 1990). Ma, ormai, non ho più modo di ascoltare i vecchi dischi, anche se sono ancora nella mia stanza: ho solo lettori CD, e dunque non ho modo di cogliere la differenza. So che gli “audiofili” ascoltano solo dischi in vinile. E mi fa piacere sentire che stia un po’ tornando a circolare. Il CD, invece, sembra destinato a durare meno del previsto, rimpiazzato da altri “supporti”. Però a me piace: Io voglio avere non solo la musica, ma anche la copertina (che magari preparo io, se non si tratta di un originale), i titoli, i nomi dei musicisti, sapere dove è registrato il lavoro, ecc.
Live o Studio?
Ascolto più musica live che in studio, in effetti. Amo i concerti dei gruppi che preferisco, che siano registrazioni ufficiali o meno. Una volta ascoltavo cassette registrate dal pubblico, di pessima qualità. Adesso preferisco procurarmi registrazioni dal mixer, e magari migliorare io stesso il suono, per mezzo di un programma che ho sul PC. Mi piace personalizzare queste cose, e fare da me le copertine, mettendo le foto del periodo, se non proprio di quella data specifica. Cerco di avere almeno un concerto registrato dal mixer per ogni tour delle band che amo. E degli stessi Malibran ho passato su CD circa 50 serate. L’ho fatto per me, ma qualche nostro fan più accanito (ne ricordo uno dalla Germania) me li ha richiesti tutti, spendendo anche un bel po’ di soldi!
Carmen Consoli o Vincenzo Bellini?
Ho frequentato Carmen Consoli per molto tempo, negli anni ’90, prima che divenisse veramente famosa. Non posso dire lo stesso di Vincenzo Bellini, dal momento che non ho avuto la ventura di vivere nei primi decenni del 1800. Anche se mi sarebbe piaciuto. Ho conosciuto Carmen dopo un nostro concerto del 1991, quando è venuta da me per congratularsi per il mio modo di suonare la chitarra. Non era una di quelle ragazze che vanno dal cantante perché è “carino”, e parlava con cognizione di causa. Non amava il Prog, ma i Malibran sono stati sempre molto Rock, e così lei veniva a vedere noi, ed io a vedere lei, quando suonava con la sua blues band (i “Moondogs”) o accompagnata solo da un chitarrista. La prima volta sua voce mi ha sorpreso: era intrisa di Soul e Blues (faceva cover) ed era molto potente, considerata l’età e l’ aspetto minuto. Aveva 16 o 17 anni. Si trasferì a Roma, ma tornò delusa. Era ancora alla ricerca di una sua vocalità. E, in effetti, la sua voce poi è cambiata, ha trovato una “chiave”tutta sua. All’epoca, quando finivamo di suonare, saliva pure sul palco per abbracciarci, entusiasta. Al telefono mi diceva che stavamo per “esplodere”, ed eravamo nel periodo tra il primo ed il secondo disco. Ma ad esplodere davvero è stata lei: l’altra volta era ospite a “Che Tempo Che Fa”, su RAI 3: una trasmissione nella quale si esibiscono Sting, Madonna, Robert Plant o gli U2. Naturalmente all’epoca non ci avrei creduto. Ma era davvero molto determinata. Si andava a casa sua, tra pizze e chitarre acustiche. Le ho prestato una VHS dei Free, che le piacevano, ma che non aveva mai visto. E durante un suo concerto mi dedicò un loro brano (Mr Big). Ho ancora un suo libro di Poe che mi aveva prestato, ma purtroppo ci siamo persi di vista e non ho potuto restituirglielo. Ci siamo incontrati di nuovo solo nel 2000, all’aeroporto di Catania, mentre noi partivamo per gli USA e lei per Bari. E in poche altre occasioni. In anni più recenti la stavano premiando, ed era circondata da fans e giornalisti: eppure, quando mi vide, devo dire che scansò tutti per venire a salutarmi.
Ma anche con Vincenzo Bellini i Malibran hanno un punto di contatto: Maria Malibran, mezzo-soprano dell’800, cantava le sue Opere. E qualcuno dice che avesse una passione nei suoi confronti, al punto che, alla notizia della morte di lui, si uccise a sua volta, lanciandosi follemente al galoppo, fino a cadere malamente. Non so se sia vero, ma anche Francesco Di Giacomo, la voce del Banco, una volta mi disse che la Malibran era morta cadendo da cavallo,  aggiungendo, con la sua ben nota ironia tutta romanesca: “Eh, se allora ce fossero stati i taxi”…
Solista o Band?
Diciamo che sono stato anche “solista nella band”, se parliamo di me. Infatti diversi dischi dei Malibran contengono brani composti e suonati solo dal sottoscritto. Pezzi che spesso gli altri non avevano neanche mai sentito, fino alla pubblicazione (!). Lo stesso “Trasparenze”, il nostro ultimo CD ufficiale, è in realtà un mio lavoro solista, come dicevi, con alcuni ospiti, tra i quali qualcuno dei Malibran. Ma l’etichetta ha insistito perché uscisse a nome “Malibran”, e alla fine, dal momento che il sound era quello, e tre su quattro di noi erano presenti (più l’ex Giancarlo al sax), ho acconsentito. Ma avevo già composto e suonato  tutto il disco, e gli altri hanno (ottimamente) contribuito venendo in sala solo una volta, e seguendo le mie “istruzioni”. Ricordo comunque con più piacere i tempi dei primi dischi, quando era più un lavoro di squadra. Già con “Oltre L’Ignoto” (2001) ad essere presente in sala con il fonico spesso c’era solo uno di noi. E indovinate chi era? Non parla riamo poi del lavoro per la grafica per ogni disco, del quale mi sono sempre occupato in prima persona. Magari con l’aiuto di qualche amico, me senza nessuno della band. Peccato, perché mi sarebbe piaciuto. Oltre al nome stesso della gruppo, inoltre, sono anche miei i titoli di tutti i nostri dischi e dei singoli brani, oltre al loro ordine su ciascun disco. E i testi, naturalmente, oltre che un bel po’ delle musiche. In ogni caso, ritengo che i veri talenti dei Malibran siano Alessio alla batteria e Jerry alla chitarra solista. Soprattutto considerato il fatto che non suonano mai, se non quando abbiamo una data in vista! Io ho invece una maggiore visione d’insieme, una passione certamente più maniacale, e la fortuna di essere anche compositore, polistrumentista, ed arrangiatore.
Cinema o Televisione?
Entrambi. Andavo al cinema ogni martedì con una ex compagna di Liceo, per non so quanti anni. Ma tutto si è bruscamente interrotto tre anni fa, quando sono stato male. Adesso non sarei più nelle condizioni, e mi rimane la TV. Anche per vedere quei film che altrimenti avrei visto al cinema. Per fortuna ho un bel TV Color, nella mia stanza, collegato pure alle casse dello stereo. E’ grande e si vede benissimo. Così non è il cinema quello che mi manca di più, ad essere sinceri. E magari, più in là, sarò nelle condizioni di andarci di nuovo. Forse potrei anche adesso, ma, considerati “pro” e  “contro”, temo che non ne varrebbe la pena.
Pittura o Scultura?        

Direi pittura, anche per via dei miei “trascorsi” di disegnatore. Ma dipende anche da quale pittore e da quale scultore. In Italia abbiamo avuto artisti eccelsi in entrambe le forme d’arte. Specie nel Rinascimento.

Romanzo o Racconto?
Ho apprezzato entrambi, ma leggevo di più prima di stare male. Soprattutto riviste e libri attinenti alla Storia o alla musica. Mi piacciono le biografie dei gruppi Rock con belle foto a colori. Io stesso ho scritto il mio racconto, riguardante le mie “vicissitudini” ospedaliere. Dicono che scrivo bene. Ma la musica è presente anche lì, e, ampliandolo, il racconto potrebbe anche diventare un libro. Leggevo molti romanzi. Adesso non più. Magari ricomincerò, chi può dirlo? Da piccolo ho divorato tutti quelli di Salgari attinenti al  “Ciclo Malese”(Sandokan), e a quello del Corsaro Nero. Poi Ho letto tutti i racconti di Poe, traducendone qualcuno a fumetti, compreso l’unico romanzo che aveva scritto, “Le avventure di Gordon Pym”.
Lui non fece in tempo a completarlo, e a concluderlo fu Giulio Verne, per quel che mi ricordo. Ma nel fumetto io avevo ideato un mio finale. Ho letto molto Camilleri e Baricco. Adesso mi hanno regalato tantissimi libri, ma non saprei da dove cominciare. Anche perché ci vedo pure meno! Colpa del diabete?
Pasta con le sarde o Granita alla siciliana?
Appunto, si diceva del diabete! Granita, comunque. La prendevo al bar ogni mattina, in estate, con gli amici. Ora non dovrei, ma qualche dolce me lo concedo ancora, e ci scapperà anche la granita, con quegli stessi amici! Ogni tanto vengono a prendermi e andiamo a prendere la pizza!




Francesco Paladino intervista Giuseppe Scaravilli, 2014


Ciao Giuseppe! Se ti va bene comincio a farti le domande, così abbiamo la massima calma per fare il tutto. La prima domanda è: "Partiamo dalle origini: come si sono formati i Malibran?"

I MALIBRAN SI SONO FORMATI NEL 1987. AVEVO CONOSCIUTO JERRY L'ANNO PRIMA, AD UN FESTIVAL ALLA VILLA DI BELPASSO, DOVE CI ESIBIVAMO CON DUE GRUPPI DIVERSI: CI ERAVAMO SCAMBIATI I COMPLIMENTI, ED AVEVAMO SCOPERTO DI AVERE GUSTI MUSICALI IN COMUNE. A NOI SI UNI' IL BATTERISTA ALFREDO CASSOTTA, MA SOLO PER QUALCHE PROVA. GIA' FACEVAMO "PRELUDE", IL PEZZO CHE AVREBBE CHIUSO IL PRIMO DISCO...E TUTTI I CONCERTI DEI SUCCESSIVI 25 ANNI! IL BATTERISTA DEL PERIODO '87-88 FU ROBERTO ANILE. NELL'OTTOBRE '88 LO SOSTITUIMMO CON MIO FRATELLO ALESSIO, CHE HA REGISTRATO SU TUTTI I NOSTRI DISCHI, ED E' ANCORA CON NOI. IL NOME "MALIBRAN" E' QUELLO DI UNA CANTANTE DELL'800, CHE ESEGUIVA OPERE DEL NOSTRO VINCENZO BELLINI. HO PRESO IL NOME DA UN'INTERVISTA AD HUGO PRATT, L'AUTORE DI FUMETTI, CHE PARLAVA DEL CINEMA "MALIBRAN" DI VENEZIA, DOVE AVEVA AVUTO L'ISPIRAZIONE PER IL SUO PERSONAGGIO "CORTO MALTESE". MARIA MALIBRAN AVEVA VISSUTO A VENEZIA. E MI PIACEVA IL SUONO DI QUEL NOME. DOPO UN PO' DI CONCERTI IN ZONA, ABBIAMO PARTECIPATO AD UN FESTIVAL VICINO ROMA, NEL 1989. UNO DEGLI ORGANIZZATORI AVEVA ANCHE UNA CASA DISCOGRAFICA, RIMASE MOLTO COLPITO DAL NOSTRO SHOW, E CI FECE REGISTRARE IL PRIMO DISCO, QUELLA STESSA ESTATE. E DA LI' SI COMINCIO' A FARE UN PO' PIU' SUL SERIO!

Cosa si respirava nell'aria dell'ambiente musicale belpassese di quegli anni?

A BELPASSO SONO ESISTITI SEMPRE MOLTI GRUPPI. I PIU' VALIDI DI OGGI PER ME SONO GLI HYPERSONIC. COMUNQUE NOI NON ABBIAMO TANTO VISSUTO L'AMBIENTE BELPASSESE, PERCHE' GIA' IL PRIMO DISCO CI AVEVA PROIETTATI IN UNA DIMENSIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE, CON RECENSIONI SU RIVISTE ITALIANE, ED ALTRE DAL GIAPPONE, E DA VARIE ALTRE PARTI DEL MONDO...ABBIAMO SUONATO SPESSO A BELPASSO, MA IL PAESE, IL COMUNE, NON CREDO ABBIANO FATTO PER VALORIZZRCI, SE POSSO DIRLO, VISTO TUTTO QUELLO CHE STAVA SUCCEDENDO COI NOSTRI DISCHI VENDUTI IN TUTTO IL MONDO, E I CONCERTI DI FRONTE A MIGLIAIA DI PERSONE. ABBIAMO SUONATO ANCHE NEGLI USA...AD OGNI MODO SOLO IO E MIO FRATELLO, IL BATTERISTA, ABITIAMO A BELPASSO. MA SIAMO BELPASSESI SOLO "DI ADOZIONE", DICIAMO COSI'. IO HO FATTO A BELPASSO LE SCUOLE MEDIE, ED E'E' LI' CHE HO UN PO' DI CARI AMICI, CHE NON SI SONO AFFATTO DIMENTICATI DI ME DURANTE I MIEI RECENTI, GRAVI PROBLEMI DI SALUTE: SONO VENUTI PIU' VOLTE A TROVARMI, PRIMA IN OSPEDALE, POI A CASA. PER I MEDICI IL FATTO CHE NE SIA USCITO VIVO E’ STATO UN MIRACOLO.

IN REALTA' IO E MIO FRATELLO SIAMO NATI IN LOMBARDIA. QUANDO IO AVEVO OTTO ANNI I MIEI, INSEGNANTI SICILIANI, HANNO OTTENUTO IL TRASFERIMENTO A BELPASSO. MA NOI NON SAPEVAMO NEANCHE CHE ESISTESSE, QUESTA CITTADINA. ANCHE SE POI NE SIAMO DIVENUTI PARTE, NATURALMENTE. PERO' I PRIMI ANNI DI VITA SONO IMPORTANTI, E COSI' IO SONO RIMASTO UN PO' “A META'”. NON RICORDO COMUNQUE UNA VERA "SCENA MUSICALE BELPASSESE", QUANDO ABBIAMO COMINCIATO NOI. CREDO CI FOSSERO I "LEAKERS" ED IL GRUPPO DI NUCCIO CORALLO, CHE PORTA ANCORA AVANTI CON DIGNITA' LE SUE COSE. E ANCHE IL GRUPPO DELL'AMICO CHE OGGI PORTA IL NOME DI "JOE MARIANI". MA NOI FACEVAMO PARTE DELLA SCENA CATANESE, NON DI QUELLA BELPASSESE. ED ERA LI’ CHE QUALCOSA STAVA SUCCEDENDO, TRA FINE ANNI '80 E INIZIO ANNI '90. A PARTE NOI, CHE SUONIAMO PROG, UN GENERE PIU' "DI NICCHIA", C'ERANO I DE NOVO, DAI QUALI E’ POI VENUTO FUORI MARIO VENUTI. POI I BOPPIN’ KIDS, IL GRUPPO DAL QUALE E' USCITO BRANDO, ED I QUARTERED SHADOWS, DAI QUALI E' USCITO CESARE BASILE...

CARMEN CONSOLI VENIVA A VEDERCI SUONARE QUANDO AVEVA 16-17 ANNI, FINCHE' NON SIAMO DIVENTATI AMICI. IO ANDAVO ANCHE A CASA SUA, A SUONARE INSIEME, CON LE PIZZE, E A VEDERE I SUOI PRIMI CONCERTI, MENTRE LEI VENIVA A VEDERE I NOSTRI. ANCHE ESALTANDOSI, PUR NON ESSENDO AFFATTO UNA FAN DEL "PROGRESSIVE". MAGARI PERCHE' I MALIBRAN ERANO COMUNQUE MOLTO ROCK, E FACEVANO SUL SERIO SPETTACOLO SUL PALCO., DIVERTENDOSI. PER QUESTO, IN UN LIBRO SULLA PFM, CI HANNO PARAGONATO A LORO, DEFINENDOCI UN PO’ I LORO “EREDI”: LORO PER GLI ANNI ’70 E NOI PER I ’90. FORSE AVREMMO DOVUTO ESSERE ATTIVI A QUEI TEMPI. MA, SE DOPO IL PRIMO DISCO, CE NE HANNO FATTI FARE OTTO IN TUTTO, PIU' UN DVD, E CON ALTRI IN USCITA...VUOL DIRE CHE LA PROPOSTA E' PIACIUTA ANCHE IN ANNI PIU’ RECENTI: SENO', DAL PUNTO DI VISTA DELLA DISCOGRAFIA, SAREBBE FINITO TUTTO SUBITO! IN UN NEGOZIO DI GENOVA, CON IL NOSTRO PRIMO DISCO IN VETRINA, TUTTI CI CHIEDEVANO L’AUTOGRAFO. UN TIPO LO AVEVA GIA’ A CASA, MA NE COMPRO’ UN’ALTRA COPIA, PUR DI AVERLA AUTOGRAFATA DA NOI. UN ALTRO AVEVA IL PERSONAGGIO DELLA COPERTINA TATUATO SUL BRACCIO. STAVAMO ANDANDO AL FESTIVAL DI MONDOVI’, IN PROVINCIA DI CUNEO. ERA IL 1991. 

Come dicevi il vostro è un genere "di nicchia". Come mai avete deciso di suonare Prog? Vi ha mai creato problemi ai primi tempi la scelta di un genere decisamente anti-commerciale?

ERA LA MUSICA CHE ASCOLTAVAMO, CI E' VENUTO NATURALE SUONARE QUEL GENENE. MA NEANCHE SAPEVAMO CHE SI CHIAMAVA "ROCK PROGRESSIVO", DURANTE I PRIMI TEMPI. INSOMMA, NON E' STATA UNA SCELTA CONSAPEVOLE. IO E JERRY ABBIAMO SCOPERTO DI AVERE QUESTI GUSTI IN COMUNE, QUANDO CI SIAMO CONOSCIUTI, E DA LI' E' NATO TUTTO...MA IO ASCOLTO E SUONO ANCHE LED ZEPPELIN, DEEP PURPLE, BLACK SABBATH, FREE...INSOMMA, HARD ROCK BLUES ANNI '70...PERO' SE COMPONGO, PER ME O PER IL GRUPPO, MI VENGONO FUORI SEMPRE COSE COMUNQUE RICONDUCIBILI AL "PROGRESSIVE"...NON E’ UNA COSA STUDIATA A TAVOLINO, INSOMMA. IL GENERE NON ERA E NON E’ “COMMERCIALE”, E' VERO. ALMENO PER GLI ALTRI, O PER MOLTI DI ESSI. MA QUESTO NON CI HA CREATO PROBLEMI, ALL'INIZIO, PERCHE' ERAVAMO ANCHE MOLTO ROCK, E FACEVAMO MOLTO SPETTACOLO SUL PALCO, COME DICEVO. IL PUBBLICO CI APPREZZAVA MOLTO, O ALMENO CI RISPETTAVA. ANCHE CHI NON AMAVA-O NON CAPIVA BENE-QUEL CHE FACEVAMO. IO RICORDO SOLO APPLAUSI E CONGRATULAZIONI, AD ESSERE SINCERO...ED IN TANTI CONTINUANO A SOSTENERE CHE AVREMMO MERITATO DI PIU’: 

UN FAN DAL MESSICO MI SCRIVEVA CHE PER LUI  NOI ERAVAMO AL LIVELLO DEI GENESIS, O COMUNQUE DEI GRANDI DEL PASSATO. MAGARI ESAGERAVA, MA ERANO IN TANTI A PENSARLO. UN ALTRO ESTIMATORE, DAL BRASILE, MI SCRIVEVA DI AVER COMPRATO 7 COPIE DEL NOSTRO PRIMO DISCO, IN VINILE, PERCHE’ MAN MANO LE ROVINAVA TUTTE A FURIA DI ASCOLTARLO! SEMPRE IN MESSICO UN MIO AMICO SI E’ VISTO PROPORRE IL NOSTRO DISCO D’ESORDIO. UN FAN DAGLI USA MI SCRIVEVA DI ESSERE RIMASTO TUTTO IL GIORN0 CON IL SORRISO STAMPATO IN FACCIA, SOLO PERCHE’ AVEVO RISPOSTO IO PERSONALMENTE AD UNA SUA MAIL: NON SE LO ASPETTAVA! UN ALTRO, DAL GIAPPONE, MI DICEVA DI AVER APPENA VISTO UN DISCO NOSTRO (CHE GIA’ AVEVA) IN UN NEGOZIO DI TOKYO. IN AMERICA ABBIAMO VENDUTO TUTTI I CD CHE AVEVAMO CON NOI, MENTRE SUONAVAMO. LI’ ABBIAMO CHIACCHIERATO CON LEONARDO PAVCOVICK, SEDUTI SULL’ERBA, MENTRE SUONAVANO GLI ALTRI GRUPPI, DI GIORNO. LUI DUE ANNI DOPO AVREBBE PORTATO LA PFM IN GIAPPONE, PER RELATIVO CD E DVD: ALLA FINE DEL CONCERTO SI PUO’ SENTIRE DI CIOCCIO CHE LO RINGRAZIA AL MICROFONO. ALL’INIZIO DEL CD LA PFM SUONA UN PEZZO CON LA VOCE DI PETER HAMMILL, PRIMA CHE QUESTI RICOSTITUISSE I VAN DER GRAAF. IO QUESTI ULTIMI LI HO VISTI DUE VOLTE. I JETHRO TULL OTTO VOLTE! ALLA CONVENTION DI NOVI LIGURE 2006, DEDICATA A LORO, HO SUONATO PRIMA DI IAN ANDERSON E DEGLI EX TULL CLIVE BUNKER E GLENN CORNICK.

CON QUEST’ULTIMO HO PARLATO UN PO’: UNA COSA IMPENSABILE, RIPENSANDO A QUANDO ASCOLTAVO IN CUFFIA IL SUO LAVORO INCREDIBILE SU “BENEFIT”, DEL 1970. E’ SUO ANCHE IL BASSO SULLA FAMOSISSIMA “BOUREE”, ASSOLO COMPRESO. IN DIFFUSIONE A NOVI LIGURE SI ASCOLTAVA LA NOSTRA VERSIONE DI QUESTO PEZZO, CHE ANCHE IAN ANDERSON HA ASCOLTATO, ESSENDO STATA MESSA IN APERTURA DEL CD ITALIANO DI TRIBUTO AI JETHRO TULL, CHE LUI HA APPREZZATO. CI SUONANO ANCHE BUNKER, CORNICK E JOHN EVAN. DIREI QUINDI CHE LE NOSTRE PICCOLE SODDISFAZIONI LE ABBIAMO AVUTE.
ECCO QUANTO MI HANNO APPENA SCRITTO SU FACEBOOK, PROPRIO MENTRE TI RISPONDO, GIUSTO PER DARTI UN' IDEA DELLA STIMA CHE ANCORA E’ RIVOLTA AI MALIBRAN:

"Non solo l'orgoglio del progressive etneo, ma anche una band che ha scritto a lettere di fuoco la storia italiana di questo augusto genere musicale. Onore al nostro amico Giuseppe Scaravilli. Mi piacerebbe che gli amici che amano il Prog si rendessero conto lucidamente della grande lezione di classe artistica che è provenuta da voi. Vi considero una delle migliori band di new-progressive a livello europeo. Un abbraccio e molti auguri per il futuro. Non ho dubbi, carissimo, che la vostra musica sarà considerata come una pietra miliare del neo-progressive italiano, e non solo. Chiunque ami questo genere musicale, come me, o ne scriva, come me, non può non apprezzarvi. Non dubito che saprai fornirci ancora prove del tuo invidiabile talento”.

AD OGNI MODO IL ROCK PROGRESSIVO E’ ANCORA MOLTO AMATO. ALTRIMENTI NON SI SPIEGHEREBBE L'ESISTENZA DI TANTI GRUPPI E DI TANTI APPASSIONATI IN TUTTO IL MONDO. ANCHE SE GLI ANNI '70 SONO STATI CERTAMENTE I MIGLIORI PER IL PROG, IN MOLTI HANNO SENTENZIATO A SUO TEMPO CHE SI TRATTASSE DI UN GENERE ORMAI DATATO, RELEGATO A QUEGLI ANNI. MA ALLORA PERCHE' PER IL BLUES, IL JAZZ O IL REGGAE NON E' COSI'? SONO GENERI MUSICALI NATI ANCORA PRIMA DEL FENOMENO "PROGRESSIVE". E VANNO AVANTI ANCORA OGGI. GIUSTAMENTE. I MALIBRAN SONO DEFINITI COME PARTE DEL "NEO PROG" ITALIANO, MA E' SEMPRE QUEL MODO DI FARE MUSICA, CON TUTTE LE SUE DIVERSE SFACCETTATURE. NEL '77 E DINTORNI TUTTI I CRITICI, PRESI DALLA NOVITA' DEL PUNK, STABILIRONO CHE I GRANDI GRUPPI COME GENESIS, PINK FLOYD O LED ZEPPELIN ERANO FINITI. MA ERANO QUESTI I GRUPPI CHE RIEMPIVANO GLI STADI, E CHE VENDEVANO DISCHI A TONNELLATE. NON I SEX PISTOLS. ORA QUESTI "CRITICI" STANNO CERCANDO UN POSTO DOVE ANDARE A NASCONDERSI. MENTRE QUEI GRANDI NOMI, TIPO I PINK FLOYD, CHE BISTRATTAVANO TANTO, SONO DIVENTATI LA MUSICA "CLASSICA" DEL '900!

Tra l'altro proprio il rock progressivo italiano è riconosciuto e stimato in tutto il mondo come una delle scene musicali più significative di sempre. Quali band italiane consiglieresti a chi si vuole accostare per la prima volta al genere? Quali sono quelle che più ti hanno influenzato?

 E' VERO. L'UNICO GRUPPO ROCK ITALIANO AD AVER AVUTO SUCCESSO ALL'ESTERO, E NEGLI USA, E' STATA LA PFM: ED ERA UN GRUPPO PROGRESSIVE. POI MAI PIU' NESSUNO, SE NON CANTANTI (NON GRUPPI). A ME PIACCIONO APPUNTO PFM, BANCO DEL MUTUO SOCCORSO (ABBIAMO SUONATO E CENATO CON LORO A BELPASSO NEL '99), LE ORME, IL BIGLIETTO PER L'INFERNO, LA LOCANDA DELLE FATE...ABBIAMO SUONATO ANCHE CON GLI OSANNA, MA DI LORO MI PIACE SOLO QUALCOSA...IMMAGINO CHE UN PO' TUTTI CI ABBIANO INFLUENZATO. ALMENO UN PO'. MA LA MUSICA DEI MALIBRAN SUONA COMUNQUE COME LA MUSICA DEI MALIBRAN, SECONDO ME. IO ASCOLTO DI PIU' IL PROG INGLESE, TIPO GENESIS, KING CRIMSON E VAN DER GRAAF GENERATOR.


HO CONOSCIUTO ANCHE LE ORME E LINO VAIRETTI, DI OSANNA E CITTA’ FRONTALE. CON OSANNA E BALLETTO DI BRONZO ABBIAMO SUONATO INSIEME, MA NON SIAMO STATI INFLUENZATI DALLA LORO MUSICA. UN PEZZO DEL BIGLIETTO PER L'INFERNO, PIUTTOSTO, HA ISPIRATO UN PO' LA NOSTRA "NUOVO REGNO", DAL TERZO DISCO. MA SOLO PER I TESTI, NON PER LA MUSICA.
 RIGUARDO ANCORA AGLI OSANNA, HO PARLATO A LUNGO ANCHE CON IL LORO LEADER, DI ALLORA E DI OGGI, QUANDO ABBIAMO SUONATO INSIEME NEL 1994: LORO HANNO SUONATO COI GENESIS NEL 1972 IN ITALIA, E NON E' ESCLUSO CHE PETER GABRIEL SI SIA ISPIRATO AL LORO MODO DI TRUCCARSI IN SCENA, PER FARE LO STESSO POCHI MESI DOPO. ESISTONO LE FOTO CHE VAIRETTI HA SCATTATO A GABRIEL NEL ’72 SULLA SPIAGGIA DI VIAREGGIO. PETER ERA CON LA MOGLIE, ED ERA IL LORO PRIMO ANNO IN TOUR NEL NOSTRO PAESE. COME GENTLE GIANT E VAN DER GRAAF, ANCHE I GENESIS EBBERO SUCCESSO PRIMA DA NOI CHE IN PATRIA, IN INGHILTERRA, DOVE ERANO ANCORA POCO CONSIDERATI. CREDO COMUNQUE CHE NEL NOSTRO DNA CI SIANO DI PIU’ I GRUPPI PROG INGLESI DEGLI ANNI ’70. ANCHE SE QUELLI ITALIANI, COME BANCO, PFM E ORME, NON ERANO AFFATTO INFERIORI, COME HA SEMPRE DETTO DAVID JACKSON DEI VAN DER GRAAF GENERATOR.

E’ STATO NEL 2006 IN PUGLIA, AL FESTIVAL DI ANDRIA, CHE ABBIAMO SUONATO SUBITO PRIMA DEL BALLETTO DI BRONZO, ANCHE LORO UN MITO DEL PROG ITALIANO ANNI '70. MI PIACEVA IL LORO NOME, DECENNI FA, PRIMA ANCORA DI CONOSCERLI! MA NON MI FANNO IMPAZZIRE, AD ESSERE SINCERO: QUESTIONE DI GUSTI. GIANNI LEONE ERA COMUNQUE UN PERSONAGGIO, PRATICAMENTE SENZA ETA’. RIMANENDO IN TEMA DI PROG ITALIANO UN PO' "OSCURO", COME IL BALLETTO, IO PREFERIVO I METAMORFOSI, CHE AD ANDRIA SUONAVANO IL GIORNO PRIMA DI NOI. E IL GIORNO DOPO CI SAREBBE STATO IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO.

A PROPOSITO DEL BIGLIETTO PER L'INFERNO, E' SURREALE, MA IL LORO CANTANTE-FLAUTISTA, CLAUDIO CANALI, CHE SUL PALCO ERA UN PAZZO, E' POI DIVENTATO UN SERENO FRATE CON LA BARBA BIANCA.SEMPRE RIGUARDO A CLAUDIO CANALI, C'E' UN ANEDDOTO DIVERTENTE: LUI SI ERA ADDORMENTATO IN MACCHINA, MENTRE GUIDAVA UN ALTRO DEL GRUPPO. QUANDO SI E' SVEGLIATO, E HA VISTO CHE L'ALTRO STAVA TRANQUILLAMENTE DORMENDO AL VOLANTE, SI E' SPAVENTATO A MORTE E HA COMINCIATO A SCUOTERLO, URLANDOGLI DI SVEGLIARSI: NON SI ERA ACCORTO CHE ERANO IN MACCHINA, MA DEPOSITATI SU UN CARRO ATTREZZI CHE LI AVEVA PRELEVATI PER QUALCHE GUASTO CHE AVEVANO AVUTO PER STRADA!

MI PIACEVANO ANCHE LA LOCANDA DELLE FATE, GLI AREA, QUELLA VECCHIA LOCANDA. DEI PIEROT LUNAIRE CONOSCO ARTURO STALTERI, CHE OGGI TRASMETTE MUSICA CLASSICA ALLA RADIO, SU RAI 3. MA AMA ANCORA IL PROGRESSIVE, I JETHRO TULL, HA VISTO I VAN DER GRAAF NEI PRIMI ANNI ’70. E MI HA DETTO DI RECENTE CHE GLI PIACCIONO ANCHE I MALIBRAN. DEL MUSEO ROSENBACH UNA VOLTA, NEL1997, ABBIAMO ANCHE SUONATO L'INIZIO DEL LORO "ZARATUSTRA", CON UNA FORMAZIONE RIDOTTA: LA PRIMA VOLTA IN CUI HO SUONATO IL BASSO DAL VIVO (INVECE CHE LA CHITARRA). CERTO, UN TEMPO NON AVREI MAI PENSATO DI SUONARE CON ALCUNI DI QUESTI GRUPPI...E CON IL NOME "MALIBRAN" SCRITTO GRANDE QUANTO IL LORO SUI MANIFESTI. O DI AVERE FRANCESCO DI GIACOMO E VITTORIO NOCENZI DEL BANCO IN MACCHINA, E VEDERE QUEST’ULTIMO,  TASTIERISTA GRANDIOSO, GODERE DIETRO AL PALCO MENTRE NOI SUONAVAMO LA SEZIONE FINALE DI “ON THE LIGHTWAVES”… PER POI ANDARE A CENARE INSIEME...

Parliamo del vostro grande ritorno di venerdì 24 gennaio all'Eight Horses: innanzitutto, è da rimarcare l'assenza dello storico bassista Angelo Messina. Qualche giorno prima del concerto avevi reso noto sul tuo profilo Facebook che Messina non avrebbe preso parte alla reunion dei Malibran, e che anzi ha minacciato di ricorrere alle vie legali per via dell'utilizzo del nome "Malibran". Ci racconti precisamente cosa è successo?

ANGELO SI E' SEMPRE IMPEGNATO PER IL GRUPPO, PER LE PROVE, ED HA FATTO PARTE DELLA PARTE MIGLIORE DELLA NOSTRA CARRIERA. PERO', SENZA SUA COLPA, NON ASCOLTA PROG...IO, ALESSIO E JERRY CI SIAMO SEMPRE TROVATI MEGLIO FRA NOI. ORA LUI NON VUOLE CHE SI USI IL NOME MALIBRAN, MA NATURALMENTE QUESTA E' UNA FOLLIA, PERCHE' L'IDEA DEL NOME E’ MIA. E SOPRATTUTTO, SONO IO QUELLO CHE HA FATTO FARE AI MALIBRAN TUTTO QUELLO CHE HANNO FATTO, SEMPLICEMENTE: OGNI PROVA, DISCO, BOOKLET, CONCERTO...PER NON PARLARE DELLE LOCANDINE ATTACCATE IN GIRO PER 20 ANNI, E DI TUTTO QUELLO CHE C'E SU DI NOI SUL WEB, IL PROFILO FB, YOU TUBE...LE APPARIZIONI RADIO E TV...E ANCHE TUTTO IL LAVORO CHE HO FATTO PER TUTTO QUELLO CHE POI NON E' ANDATO IN PORTO!

LUI ARRANGIAVA LE SUE PARTI DI BASSO, ED HA FATTO UN BUON LAVORO. MA NON HA COMPOSTO I PEZZI. ERO IO A SPIEGARGLI GLI ACCORDI. O GLI "OBBLIGATI", NOTA PER NOTA. QUINDI ORA DOVREBBE RINGRAZIARMI, E NON MINACCIARE “AZIONI LEGALI”. NEANCHE FOSSIMO I PINK FLOYD, CON ROGER WATERS CONTRO GLI ALTRI. INOLTRE E' STATA UNA SCELTA OBBLIGATA. AL MOMENTO SONO SULLA SEDIA A ROTELLE, ANCHE SE STO LAVORANDO PER NON RIMANERCI. SONO STATO UN MESE IN COMA E UN ANNO IN OSPEDALE. ANCHE LE MIE MANI ERANO BLOCCATE. POI SONO RIUSCITO A RIPRENDERE A SUONARE, ED ESSENDO ANCHE BASSISTA, SONO PASSATO DALLA CHITARRA AL BASSO, PERCHE’ CON IL GRUPPO MI VENIVA PIU’ FACILE SUONARE QUESTO STRUMENTO. MA ERA SOLO TERAPIA FISICA E MORALE, NON PENSAVAMO DI RICOMINCIARE DAVVERO. I MALIBRAN VERI E PROPRI AVEVANO CHIUSO GIA' 2 ANNI PRIMA CHE IO STESSI MALE, ANCHE SE ANGELO NON SE NE E’ RESO CONTO. E POI ORA SIAMO I “MALIBRAN ENSAMBLE”, NON I MALIBRAN. UNA SEMPLICE PAROLA CAMBIA TUTTO. NELLE SUE COSE SOLISTE NON FA PROG. ED E' ANCHE PIU' BRAVO CHE CON NOI. I DISCHI E I 20 ANNI PASSATI INSIEME IN OGNI CASO NON LI TOCCA NESSUNO, E SONO DOCUMENTATI SU DISCHI E FILMATI, PRESENTI ANCHE SU YOU TUBE.

Quest'evento negativo non ha comunque scalfito la vostra prestazione nella serata della reunion, da cui hai annunciato che verrà pubblicato un live album. A cosa è dovuta questa scelta?

IN REALTA’ IO NON HO MAI ANNUNCIATO QUESTA PUBBLICAZIONE: E' SOLO UN CD PER ME E PER IL NOSTRO BLOG: BASTA CERCARE MALIBRAN BLOG, APPUNTO. ALTRI CD LIVE (E IL DVD) LI ABBIAMO GIA’ FATTI, UFFICIALMENTE. MA PER CHI VORRA', SU YOU TUBE, CERCANDO "MALIBRAN 2014" SI POSSONO ASCOLTARE 4 BRANI DI QUEL CONCERTO. LO SI PUO’ ANCHE SCARICARE PER INTERO DAL BLOG “GENESISMARILLION”. ADESSO NON MI E’ PIU’ POSSIBILE, INVECE, AGGIORNARE IL SITO UFFICIALE. QUELLA CHE DOVREBBE USCIRE QUEST'ANNO, INTANTO, E' LA RISTAMPA DEL NOSTRO SECONDO DISCO, "LE PORTE DEL SILENZIO", CON UN MISSAGGIO DIVERSO E ALCUNI BRANI LIVE IN PIU'.SPERO CHE ANCHE "STRANIERO", UNA CORPOSA RACCOLTA DI INEDITI, RARITA' E COVER, ORD ITALIA CHE CI APPREZZANO MOLTO, E MAGARI PRESTO O TARDI USCIRA’.

IL CONCERTO AL PUB IN EFFETTI E' STATO UN SUCCESSONE: ERA STRAPIENO, NONOSTANTE IL TEMPO BRUTTO, E SIAMO STATI MOLTO APPREZZATI. IN TANTI VOLEVANO RIVEDERE SIA IL GRUPPO CHE IL SOTTOSCRITTO, DOPO ANNI. REPLICHEREMO COMUNQUE NELLO STESSODAL 2001 AL 2011, VENGA PUBBLICATA: HO SPEDITO QUESTO CD A 2 ETICHETTE DEL N LOCALE IL 4 APRILE ED IL 9 LUGLIO.
 PROPRIO QUELLA SERA AL PUB MI HANNO DETTO CHE AVEVAMO LO STESSO SUONO DI PRIMA. ANCHE SE NON CI SONO PIU' LA MIA VOCE, LA MIA CHITARRA ED IL MIO FLAUTO. IN COMPENSO, PERO’, ABBIAMO DI NUOVO LE TASTIERE. HO DOVUTO ARRANGIARE I BRANI IN MODO CHE FUNZIONAASSERO COMUNQUE, ANCHE IN VERSIONE PIU’ BREVE, E SOLO STRUMENTALE. EBBENE, ALCUNI PEZZI SONO RISULTATI ANCHE PIU’ EFFICACI DI PRIMA!

PER QUANTO MI RIGUARDA, SONO ANCORA SCOSSO PER LA IMPROVVISA SCOMPARSA DI FRANCESCO DI GIACOMO DEL BANCO. NEL 1999 HO ORGANIZZATO IL CONCERTO DEI MALIBRAN A BELPASSO, INSIEME A LORO: IL PIU' FAMOSO GRUPPO PROGRESSIVE ANNI '70, INSIEME ALLA PFM. AVREMMO DOVUTO SUONARE SOLO NOI, IN PIAZZA, AVENDO PIU' TEMPO. E PRENDENDO ANCHE PIU' SOLDI. MA HO AVUTO QUESTA POSSIBILITA', DI SUONARE PRIMA DI UN GROSSO NOME, E HO SCELTO SUBITO IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO. ANCHE PERCHE’ AVEVO GIA’ DEI CONTATTI, ED IL GENERE MUSICALE ERA LO STESSO. IO LI ASCOLTAVO FIN DALL'ADOLESCENZA. E MI SONO RITROVATO AD ANDARE A PRENDERLI ALL'AEREOPORTO, A PORTARLI IN ALBERGO...A PARLARE CON FRANCESCO E VITTORIO. PERSONE DAVVERO SPECIALI, NON SOLO GRANDI ARTISTI. E ASSOLUTAMENTE “ALLA MANO”, COME SI DICE. NEL 1991 FU PROPRIO FRANCESCO A DIRMI CHE MARIA MALIBRAN, LA CANTANTE LIRICA DEL 1800, DALLA QUALE ABBIAMO PRESO IL NOME, ERA MORTA CADENDO DA CAVALLO. E AVEVA AGGIUNTO, IRONICO COME SEMPRE, IN ROMANESCO "AH, SE ALLORA CE FOSSERO STATI I TAXI...".

HO PARLATO CON LUI ANCHE NEL 2006, PRIMA DI UN LORO CONCERTO IN CALABRIA. E GLI HO CONSEGNATO UNA MIA VERSIONE DEL LORO BRANO “CANTO DI PRIMAVERA”, DEL 1979.A BELPASSO L'HO PORTATO ALL'EX CLUB 84, PERCHE' VOLEVA PRENDERE DEI DOLCI TIPICI...E INTANTO MI RACCONTAVA DI AVER CONOSCIUTO UN "CERTO" RICHIE BLACKMORE IN UN LOCALE, IN GERMANIA. ERANO LI' ENTRAMBI A SUONARE, PRIMA ANCORA DELLA FORMAZIONE DEI DEEP PURPLE E DEL BANCO. HO VISTO CHE TRASCINAVA UN PO’ UN PIEDE, COSA CHE SUL PALCO NON SI NOTAVA. MI DICEVA DI SUO SUOCERO, CHE NON CREDEVA POTESSE VIVERE DI MUSICA. ANCHE DOPO I PRIMI LORO DUE DISCHI, CHE OGGI SONO LEGGENDA, ANCORA GLI CHIEDEVA: "SI, VABBE', CANTI, MA DI MESTIERE, DAVVERO, CHE FAI?" NEL 1997 AVEVO PARLATO DI PIU' CON RODOLFO MALTESE, IL LORO CHITARRISTA, QUANDO ERANO VENUTI A SUONARE ALLE CIMINIERE DI CATANIA. HO RICEVUTO ANCHE DEI SUOI AUGURI DI NATALE VIA SMS. PRIMA DEL CONCERTO MI HA DETTO CHE AVEVANO SUONATO PROPRIO AL TEATRO “MALIBRAN” DI VENEZIA. E SI E’ SORPRESO UN PO’ QUANDO GLI HO RISPOSTO CHE ERA STATO NEL 1975. DUE ANNI DOPO, ALL’AEREOPORTO, MI HA RICONOSCIUTO SUBITO, FACENDO UN BEL SORRISO. E’ CON IL BANCO DAL 1973.

NEL 2010 LORO HANNO OSPITATO JOHN WETTON (EX KING CRIMSON) AL PROG EXHIBITION DI ROMA. CON LUI HANNO FATTO "STARLESS" DEI CRIMSON, E "NON MI ROMPETE", DEL BANCO STESSO. PER QUEST'ULTIMO PEZZO, CHE ERA SEMPRE L'ULTIMO BIS, A BELPASSO RODOLFO MALTESE AVEVA DIMENTICATO IL CAPOTASTO DELLA CHITARRA...ED E' STATO IL NOSTRO JERRY A PRESTARGLI IL SUO! MENTRE IO HO SUONATO LA CHITARRA PROPRIO CON L'AMPLIFICATORE DI RODOLFO, IN QUELLA OCCASIONE. POI SIAMO ANDATI TUTTI PROPRIO ALL’EIGHT HORSES, PER MANGIARE QUALCOSA. NEL 2004 AVREMMO DOVUTO SUONARE COI FIABA ANCHE PRIMA DELLA PFM, A CATANIA, ALLA VILLA BELLINI. MA PROPRIO QUELLA DATA SALTO'. ABBIAMO PARLATO DI SUONARE INSIEME ALTRE VOLTE, CON FRANZ DI CIOCCIO E IAIA DE CAPITANI, CHE SI OCCUPA DELLA PFM...MA LA COSA NON SI E' POTUTA FARE.

All'Eight Horses vi siete presentati con una formazione un po' diversa dal solito, con te al basso, un nuovo tastierista e con un assetto strumentale data la mancanza di un vocalist. Continuerete con questa formazione anche nelle prossime date? Cosa puoi annunciare dell'immediato futuro dei Malibran ensemble?

 I CAMBIAMENTI NELLA FORMAZIONE SONO DOVUTI AD EVENTI IMPREVISTI, PERCHE’ SONO STATO MOLTO MALE, COME DETTO. E QUANDO MI SONO RIPRESO, MI ERA PIU’ FACILE SUONARE IL BASSO CHE LA CHITARRA. NIENTE VOCE E FLAUTO, PURTROPPO. ALMENO PER IL MOMENTO.
DUNQUE HO SCELTO E RI-ARRANGIATO I PEZZI PROPRIO PER VENIRE INCONTRO ALLE MIE ESIGENZE E ALLE MIE POSSIBILITA’ ATTUALI, AI MIEI LIMITI, RISPETTO A DUE ANNI FA. MA ANCHE IN MODO CHE VENISSE FUORI UNA SCALETTA PIACEVOLE, SEMPRE CON IL "SOUND" CARATTERISTICO DEI MALIBRAN. BISOGNAVA RIEMPIRE GLI SPAZI, SPECIE DURANTE GLI "ASSOLO" DI JERRY, PERCHE' MANCAVA LA MIA CHITARRA: E COSI' ABBIAMO INSERITO UN TASTIERISTA. NON BENNY, CHE E' STATO CON NOI DAL 1988 AL 2001, MA ALBERTO, FRATELLO DI JERRY: COSI' OGGI SIAMO DUE COPPIE DI FRATELLI! PROGETTI PER IL MOMENTO NON MI SENTO DI FARNE. CONTO DI RIMETTERMI IN PIEDI, PRIMA O POI, E PER QUESTO FACCIO RIABILITAZIONE IN PALESTRA. MA SUONARE SOLO PEZZZI STRUMENTALI MI PIACE. FINCHE' NON SARO' PIU' AUTONOMO, FAREMO SOLO CONCERTI SPORADICI NEI PUB DELLA ZONA. DEL RESTO, IN 25 ANNI, ABBIAMO “GIA' DATO”. E CI SIAMO PRESI LE NOSTRE SODDISFAZIONI. PER MOLTI SIAMO TRA I GRUPPI PIU' IMPORTANTI DEL PROG ITALIANO, E NON SOLO: DAVVERO, NON AVREI POTUTO CHIEDERE DI PIU', QUANDO ABBAMO COMINCIATO!

"C'è un tema ricorrente nei testi dei Malibran? A cosa ti sei ispirato, nel corso degli anni, per comporli?"
 
UN TEMA RICORRENTE VERO E PROPRIO NON CREDO CI SIA, NELLA NOSTRA PRODUZIONE IN GENERALE. MA C'E', A VOLTE, IN SINGOLI DISCHI. COSI', IN "THE WOOD OF TALES", LA FORESTA DELLE FIABE, PARLO DI QUESTO ALBERO CHE SI TRASFORMA IN UOMO: HA UN' INCONTRO CON UNA FIGURA FEMMINILE INCANTATA, MA QUANDO LA SFIORA, LEI SCOMPARE E LUI TORNA ALBERO. QUESTO E' IL MOMENTO RITRATTO IN COPERTINA, COI PIEDI DEL PERSONAGGIO CHE GIA' SI TRASFORMANO IN RADICI. E' UN PO' UN "CONCEPT ALBUM", SE VOGLIAMO, DOVE I TESTI DI TUTTI I BRANI SONO LEGATI DA QUESTA STORIA.

INVECE SU "OLTRE L'IGNOTO" PARLO DI VIAGGI PER MARE, DI VASCELLI CHE PARTONO VERSO TERRE SCONOSCIUTE E LONTANE...NATURALMENTE SI TRATTA DI UNA METAFORA, DELLA VOGLIA DI FUGA CHE E' PRESENTE IN TUTTI NOI: FUGGIRE DAL QUOTIDIANO, DALLE ABITUDINI, DALLA PROPRIA TERRA, IN CERCA DI QUALCOSA DI NUOVO. OPPURE DALLE PROPRIE RESPONSABILITA', DALLA NOIA, DA QUALCUNO O QUALCOSA CHE SI VORREBBE...O DA SE STESSI, MAGARI. ASPETTATIVA SOLITAMENTE VELLEITARIA, PERCHE', OVUNQUE SI VADA, CI SI PORTA TUTTO CON SE', DENTRO.  LA SUITE "LE PORTE DEL SILENZIO" ERA INVECE UN VIAGGIO PIU' INTROSPETTIVO. PROBABILMENTE DENTRO ME STESSO. PER LO MENO, IN RIFERIMENTO A QUELLO CHE ERO A QUEI TEMPI, OLTRE 20 ANNI FA. ANCHE SE NON CREDO DI ESSERE CAMBIATO MOLTO...LA SCARSA CAPACITA’ DI MANIFESTARE EMOZIONI, IL TENERSI TUTTO DENTRO: PORTE DEL SILENZIO DA ABBATTERE, ALLA FINE.


SU "LA CITTA' SUL LAGO" C'E' INVECE QUALCHE RIFERIMENTO ALLA VICENDA DEL RE DETRONIZZATO CHE HO DISEGNATO IN COPERTINA...MA IN QUESTI DISCO HO CREATO SOPRATTUTTO DEI RIMANDI MUSICALI, DEI FRAMMENTI CHE SI RIPETONO VOLUTAMENTE IN PIU' BRANI...FINO ALL'ULTIMO PEZZO, CHE SI INTITOLA, APPUNTO, "RICHIAMI". IL TEMA RICORRENTE, NEL CASO DEI MIEI TESTI, MAGARI E' SOPRATTUTTO IL FATTO CHE, TENDENZIALMENTE, NON SONO INCLINE A SCRIVERE COSE DEL TIPO "BABE, I LOVE YOU"... DEL RESTO ANCHE LE PAROLE DEVONO ADATTARSI AL GENERE DI MUSICA CHE SI FA...IN OGNI CASO, SONO SEMPRE STATO PIU' INTERESSATO AGLI ARRANGIAMENTI STRUMENTALI, CHE ALLE "LIRICHE"...ANCHE SE QUALCOSA DI BUONO E' VENUTO FUORI, CREDO. SOPRATTUTTO IN BRANI COME “L’INCONTRO”,  "NUOVO REGNO", NELLA STESSA SUITE “LE PORTE DEL SILENZIO”, E IN ALCUNE COSE DI "TRASPARENZE", CHE E' UN LAVORO CHE MI RIGUARDA PIU' DA VICINO...

IN VERITA', ESSENDO PIU' INTERESSATO ALLE PARTI STRUMENTALI, SUI PRIMI DISCHI HO CANTATO QUASI SOLO PER “LEVARMI IL PENSIERO”: OGGI CREDO CHE AVREI POTUTO FARE DI MEGLIO, IN VERITA'. IN QUELLI PIU' RECENTI, ESSENDOMI RESO CONTO CHE L'ASCOLTATORE SEGUE PER PRIMA COSA LA VOCE, L'HO CURATA DI PIU'. L'HO DOPPIATA CANTANDO DUE VOLTE LA STESSA LINEA MELODICA, PER RENDERLA PIU' DENSA E FORTE... AGGIUNGENDO ANCHE LE CONTROVOCI, E STANDO ANCHE PIU' ATTENTO ALL'INTONAZIONE. DAL 1992 NON SCRIVO PIU’ TESTI IN INGLESE. CE NE SONO ALCUNI ANCHE SU “LA CITTA’ SUL LAGO, IL TERZO DISCO: MA SI TRATTAVA DI BRANI RISALENTI APPUNTO A QUELL’ANNO, ANCHE SE PUBBLICATI SOLO NEL 1998.

MA MI HA SEMPRE INTRIGATO DI PIU' SOVRAPPORRE GLI STRUMENTI, REGISTRARE PIU' CHITARRE, ACUSTICHE ED ELETTRICHE, SUI CANALI DESTRO E SINISTRO...CREANDO COME UN SOUND DA 12 CORDE...E LO STESSO CON IL FLAUTO, INCIDENDONE PIU' DI UNO, COI CONTROCANTI...COME FOSSE UN'ORCHESTRINA DI FIATI.TUTTO QUESTO SOPRATTUTTO SU "TRASPARENZE", DOVE HO FATTO LO STESSO CON LE VOCI...E HO SUONATO ANCHE BASSO E TASTIERE...MA QUELLO, COME SI SA, ERA PIU' UN MIO DISCO SOLISTA, CON L'AIUTO DI VALIDI MUSICISTI, INTERNI OD ESTERNI AL GRUPPO...

La domanda di chiusura è: "Ringraziamo Giuseppe per la grande disponibilità, e concludiamo con un saluto e un messaggio ai giovani musicisti belpassesi: qual è il consiglio che daresti a chi sogna di affermarsi con i propri brani ed uscire dalla cerchia ristretta della provincia?"

IN VERITA' NON MI SENTIREI DI DARE CONSIGLI: NON SONO DIVENTATO UN MUSICISTA RICCO E FAMOSO. COERENTE SI, PERO': DUNQUE, POSSO CONSIGLIARE DI FARE MUSICA PROPRIA, E NON SOLO COVER. LE HO FATTE ANCHE IO, E MI SONO DIVERTITO. MA SE CI SI LIMITA A QUESTO SOLTANTO, ANCHE SE LO SI FA BENE, ALLA FINE NON SI LASCIA NIENTE DIETRO DI SE': A RIMANERE POI SARA' SEMPRE E SOLO L'ORIGINALE. POSSO DARE UNO STIMOLO A SUONARE CIO' CHE PIACE DAVVERO, PRIMA DI TUTTO PER  SE STESSI, E NON PER GLI ALTRI. SE SI SEGUE UNA STRADA IN CONTROTENDENZA, ANCHE SE I GUSTI DEI PIU' VANNO (O SONO GUIDATI) DA UN'ALTRA PARTE, RIMARRA' COMUNQUE UNA GRANDE SODDISFAZIONE.E QUESTO NELLA MUSICA COME NELLA VITA. GRAZIE MILLE PER L'ATTENZIONE RIVOLTA AL SOTTOSCRITTO E ALLA BAND!



Giuseppe Scaravilli parla dei Malibran per la rivista "Prog Italia", in edicola dal 19 gennaio 2016:

I Malibran si sono formati nel 1987, e hanno dunque colto in pieno l’ondata del nuovo Progressive italiano a cavallo tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90. Per inteso, noi siamo ancora attivi: La Mellow Records ha appena ristampato il nostro “Le Porte del Silenzio”, che proprio sulle pagine di “Prog” è entrato tra i dieci dischi più belli del Rock Progressivo italiano degli anni ’90. E sta per uscire un nostro nuovo lavoro, intitolato “Straniero”, mentre prosegue la nostra attività dal vivo. Ma è innegabile che il momento più entusiasmante per il gruppo è legato agli anni ’90. Mi si chiede di limitarmi, per quanto ci riguarda, al periodo 1990-1998, e questo implica dunque l’accenno ai primi tre dischi, che coprono proprio questo spazio temporale: “The Wood of Tales” (1990), “Le Porte del Silenzio” (1993) e “La Città sul Lago” (1998), i primi due usciti per la Pegaso Records ed il terzo per la Mellow. Ho chiamato la band Malibran perché era il nome di un cinema veneziano di cui avevo letto. E suonava bene. Non sapevo ancora che Maria Malibran fosse una nota cantante d’Opera dell’800. Quando abbiamo composto e poi registrato i pezzi per il primo disco, non conoscevamo molto di Progressive Rock: ci erano piaciuti i Marillion, che erano esplosi pochi anni prima con “Misplaced Childhood” (1985) e conoscevamo qualcosa di PFM, Banco, Genesis, Jethro Tull e King Crimson. Ma ci siamo ritrovati noi stessi protagonisti di questo “calderone” senza conoscerlo a fondo. Stranamente, abbiamo saputo molto di più a proposito di questo genere musicale dopo aver pubblicato “The Wood of Tales”, e non prima. Molte recensioni ci accostavano a nomi di gruppi che all’epoca non avevamo mai sentito nominare! 

Quello fu il nostro unico disco stampato in vinile: nero, ovviamente, ma anche rosso e verde. E mi risulta che oggi queste copie valgono un bel po’ , nel mercato dei collezionisti. Anche “Le Porte del Silenzio”, che suonavamo dal vivo già tra il 1990 ed il 1991, pensavo sarebbe uscito in vinile, ed immaginavo che l’omonima suite sarebbe apparsa sul lato B. E invece no, tutti i nostri dischi successivi sono stati pubblicati solo in cd, ed in questo formato è stato rimesso in circolazione anche “The Wood” (Nel 1999 dalla brasiliana Rock Symphony e nel 2002 dalla Mellow, con alcune tracce in più). Nel luglio del 1989 avevamo suonato al Prog Festival a Castelverde, vicino Roma, ed uno degli organizzatori, che stava anche aprendo un’etichetta discografica, scese in Sicilia quella stessa estate per seguire la registrazione del disco d’esordio, dal momento che era rimasto entusiasta dopo quel nostro show. Per il secondo disco fummo invece noi a risalire a Roma, registrando tutto “Le Porte” in meno di una settimana. Compreso il concerto tenuto all’Alpheus (oggi Planet). A quel punto eravamo più maturi, come band, e ci permettemmo il lusso dell’unica suite (27 minuti) della nostra carriera. Nel marzo del 1992 io ed il flautista tornammo a Roma per dei ritocchi, e in quell’occasione fu realizzato un missaggio rimasto inedito fino ad oggi, dal momento che è proprio quello appena pubblicato dalla Mellow di Mauro Moroni. Se il primo disco era piaciuto tanto (anche per merito della bella copertina), il secondo fu una vera esplosione a livello internazionale (nei limiti di un genere di musica che è pur sempre “di nicchia”), e ci portò anche in copertina sulla fanzine francese “Harmonie”. Queste pubblicazioni dedicate esclusivamente al Rock Progressivo divenivano nel frattanto sempre più eleganti e ben fatte, a colori e su carta di buona qualità, mentre prima erano solo una sorta di ciclostilati per pochi “adepti”. Il nostro “Le Porte” venne definito il miglior lavoro di Prog italiano dal 1977 (con riferimento, presumo, al bellissimo “Forse le lucciole non si amano più”, de La Locanda delle Fate). A quel punto però passarono ben cinque anni prima dell’uscita del nostro terzo disco, “La Città sul Lago” (1998) e quel momento magico stava un po’ svanendo, sia per noi che per il “movimento” in genere. Ancora oggi suoniamo molto materiale di quei primi dischi (soprattutto del primo e del terzo), e abbiamo passato quasi 10 anni senza tastierista: particolare davvero strano per un gruppo di Rock Progressivo. Ma, nel nostro caso, la parola “Rock” viene appunto prima di “Progressivo”, e le due chitarre, con basso e batteria, non facevano troppo rimpiangere i vecchi tempi della formazione a sei elementi: il sottoscritto voce e chitarra, mio fratello Alessio alla batteria, Jerry Litrico alla chitarra solista, Angelo Messina al basso, Benny Torrisi alle tastiere e Giancarlo Cutuli ai fiati.

Con questa formazione abbiamo registrato anche il cd live “In Concerto” (uscito per la Mellow nel 2000, ma registrato nell’estate del 1997) ed il successivo “Oltre l’Ignoto”, del 2001, che ci porterebbe però fuori dal periodo che stiamo prendendo in considerazione. Anche se altre belle cose, come il concerto con il Banco e quello in America sono arrivate poco tempo dopo. Molto belli erano anche i festival: quello di Mondovì ’91 fu per noi esaltante. E durante quello di Altomonte del 1994 ebbi modo di conversare a lungo con Lino Vairetti degli Osanna e di fare colazione con gli Anekdoten. In occasione della Festa del 1° maggio 1996, a Catania, abbiamo avuto l’opportunità di suonare davanti ad un pubblico di ventimila persone: cosa piuttosto inconsueta per una band di Rock Progressivo, per quanto molto stimata. Ma i nostri anni più belli, per me, rimangono quelli tra il 1989 ed il 1991: sul palco eravamo dei pazzi, ed un libro dedicato alla PFM ci ha paragonato alla “Premiata” proprio in fatto di spettacolarità sulla scena: loro per gli anni ’70 e noi per i ’90! Questo anche per merito del flautista, che coi suoi capelli lunghi al vento, correva sulla scena dimenando per aria il flauto, completamente esaltato, ricordando un po’ Ian Anderson. Ed è per questo che siamo stati spesso definiti i “Jethro Tull” italiani. In modo sbrigativo ed inappropriato, a mio modo di vedere, dal momento che, da fan dei Jethro, non ravviso in effetti molti accostamenti possibili fra la nostra musica e la loro. 

In effetti ci hanno paragonato a gruppi talmente diversi che non si può evitare di prendere atto che i Malibran somigliano soprattutto a se stessi, nel loro piccolo, con un sound riconoscibile e dalle caratteristiche specifiche. Per il resto, certe assonanze derivano semplicemente dal fatto di suonare quel tipo di musica, così come accade per chi si muove nell’ambito del Blues, del Jazz, del Reggae o dell’Heavy Metal. Solo che, chissà perché, il Prog lo si voleva a tutti costi “relegare” ai primi ’70. E invece è andato avanti, e adesso, anche grazie ad Internet, ha la possibilità di espandersi: gruppi come il nostro possono essere scoperti (o riscoperti) da moltissime persone. I nostri brani (in video o in audio) sono su You  Tube, e anche chi ci ascoltava ai vecchi tempi, senza poterci vedere, adesso può farlo. Anche per questo ho creato il “malibran official blog”, che dice tutto su di noi, mostrando come siamo e come eravamo. Un’altra specifità della band credo sia che, al contrario dei miei amati Genesis e di altri gruppi Prog, noi improvvisiamo molto durante gli “assolo”: Jerry, a parte qualche passaggio, ne fa uno diverso ad ogni prova e ad ogni concerto, e il risultato è sempre spettacolare, a mio modo di vedere. Forse solo lui non si rende conto di essere un chitarrista fenomenale, nonostante non si eserciti mai. Stessa cosa riguardo al drumming di Alessio. Io ho la fortuna di essere un polistrumentista ed un compositore e raccordo il tutto, facendo da sempre anche il “manager interno” al gruppo. La suite “Le Porte del Silenzio” l’abbiamo suonata integralmente live dal 1990 al 1994, e solo in questo caso le variazioni sul tema non erano molte: in concerto durava 27 minuti, proprio come sul disco. Ma si trattava di un’eccezione alla regola! La nostra musica era (ed è) certamente Prog, ma con contaminazioni Hard Rock, molta melodia e sezioni classicheggianti: tutti elementi che potrebbero apparire in contrasto fra loro, ma che sembrano fondersi bene in un fluire unico. Sarà banale detto da me, ma amo tutto quello che abbiamo fatto!




ProgArchives  interwiev

Let's start with the beginning. Malibran were formed in Catania, Sicily in 1987, but by whom ?
What does the name means ?

Yes, the band was formed in Sicily in the summer of 1987.  In the early days the line up was:
Jerry Litrico on guitar, Roberto Anile on drums, Angelo Messina on bass, Massimo Greco on vocals,
Giancarlo Cutuli on sax & flute, Benny Torrisi on keyboards and myself on vocals and guitar.

Soon ( October 1988 ) my brother Alessio Scaravilli ( drums ) joined the band, Massimo and Roberto left. The classic 6 piece line up recorded 4 studio albums: THE WOOD OF TALES, LE PORTE DEL SILENZIO,
LA CITTA' SUL LAGO and OLTRE L'IGNOTO. The last concert with this 6 piece classic Malibran line up
( Jerry, Angelo, Benny, Giancarlo, Alessio and myself ) was in February 2001 in Belpasso, Sicily.

From January 2002 the band re-started without Giancarlo and Benny: Jerry on guitar, Angelo on
bass, Alessio on drums and myself on vocals, guitar and flute: four original members, no further additions.

How was it to grow up in Sicily and how is it to live there now ? Several blockbusting Hollywood films from the 1970s has perhaps given us the wrong impression of this island and it's culture.

Sicily is a wonderful Island kissed by the sun for many months a year...There is very warm, friendly and spontaneus people. The sea is great. My house is on the Etna volcano: I’ ve the mountain and the snow on one side, the sea and the beach on the other. A lot of bands act in Catania. Every night is saturday night, in Catania, with many pubs, live music and happy young people around. The Hollywood films are about Mafia. The Mafia unfortunately is a real problem, here, but is only a little part of Sicily. Also, many people go outside to find some work opportunity: it’ s another problem, and it’s very sad…

You played a festival in Rome where you decided to do Malibran properly, a record deal was signed and the first album released. Please tell us more about this.

Malibran played in Rome during a beautiful Prog Festival in July 1989, with other Italians Prog band called NOTTURNO CONCERTANTE, EDITH and LEVIATHAN. The Malibran performance was very powerful
( you can see the 1989 Rome video on www.myspace.com/malibranprog ) and the guys from the Pegaso Records label was there. So THE WOOD OF TALES was recorded for Pegaso in Sicily very soon, during August and September 1989. Riccardo Maccari, the producer, ( from Rome ) was there during the
recording sessions in Sicily, near Catania...I think that was our best time…The recording studio sound quality wasn’t very good ( I think the band was much better on stage in those days…), but many people loves that album yet, more than the other ones…

Your debut album The Wood Of Tales was released in 1990. Please tell us more about this album.

We played live that old material in Rome, around Sicily and in the South of Italy during 1988
and 1989, before the first album...Well, the band plays those songs in the present days too…
I think 2 or 3 of those songs in every show...Prelude is the last one in the set list every night…
Over 20 years!...In 1999 The brazilian label Rock Symphony re-issued the first album for
the first time on cd. Some bonus live tracks from that era wad added in the cd re-issue from Mellow
Records in 2002. In 1990 the original first album was issued on vinyl only ( black, green or red vinyl! ).

I had the idea for the artwork, with the man on the front cover inspired  from the lyrics of the first track, called Malibran…then a friend of mine drew this front cover. The original illustration became
a big picture hanging on a wall in the house of the producer, in Rome…I saw it there in the summer of 1993… The photos on the back side was taken at the shows in Rome and Trecastagni, July and September 1989, some days before and after the recording sessions.

 Please tell us more about your second album Le Porte Del Silenzio from 1993.

Le Porte del Silenzio was recorded in Rome in only 5 days in December 1991, issued by Pegaso Records in 1993 ( on cd only ) and re-issued by Rock Symphony in 1999. I think it was the album of the maturity…Now I’ ve a remastered and remixed new version, with some bonus track and new booklet, if someone ( maybe Electromantic Music, my current label ) want to re-issue this work in the present days… Here you can found the only Malibran’s 27-minutes-suite ( the title track ). Here I sing in Italian for the first time. The other songs on the album was in English yet , like some old songs on La Città Sul Lago album ( 1998 )…
Anyway, I don’ t write lyrics in English anymore since 1992…  

Your album Molecole from 1995 is described as “Compilation.
Malibran:"In the time" live '93” at your website. Please tell us more about this album.

Molecole was a Various Artists ( Italian Prog bands ) compilation, issued by the italian label Kaliphonia
in 1995. We play one track only:  a 1993 live version of In The Time, later on La Città Sul Lago in a
new studio version…

Please tell us more about your third studio album La Città Sul Lago from 1998.

After some years without a new album ( but playing many many shows in Italy ) the band recorded this third album in Sicily, at the Tower Hill Sudios, near home, between December 1997 and April 1998.
The line-up was the same, the lyrics was in English ( some old songs ) and in Italian ( the new ones )…
For the first time here I play many instruments ( no more the electric guitar only ), with more acoustic guitar
( no acoustic guitar on the first 2 albums… ). Some of those tracks we performed live since 1992…The new label was the Italian Mellow Records.

The same year, you also released a cassette called Raccolta 1990 – 1998. Please tell us more about this release. Is there any plans to re-release this as a CD or a digital download ?

Not really, it wasn’t an official release…Now I’ ve some better Malibran’s unofficial compilation of studio tracks on cd… for an official Malibran studio compilation in the future, I hope.

Please tell us more about your fifth album Rari Ed Inediti from 2000. Is this a live album or a compilation album ?

Rari ed Inediti ( rare and unreleased tracks ) was an unofficial compilation album, recorded live & in studio
Between 1987 and 2000. Part of this work became the official release called Strani Colori
( Mellow Records )…

I gather Oltre L'Ignoto from 2001 is a studio album. Please tell us more about this album.

Oltre L’ Ignoto ( Mellow Records, 2001 ) is the fourth Malibran album, the last with the classic 6 piece line-up. It was recorded before and after the Malibran experience in the United States in October 2000. Giancarlo, the flute and sax player, sayd “ after the United States I’ll left the band ”. So he did.
And Benny ( the keyboards player ) left too after the last show in February 2001. Often I was the only member of the band at work in the recording studios…But this is a Malibran album yet. A very good album, in my opinion. The lyrics are in Italian here. I play all the instruments on 3 songs. I think the first and the last song on the album ( Si Dirà Di Me and In Viaggio ) are very, very powerful Prog Songs…The first one was performed in America before the album issue…Also you can hear real violin and cello on some tracks…You can found few songs from this release on the Malibran My Space web site too.

 Please also tell us more about your album Strani Colori from 2004.

Strani Colori ( Strange Colours ) is a live & studio compilation, including unreleased songs, a 1989’s live version of The Wood Of Tales ( the instrumental song ), some covers like Rhayader ( Camel ) and other odd things…

It is my understanding that there was some major changes of members in Malibran after the release of Oltre L'Ignoto and that most of the responsibility of creating Trasparenze fell on your shoulders. Please tell us more about these member changes.

The current 4 members are the same from the beginning, withouth the other 2 guys…We haven’t new members and we haven’t keyboards on stage anymore from 2001. Now I play the keyboards too on the new studio tracks…and the flute ( plus electric guitar and vocals ) on stage with the band. Nowadays I play bass guitar also, live with other bands ( Deep South, Jade & The Others, Interference ), and electric guitar with a Led Zeppelin tribute band called Tangerine.

Your new studio album from 2009 is called Trasparenze. Please tell us more about this album too.

honestly, this is a Giuseppe Scaravilli solo album, with Jerry Litrico ( guitar solos ) and Alessio Scaravilli 
( drums ) from Malibran as special guests…plus the old friend Giancarlo Cutuli on sax and the incredible Toni Granata on violin on same tracks. I don’ t think it’ s a real Malibran album…But ¾ of Malibran are here, so…I plays all the instruments, with many acoustic guitars and smooth songs, but with some Heavy Rock tracks too, like Vento D’ Oriente ( also on the My Space web site ). The album ( Electromantic Music 2009 ) received the Prog Awards nomination and I’ m very proud of it. I think it’ s my best work ever.

You have also released the live albums In Concerto (1997), A live Show (2001) and Live On Stage 1994 (2004) in addition to a DVD from 2005 called 10 Anni in concerto-1988-1998*. Please tell us more about these live albums and the DVD.

In Concerto was recorded live in Pedara ( Sicily ) on 10th August 1997 ( some months before La Città Sul Lago recording sessions ) and issued by Mellow Records in 2000. There are the entire show, except the
encore of that night ( I remember it was Livin’ Alone, from Le Porte Del Silenzio ). I think this is the best
Malibran live recording on cd. Live On Stage was recorded in September 1994 in Acicastello ( Sicily ) and
issued 10 years later by Rock Symphony. The performance was good, but the recording quality is not great.

Here you can find 13 minutes from the 27-minutes-long suite Le Porte Del Silenzio, too. The band performed live the entire suite version many times between 1990 and 1994. The dvd is an official 2005 release also
( Electromantic music ), including various Malibran shows ( on stage & on tv ) between 1988 and 1999.
Many songs are filmed in Belpasso on 7th August 1997 ( 3 days before the In Concerto recordings )
and in Ragalna on 13th September 1996. A Live Show is an unofficial release, recorded during the 24th
February 2001 last show with the 6 pieces line up, with some track recorded in USA months before.  
How would you describe your musical journey from The Wood Of Tales to Trasparenze ?

In the early days the band was very spontaneous, charged and inspired by the 70’s heroes like Jethro Tull.
Then the sound became more sophisticated, with more acoustic and quite moments…Sometimes the albums sound as works of different bands…But I think something in the Malibran’s sound is always the same, from the beginning to now…
  
You have been using both English and Italian lyrics and vocals. Please tell us why your lyrics are bilingual.

It seemed English was the best language for the early Malibran’s songs…My English wasn’t so good,
but I don’ t believe the first album has been around the world through the years!

There is no doubt that Malibran have at least one eye on the great Italian symphonic prog tradition. A band like Locande Delle Fate has been mentioned as a reference for your music. But how would you describe your music ?

Definitely I think the Malibran sound comes from many 70’s Itlalian and British Prog bands… but the
Malibran sound is different at the same time. We play heavy music and melodic, acoustic and classical music, with some southern passion. We’ re a Sicilian band anyway…If you search for the classic Malibran
sound, you don’ t find it on Jethro Tull, Genesis or PFM.

There is a new generation of Italian bands which is, with great skills and luck, re-creating the great Italian symphonic prog sound. Bands like Calliope, Hostsonaten, Il Castello Di Atlante and yourself springs to mind and warms the hearts of those of us who love that old Italian scene. How would you describe this new Italian scene ?

Well, I like both the new and the old Italian Prog scene, but I don’t know the new bands wey well. We played with many good new and old Italian bands like Men Of Lake, Deus Ex Machina, Balletto di Bronzo, Banco del Mutuo Soccorso, Osanna, Conqueror… I like PFM and Banco, La Locanda delle Fate, Il Biglietto per L’Inferno, Le Orme… But I listen always the same 70’s bands like Tull, Zeppelin, Purple, VdGG, Free or King Crimson… maybe this is wrong but... is the truth.

Please tell us more about your experiences with the music industry and how is the availability of your albums.

I’m afraid is not so easy to find the Malibran’s albums in the records shops, …but you can find it all on the web…I think you can try with Electromantic Music, Mellow Records and Rock Symphony labels too. Also,
you can listen a bunch of songs on www.myspace.com/malibranprog with many photos and videos…
And you can see all Malibran news on www.malibran.it

Somebody told me you are hardly playing concerts outside Sicily these days. What is your concert plans for this year ? Are you planning to release another album this or next year ?

Well,  we plays outside Sicily when someone invite us to some Prog Festival here in Italy or abroad.
But we played around much more in the past. In the present days we play some gigs here and there,
and yes, we’ re still alive…I’ ve some new song for future releases, but I hope will be issued
Le Porte del Silenzio new version first… Also I’ ve another rare tracks double cd called FRA I SOGNI TUOI
( Between your Dreams ) and 2 different Malibran live compilation on double cd ready…

What is your favourite five albums of all time ?

Oh, it’ s a tough question, ‘cause I love all the 70’s Jethro Tull, VdGG, Genesis, Pink Floyd, Led Zeppelin, Deep Purple, Supertramp, Free, PFM, Banco, Black Sabbath & King Crimson albums!
I love all their live albums also. Anyway, my favorites are This Was and Minstrel in the Gallery ( Jethro Tull ),
Trespass and Nursery Cryme ( Genesis ), World Record ( VdGG )… In the present days, I think Music from the Divine ( Glenn Hughes ) is a great album too...



   Giuseppe Scaravilli coi Malibran ad Acicastello, Festa dell'Unità, 26 settembre 1994:
   lo stesso concerto pubblicato dalla brasiliana Rock Symphony come "Live On Stage"





    1) Qual'è la definizione che i Malibran solitamente danno alla propria proposta musicale?

La definizione era ed è quella di " Rock Progressivo ". Di matrice un po' anni '70, nel caso nostro. Almeno come fonte di ispirazione iniziale . Ogni tentativo di definire la musica temo risulti sempre un po' astratto, o velleitario, in verità...Pero', in qualche modo, risulta necessario ed utile, perchè l'interlocutore possa avere almeno un'idea del tipo di proposta...Esiste tanta musica a questo mondo!...

>   2) Qual'è il motivo per il quale avete scelto questa definizione?

Naturalmente la definizione di " Rock Progressivo ", o " Progressive " che dir si voglia, esisteva gia', 
e noi non crediamo di aver inventato nulla di nuovo che ci autorizzasse a ritenere di suonare un
genere tutto nostro, di percorrere una strada mai battuta da altri in precedenza...Anche se la
definizione di " Prog " non era in realta' utilizzata al tempo in cui il genere nasceva e viveva la sua
" età dell'oro "... Un bel paradosso, vero? I migliori gruppi Prog di sempre non sapevano di fare Prog!
I Malibran cercano solo di interpretare il genere a modo proprio, e di essere riconoscibili...".

>   3) In che modo avere una definizione della propria musica può avvantaggiare?

La musica è fatta di note, ma non tutti sono musicisti. E dunque parlarne è difficile. Per parlare
di qualcosa si usano le parole. Dunque neanche si dovrebbe parlare di musica: nella sua
essenza la cosa sarebbe tecnicamente impossibile. E infatti tutti finiscono con il chiedertiti di che cosa parlano i testi..." E chi se ne frega ", potresti pensare: i testi sono importanti, ma la musica lo è molto di piu'...Almeno per me. Ma come la spieghi la musica, senza utilizzare le definizioni?

Forse la musica si dovrebbe poter solo suonare, o ascoltare, senza parlarne affatto. Eppure la musica piace a tutti. E' l'unica forma d'arte, o almeno di comunicazione, che non puoi toccare. Ma bisogna pur spiegare a chi ti chiede che musica fai...E in qualche modo si deve poter spiegare con le parole, utilizzare degli schemi, delle etichette, anche se queste risulteranno essere poi dei recinti...almeno per far capire all' interlocutore che tipo di musica suoni, se è jazz, rock, classica, oppure no...

Non puoi evitarlo. Ma il vantaggio è solo di tipo comunicativo. Un giornalista che recensisce un
disco non riesce a trasmettere le proprie emozioni. Come spieghi a parole una musica " evocativa ",
se non sai neanche " che cosa " ti evoca? Sai solo che ti piace. Ma a parole cosa dici? Fai prima a
dire che quella musica ricorda quella di quel noto gruppo, o quella di quell' altro, per dare almeno
un' idea al lettore, che altrimenti lasceresti lì a brancolare nel buio...

>   4) Come viene accolta la vostra definizione dai mezzi d'informazione e dalla stampa specializzata?

Bhè, se è stampa " specializzata ", vuol dire che si occupa proprio di quel genere. Il Rock Progressivo,
nel nostro caso. Sono appassionati del genere i giornalisti, i musicisti ed i fruitori in genere, e dunque
non è che ti chiedano ogni volta che cosa si intende per " Progressive ", lo sappiamo già tutti quanti...Se invece non sanno di che cosa si tratta, ecco che cadono un po' dalle nuvole... e tu ti ritrovi a citare almeno i Pink Floyd, come riferimento, sperando che conoscano almeno quelli, per dar loro una qualche idea, anche se magari i Floyd non c' entrano un granchè!...

>   5) (S)definire la musica: è possibile?

Secondo me sarebbe opportuno, ma alla fine risulta impossibile, per i motivi che ho esposto prima.
La musica va goduta e non definita, sia nel momento in cui la si " fa " , sia nel momento in cui
la si ascolta. Ma nel momento in cui la devi " spiegare " a qualcuno che ti chiede qualcosa in
merito, risulterebbe un atto di suprema arroganza, o di presunzione non rispondere, per quanto possibile.
E a quel punto non si potrà sfuggire alle " definizioni ", più o meno pertinenti.
Catalogare è un' esigenza dell' uomo, per intercettare ed incasellare diversi tipi di realtà,
e per distinguere tra loro realtà non omologhe. Per sfuggire l’ ombra poco confortante del caos,
probabilmente...

Giuseppe Scaravilli intervistato da Donato Zoppo



Antonie Deelen / iO Pages

Hello,

I’m Antonie, member of iO Pages, the Dutch magazine that reports about Progressive Rock. I’m working on an article that should bring some forgotten bands back in mind. One of those bands is Malibran.

Could you please tell me in a few words (max 250):

-          If the band is still in business?
-          why don’t we hear anything from the band?
-          What has happened since your last album Oltre L’Ignoto?
-          can we expect a new album in the near future?
-          what you are doing at the moment?

It would be great if you could send me a recent picture of the band as well.

Thank you very much
Best regards
  
Sabella Accursio interwiev

Intervista a Giuseppe Scaravilli dei Malibran


Quattro chiacchiere con uno dei fondatori di un gruppo siciliano, che ha contribuito
alla rinascita del Rock Progressivo anni 90.

Ciao , Giuseppe , finalmente è stata possibile questa intervista e questo ritorno
sulle pagine di Paperlate. Suppongo molti fans si saranno chiesti come state …Ma
andiamo per ordine.

Giuseppe , come sono nati i Malibran?

Ci siamo formati nel 1987, avendo in comune la passione per il Rock anni ’70 in genere,
non solo Progressive…Anzi, non sapevamo granchè della scena Prog, facevamo quelle
cose naturalmente,era il nostro approccio alla musica. ..Poi ci hanno paragonati a vari
gruppi,dopo il primo disco nostro ,ma molti nemmeno li conoscevamo!

Cosa  vi ha spinto a cimentarvi, peraltro cosi splendidamente in un genere
come il Rock Progressivo?

Ci piaceva (e ci piace) il Rock robusto,ma contaminato da passaggi eleganti,
 variazioni ritmiche e timbriche…Il Prog era l’ ideale per noi. Jerry e Giancarlo
poi avevano anche studi classici alle spalle,e il tutto si legava bene insieme…

Dopo 15 anni di onesta attività , di 4 splendidi dischi, mi sembra che il vostra
produzione in studio abbia avuto un arresto momentaneo.Come lo spieghi?

L’ultimo disco in studio ,OLTRE L’IGNOTO, è del 2001.Poi pero’sono usciti  STRANI COLORI
( rarita’ varie dal 1989 al 2002 ) e LIVE ON STAGE .Ci sono poi le nostre partecipazioni
 a dischi di artisti vari ( KALEVALA,2003) ,e tributi (dopo quello ai Tull, è uscito quello
della Mellow ai  KING CRIMSON,con una mia versione di I TALK TO THE WIND )…

In ogni caso non siamo mai stati molto prolifici.Anche perché proviamo in media una
volta ogni 4 mesi ,e per il resto ci vediamo direttamente ai concerti!
Da quando siamo rimasti in quattro suoniamo dal vivo piu’di prima…
E riarrangiare i vecchi pezzi per la formazione ridotta,senza tastiere e fiati,
ci ha impegnati abbastanza…

Per il resto sono io ad occuparmi del gruppo, spesso senza neanche vedermi con gli altri.
Ho appena fatto uscire per Electromantic il dvd antologico 10 ANNI IN CONCERTO:
2 ore e mezza di musica ed immagini …Sta piacendo molto!

La defezione di Giancarlo e di Benny ha comportato un riassetto delle
vostre ambizioni e un riadattamento del vostro repertorio . E' solo un
periodo o ci saranno ultreriori sorprese?

Forse è solo un periodo,ma il flauto lo sto suonando io,e le tastiere
in futuro magari le avremo di nuovo. ..
Al momento ci divertiamo di piu’,ed è tutto piu’ facile…
  
Quali gruppi ascolti attualmente?

Genesis, Jethro Tull e Led Zeppelin li ascolto spesso.
Ultimamente piu’ Gentle Giant e VdGG, pero’.
Anche  King Crimson,PFM,Banco,Pink Floyd…
Mi piace il primo dei Supertramp.Anche i Free mi piacciono.
Insomma,non solo Prog.Ma difficilmente cose non anni’70.
Trovo che Sabbath Bloody Sabbath dei Black Sabbath sia uno dei
dischi piu’ belli di quegli anni …Tra i piu’ recenti mi piacciono  Ritual,
Bumblefoot,Tea Party e Pain of Salvation…

Quali sono i tuoi cinque dischi più preferiti?

Difficile dirlo. MINSTREL IN THE GALLERY ( Tull ), WORLD RECORD ( VdGG ),
SELING ENGLAND BY THE POUND( Genesis ),THIS WAS ( Tull ),CHOCOLATE KINGS
( PFM ).Ma la prossima volta te ne citerei altri...Amo soprattutto i LIVE di tutti questi
gruppi anni ‘70…E anche i live dei Malibran! Ne ho messi su CD circa cinquanta, ultimamente!
Con copertine, foto e tutto il resto…

Nei Malibran convivono, credo, altre tendenze musicali: sapresti dirmi quali sono
a tuo parere?

Mah, Jerry aggiungeal nostro sound la sua vena classicheggiante, ma ama molto anche cose tipo Deep Purple…
Angelo preferisce la Fusion,… Alessio le cose tecnicamente piu’complesse ed i suoni nuovi…io quelle piu’
romantiche,con belle melodie, o le cose tipo Zeppelin…Da tutto questo credo venga fuori la nostra musica…

Pregi e difetti dell'odierna scena progressiva

La conosco poco in verita’,e non mi sento qualificato per esprimere giudizi.
Non mi piacevano molto i gruppi anni ’80,comunque, anche se noi venivamo da li’…
preferisco quelli di oggi. Molti li ho scoperti dopo aver partecipato ai vari festival, e al triplo  KALEVALA
un’opera piena di bellissime cose,che neanche mi aspettavo.Magnifico il pezzo
dei Clearlight,e quello dei Mad Crayon…Abbiamo suonato  con gli Anekdoten,
e mi piacciono anche loro.

Quali sono i brani che meglio vi rappresentano ?

Il pubblico si scalda sempre con Malibran e Prelude...Ma citerei anche
Nuovo Regno,Nuvole Di Vetro, On The Lightvaves…Oggi Stani Colori.
Meno i pezzi di OLTRE L’IGNOTO,che pure trovo sia un gran bel lavoro.
E’ è uscito mentre il gruppo era fermo,e l’abbiamo suonato poco o
niente dal vivo…di recente però abbiamo ripreso Si Dira’ Di Me,e funziona.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Rimanere insieme dopo tutti questi anni gia’sarebbe un progetto non da poco!…
Ci hanno invitato a suonare in Argentina,e hanno già mandato i nostri filmati live
sul maxischermo del festival Prog di Buenos Aires…Estratti dal dvd dei 10 anni.

Ho anche preparato TRACCE,un CD di nostri classici rivisitati,con
la nuova formazione a quattro elementi (due chitarre,basso e batteria ),
ma con arrangiamenti orchestrali,con archi, flauto e tastiere ( suonate dal sottoscritto)…
C’è sia l’impatto  Rock dell’ultima line up,sia la varieta’ di suoni  e arrangiamenti
che consente un lavoro da studio…Spero di farlo pubblicare presto, è il mio preferito!

Grazie,Giuseppe!










Autore: MALIBRAN
Titolo album: 
Trasparenze
Nazionalità: Italia
Etichetta: Electromantic Music
Anno di pubblicazione: 2009

Voto medio: (8)
Recensito da Daniele Cutali
Le trasparenze catanesi... (Vers. stampabile )
Malibran è stato un nome importante nell'ambito della rinascita del rock progressivo in Italia, ma non solo, a cavallo tra la fine degli anni '80 e la prima metà degli anni '90. Insieme a band come Nuova Era, Eris Pluvia, Prowlers e subito dopo Finisterre e Moongarden, i Malibran hanno firmato numerose pagine del recente progressive nostrano. Il gruppo nacque a Catania nel 1987, città non a caso denominata la “Seattle di Sicilia” per la sua intensa attività musicale e per gli artisti famosi che ha sfornato (da Gerardina Trovato a Tom Sinatra a Carmen Consoli, tutti nello stesso giro cittadino), e fu fondato dai fratelli Scaravilli, Giuseppe alla chitarra e voce e Alessio alla batteria. A loro si aggiunsero degli ottimi musicisti come Giancarlo Cutuli, flauto e sax, Jerry Litrico, chitarra, Angelo Messina, basso, e Benny Torrisi, tastiere. Un ensemble coeso, affiatato, che suonava un rock con venature jazzy e ventate di Jethro Tull a cavallo del più suggestivo prog italiano degli anni '70 tra Orme e Banco.

Attualmente i Malibran sono ancora in attività, seppur decimati dalle defezioni di Cutuli e Torrisi, ed era da “Oltre l'Ignoto” (Mellow Records, 2001) che non sfornavano un album di brani inediti. Per volontà di Giuseppe Scaravilli viene finalmente pubblicato dall'Electromantic Music di Beppe Crovella (Arti & Mestieri) un disco a nome Malibran nuovo di zecca, dopo aver rilasciato con l'attiva etichetta torinese il dvd “10 Anni in Concerto”, una raccolta antologica di video delle esibizioni live del gruppo. Questo “Trasparenze” era nato per essere un lavoro solista di Scaravilli, come dichiara lui stesso nelle note del booklet, perchè se avesse dovuto aspettare tutti gli altri membri per registrarlo sarebbe uscito tra una ventina d'anni. Invece, tra la collaborazione stretta di Litrico, la presenza assidua del fratello Alessio e del bassista Messina, con la comparsata speciale del carismatico Cutuli in un paio di brani, e l'aggiunta dell'ospitata del violinista Toni Granata, ecco che utilizzare il nome Malibran per Scaravilli ha avuto di nuovo senso.

“Trasparenze” è un classico album in stile Malibran. La titletrack è un lungo brano, nato tempo fa per la band come dichiara Scaravilli, e si sente. Progressive sinfonico, incisi di flauto, cambi di tempo e direzione, cellule melodiche differenti legate tra loro, anni '70 che sprizzano da tutti i pori musicali. Da incorniciare “In Un Attimo”, delicata e sognante ballad e incursioni jazzy, prati fioriti ricchi di rugiada mattutina e spensieratezza che corre sotto un bel cielo terso, tutto questo trasmette questo grande brano. Graffiante hard-rock per “Vento d'Oriente”, spigoloso e affascinante. Anche “Presagio” è sulla falsariga di “In Un Attimo”, andamento tranquillo, ipnotico e settantiano, con un lungo e corposo assolo di synth centrale. Stupendo brano strumentale “Pioggia di Maggio”, seguita a ruota da “La Marea” e “Nel Ricordo”, in una girandola malinconica e struggente.

In “Volo Magico” a volare è il violino di Toni Granata, in un blues a tempi dispari, sanguigno ma fin troppo breve. Chiudono l'album “Promesse Vane”, “Gioco di Specchi” e “Pensieri Fragili”, tocchi, profumi e colori delicati come una cassata siciliana, rimembranze d'altri tempi ma sempre moderne. Questi Malibran sono poesia e Scaravilli non può rimanere solo. I Malibran sono vivi e vegeti. Evviva.





E' il 1987 quando i Malibran decidono di provare a dir la loro nel "detalked show" del progressive rock, quel genere musicale da sempre considerato di nicchia, quasi incompreso e snobbato dai promo-emittenti musicali. Pochi hanno realmente vissuto appieno gli anni dell'emancipazione di questo genere; Potrei essere il primo della lista, con i miei 23 anni e la mia "cultura pratica" anni 90. Se gli Area, I balletto di Bronzo o i P.F.M. in Italia nel 90 avevano detto la loro da troppo tempo, i Genesis o i Jethro Tull avevano già marchiato a fuoco la storia della musica, imponendo l'attenzione mondiale sulla loro macchina intellettualoide. 

Spostiamoci rapidamente tra gli emisferi del nostro mappamondo, tornando in Italia e in particolare a Catania. Il viaggio dei Malibran continua tuttora a emanare sapori di una battaglia che, a dir loro, "sarà, vita contro oscurità". A testa alta sfornano, dopo le loro prime tre uscite, un album progressive che non deve dar conto a nessuno, e che continua a sfidare caparbiamente il mercato ormai dominato dall'usa e getta. Quello dove non ci si ferma quasi più ad ascoltare, a fruire realmente della musica: dove 12 minuti per una canzone sono tabù per le proprie orecchie (12 minuti? maleducati, volgari!). E' con i 12:20 di "Si dirà di me" che inizia Oltre l'Ignoto (2001, Mellow Records): esecuzione impeccabile, composizione perfetta. Se il sound, come dicevo, non rinnega le sue chiare influenze (impossibile non collegare il flauto ai Tull di Andreson), al suo interno emergono spunti e innesti semi-elettronici che sorprendono per la loro audacia: il piano sembra uscito da una composizione di Alan Parsons! Il loro lavoro si spiega in un concept album di otto brani, ciascuno dei quali compone uno squarcio di un lungo e infinito viaggio: viaggio che la band affronta, tra le parole di Giuseppe Scaravilli, il vento alle vele soffiato da flauti, sax, tastiere, violini, percussioni e coraggiosi capitani al basso (Angelo Messina), chitarra (Jerry Litrico) e batteria (Alessio Scaravilli). Coraggio che permette loro di proporre alla fine del disco, come ghost track, anche una splendida intepretazione della Bouree di Joahnn Sebastian Bach. La cura con cui ogni pezzo è eseguito mi ha ad ogni ascolto liberato e trasportato in viaggio con loro, senza caricarmi di malinconia. Sapevo che alla fine dell'album li avrei lasciati al loro destino: quello che loro stessi si son tracciati e che Scaravilli sul retro del CD ha voluto sottolineare.



"Un lungo viaggio per mare in cerca di terre nuove, con il ricordo dei giorni passati e l'entusiasmo per quelli a venire. Alla volta di mondi ancora sconosciuti, oltre l'ignoto..."

Nella ormai decadente "Seattle d'Italia", come alcuni con orgoglio amavano chiamarla nei tempi d'oro dei suoi (presunti) fermenti musicali, c'è qualcosa di più tangibile di una stupida etichetta commerciale: ci sono i Malibran.




                                                   MALIBRAN  HISTORY

             I  Malibran raccontati da Giuseppe Scaravilli  per il Centro Studi Prog

I Malibran si sono formati nell’estate del 1987. Avevo conosciuto Jerry Litrico ( chitarra )
l’ hanno prima, quando ci eravamo trovati sullo stesso palco, ma con due gruppi diversi.
Mi era piaciuto il suo stile  e avevamo scambiato quattro chiacchere. Lui non doveva avere
neanche 18 anni, e andava in giro su un “ ciopper ”, capelli lunghi ed gilet con le frange…
Venne a casa mia a suonare, con mio fratello alla batteria. Io non  potei partecipare alla
jam session, ma quello che lui faceva ( Deep Purple, cose Prog, Rock anni ’70… )
era il genere che amavo, e così gli proposi di rivederci.
Nel luglio ’87 suonavamo già un suo pezzo, intitolato Prelude, che sarebbe diventato un
“ classico ” dei Malibran. Il gruppo non aveva ancora un nome, ed era formato solo da noi
due ( chitarre ) piu’ un suo compagno di scuola batterista, Alfredo Cassotta, che è ancora
nel nostro “giro” ( nel 2000 ci avrebbe accompagnati negli USA ), anche se non registrò
mai niente con noi. Fu lui a far pubblicare l’annuncio che ci procuro’ il bassista ( Angelo
Messina ), il quale a sua volta conosceva un cantante (Massimo Greco)…
Poco dopo Alfredo venne sostituito alla batteria da Roberto Anile, che rimase con noi
circa un anno, e che porto’ nella band Benny  Torrisi  ( tastiere ). Nel frattempo si era
unito a noi anche un altro compagno di scuola di Jerry, Giancarlo Cutuli ( flauto e sax ).
L’ idea di avere un flautista nel gruppo mi piaceva molto, ma dovemmo aspettare il suo
ritorno da un viaggio negli USA…
Ci esibimmo per la prima volta nel settembre ’87, ancora senza Giancarlo.
L’ esordio come Malibran  avvenne solo nel luglio 1988. Il nome era una mia
idea: Maria Malibran era una cantante (soprano) del 1800, che aveva vissuto a Venezia.
Ecco perchè in quella città esistono  un teatro Malibran, un hotel Malibran, ecc...
Piu’ che altro mi piaceva il suono: parola tronca ma non inglese, da leggersi come si scrive, consonanti dolci, facile da ricordare.
Nell’ottobre 1988 chiedemmo a mio fratello Alessio di sostituire Roberto ( che aveva avuto
un piccolo incidente ) alla batteria, per un solo concerto, alla Festa dell’ Unità di Catania.
Quella sera capimmo che andava molto meglio lui, e così il posto rimase suo!
Anche il cantante era stato messo da parte. Sia lui che il batterista in realtà
avevano altri gusti musicali, e non poteva esserci molta sintonia. Sembrò una cosa
naturale. Il gruppo in ogni caso preferì la mia voce, quando provai a cantare un nuovo
pezzo, intitolato Malibran.
Nel marzo ’89 registrammo  in un solo giorno una “ demo ” che gia’ conteneva tutto
The Wood Of Tales, il nostro primo disco. Cominciammo a suonare nei pub e nei
Centri Sociali di Catania, e la voce si sparse. Sembrava che molti ragazzi
non aspettassero altro che di sentire qualcuno fare quel tipo di musica… Per non parlare
dei “ nostalgici ” degli anni ’70... Neanche allora facevamo cover, solo pezzi
nostri. Li registrammo dal vivo al teatro di Belpasso ( maggio ’89 ) e quella cassetta
ci procuro’ l’invito al Festival Prog di Castelverde ( Roma ), organizzato, tra gli altri,
da Riccardo Maccari. Da lì si cominciò a fare sul serio! 
Lì impazzirono tutti per noi… anche, immagino, per l’ impatto che avevamo dal punto di
vista   puramente “ visivo ”  ( eravamo dei  capelloni pazzi  scatenati…). E cosi’ diventammo
il primo ( e credo unico! ) gruppo della neonata etichetta di Maccari, la Pegaso Records.  
Quella stessa estate ( 1989 ) lui venne in Sicilia a seguire le registrazioni del primo disco.
Lo fece uscire solo in vinile, con alcune copie di colore rosso o verde...Fu una grande emozione,
anche se non si poteva essere molto soddisfatti per la qualità della registrazione ( ci lasciammo convincere a registrare le chitarre senza amplificatori! ). In ogni caso fu un bellissimo periodo,
con tutte quelle recensioni provenienti da varie parti del mondo, e sempre piu’ gente ai nostri concerti…Due anni di fuoco, davvero. Il 1989 ed il 1990 sono stati per noi quelli che furono
il 1969 ed il 1970 per i vecchi gruppi che ci hanno ispirato, quando tutto era  ancora novità
ed entusiasmo…
Allora, tra l’ altro, eravamo molto piu’ prolifici di oggi. Ci vedevamo  spesso, e dunque
due terzi del successivo “ Le Porte del Silenzio ” era già stato composto e suonato
dal vivo, in quello stesso 1990. Lo completammo nel 1991 con gli ultimi brani
( Libero e I  Know Your Soul ) e lo registrammo in soli 5 giorni alla fine dell’ anno,
a Roma. All’ epoca pensavo che anche il secondo disco sarebbe uscito in vinile,
con l’omonima suite ( 27 minuti ) sul lato B ( come ebbi modo di annunciare a
Mario Giammetti su Ciao 2001 )…
Invece Maccari volle rifare piu’ volte i missaggi e il disco usci’ solo nel 1993, in CD.
Quella lunga attesa raffreddo’ un po’ il nostro entusiasmo, e probabilmente segno’ la fine
del periodo emotivamente piu’ entusiasmante e piu’ bello.
Le recensioni comunque furono splendide e per molti quel lavoro rimane la nostra
cosa migliore …La scena Prog italiana, pero’, dopo una fase di espansione che aveva
fatto ben sperare, comincava a ripiegarsi su se stessa. Sembravano esserci piu’ gruppi che
estimatori… In pochi andavano ai Festival Prog, e le copie stampate e vendute di un disco
erano sempre quelle ( intorno alle mille unità )…
I nostri rapporti con Maccari erano finiti, e senza un disco nuovo per  5 anni
qualcuno dovette pensare che neanche esistevamo piu’… Invece, a parte i  Festival in
giro per l’ Italia, continuavamo a tenere i nostri concerti in Sicilia a ritmo sostenuto.
Avevamo un sacco di pezzi inediti ( anche se alcuni risalivano al 1992 ! ) e a fine
’97 finalmente siamo tornati in sala ( questa volta da un amico a 20 metri da casa mia…)
per registrare La Città Sul Lago, senza sapere assolutamente quale etichetta avrebbe
poi voluto pubblicarlo. Una risposta positiva arrivò da Mauro Moroni ( ricordo che quando
mi chiamò ascoltava il nostro master mentre parlavamo … ), con il quale pianificai anche
l’uscita di un nostro live ( un mio antico desiderio…).
Così il terzo disco dei Malibran uscì per la Mellow, a fine 1998. Come pure  In Concerto
( 2000 ), Oltre L’ Ignoto ( 2001 ), The Wood Of Tales Plus ( 2002, con venti minuti in piu’ )
e Srani Colori ( 2003, rarità ’89 - ’02 ). Mentre la brasiliana Rock Symphony  
pubblico’ le ristampe dei primi due dischi ( 1999 ) e Live On Stage ( 2004 ).
Nell’ estate ’99 organizzai un bel concerto per i Malibran con il Banco Del Mutuo Soccorso.
Dopo aver partecipato al ProgDay in America, pero’, ( ottobre 2000 ) il gruppo di fatto si fermo’.
Si riuscì a tenere ancora un ultimo concerto con la formazione a sei elementi, nel febbraio
2001, ma qualcosa non funzionava piu’ come prima.
Fu quasi uno scioglimento non ufficiale, in attesa di tempi migliori. Finchè, dopo quasi
un anno, Angelo mi chiamo’, e provammo  a  far ripartire il tutto.
Jerry e Alessio ci stavano, Benny e Giancarlo no. Già da tempo, del resto,
si vedeva che loro due non avevano piu’interesse, ed era anche inutile insistere…
Certo, perdere in una volta sola tastiere e fiati  per un gruppo dall’approccio “ sinfonico”
come il nostro poteva risultare un colpo fatale. Giancarlo, poi ,sul palco era il vero trascinatore.
Ed era anche quello che mi spalleggiava di piu’, in concerto e non solo. Di sicuro mi sarebbe mancato. Ma noi volevamo andare avanti, e all’inizio del 2002 ci siamo rimessi al lavoro per partecipare con un nuovo brano ( Strani Colori ) all opera Prog “ Kalevala ”, e per ri-arrangiare
i  brani piu’ vecchi.
Sembrava impossibile, ma ci accorgemmo che il nostro suono c’era ancora, con le due chitarre, il basso e la batteria. Naturalmente Jerry ed il sottoscritto dovevano occuparsi anche di quelle che erano le parti di Benny e Giancarlo, ma la cosa funzionava. Per fortuna  io suonavo già il flauto,
e così non avremmo neanche perso quello che era comunque uno strumento molto “ identificativo ”
per il gruppo. Siamo andati avanti fino ad oggi in quattro, e ci siamo presi qualche altra soddisfazione. Magari in futuro avremo di nuovo le tastiere, ma al momento va bene così…
Oggi, a parte gli spettacoli dal vivo e le altre cose riguardanti la band di cui mi occupo,
sto mettendo su CD ( saranno circa 35 titoli! ) i nostri concerti registrati meglio, piu’ vari inediti
che ho ritrovato…Un lavoro che faccio per me, per il mio archivio personale, grafiche comprese, ma che è anche a disposizione di chi volesse richiedermi qualche copia, giusto per levarsi la curiosità…
Dal punto di vista delle pubblicazioni ufficiali, invece, sto preparando l’ uscita del nostro dvd
antologico “ 10 Anni in concerto ”, per l’ Electromantic di Beppe Crovella. Così anche chi
non ha mai avuto occasione di andare ad un concerto dei Malibran  potra’ vedere il gruppo  in azione su un bel supporto audio-video di 2 ore e mezza!...


>   1) Qual'è la definizione che i Malibran solitamente danno alla propria proposta musicale?







La definizione era ed è quella di " Rock Progressivo ". Di matrice un po' anni '70, nel caso



nostro. Almeno come fonte di ispirazione iniziale . Ogni tentativo di definire la musica temo risulti sempre un po' astratto, o velleitario, in verità...Pero', in qualche modo, risulta necessario ed utile, perchè l'interlocutore possa avere almeno un'idea del tipo di proposta...Esiste tanta musica a questo mondo!...





>   2) Qual'è il motivo per il quale avete scelto questa definizione?





Naturalmente la definizione di " Rock Progressivo ", o " Progressive " che dir si voglia, esisteva gia',



e noi non crediamo di aver inventato nulla di nuovo che ci autorizzasse a ritenere di suonare un



genere tutto nostro, di percorrere una strada mai battuta da altri in precedenza...Anche se la



definizione di " Prog " non era in realta' utilizzata al tempo in cui il genere nasceva e viveva la sua



" età dell'oro "... Un bel paradosso, vero? I migliori gruppi Prog di sempre non sapevano di fare Prog...



I Malibran cercano solo di interpretare il genere a modo proprio, e di essere riconoscibili..." Ecco,

il classico stile Malibran in questo passaggio!..."

>   3) In che modo avere una definizione della propria musica può avvantaggiare?


La musica è fatta di note, ma non tutti sono musicisti. E dunque parlarne è difficile. Per parlare

di qualcosa si usano le parole. Dunque neanche si dovrebbe parlare di musica: nella sua

essenza la cosa sarebbe tecnicamente impossibile. E infatti tutti finiscono con il chiedertiti di che cosa parlano i testi..." E chi se ne frega ", potresti pensare: i testi sono importanti, ma la musica lo è molto di piu'...Almeno per me. Ma come la spieghi la musica, senza utilizzare le definizioni? 

Forse la musica si dovrebbe poter solo suonare, o ascoltare, senza parlarne affatto. Eppure la musica piace a tutti. E' l'unica forma d'arte, o almeno di comunicazione, che non puoi toccare. Ma bisogna pur spiegare a chi ti chiede che musica fai...E in qualche modo si deve poter spiegare con le parole, utilizzare degli schemi, delle etichette, anche se queste risulteranno essere poi dei recinti...almeno per far capire all' interlocutore che tipo di musica suoni, se è jazz, rock, classica, oppure no...

Non puoi evitarlo. Ma il vantaggio è solo di tipo comunicativo. Un giornalista che recensisce un

disco non riesce a trasmettere le proprie emozioni. Come spieghi a parole una musica " evocativa ",

se non sai neanche " che cosa " ti evoca? Sai solo che ti piace. Ma a parole cosa dici? Fai prima a

dire che quella musica ricorda quella di quel noto gruppo, o quella di quell' altro, per dare almeno

un' idea al lettore, che altrimenti lasceresti lì a brancolare nel buio...

>   4) Come viene accolta la vostra definizione dai mezzi d'informazione e dalla stampa specializzata?

Bhè, se è stampa " specializzata ", vuol dire che si occupa proprio di quel genere. Il Rock Progressivo,
nel nostro caso. Sono appassionati del genere i giornalisti, i musicisti ed i fruitori in genere, e dunque
non è che ti chiedano ogni volta che cosa si intende per " Progressive ", lo sappiamo già tutti quanti...Se invece non sanno di che cosa si tratta, ecco che cadono un po' dalle nuvole... e tu ti ritrovi a citare almeno i Pink Floyd, come riferimento, sperando che conoscano almeno quelli, per dar loro una qualche idea, anche se magari i Floyd non c' entrano un granchè!...


>   5) (S)definire la musica: è possibile?

Secondo me sarebbe opportuno, ma alla fine risulta impossibile, per i motivi che ho esposto prima.

La musica va goduta e non definita, sia nel momento in cui la si " fa " , sia nel momento in cui

la si ascolta. Ma nel momento in cui la devi " spiegare " a qualcuno che ti chiede qualcosa in

merito, risulterebbe un atto di suprema arroganza, o di presunzione non rispondere, per quanto possibile.

E a quel punto non si potrà sfuggire alle " definizioni ",  più o meno pertinenti.

Catalogare è un' esigenza dell' uomo, per intercettare ed incasellare diversi tipi di realtà,

e per distinguere tra loro realtà non omologhe. Per sfuggire l’ ombra poco confortante del caos,

probabilmente...

INTERVISTA DI DONATO ZOPPO A GIUSEPPE SCARAVILLI



21 agosto 1990, Malibran in concerto, Belpasso, piazza S. Antonio.

Un mare di gente, solo noi sulla scena, nessun altro gruppo, prima o dopo.

Ho conservato questa registrazione per anni. Come tante altre, del resto.

Quella serata fu però un evento particolare: evidenziò un tale entusiasmo,

da parte nostra e del pubblico, che contribuì in modo decisivo a dare al

gruppo la definitiva consapevolezza di sé e della propria capacità di

“tenere il palco”. Dal vivo eravamo dei pazzi, non un gruppo Progressive

nel senso tipico del termine, tutti immobili ad eseguire partiture precise

ed immodificabili. Al contrario, se la nostra musica era Prog, la nostra

attitudine ed il nostro approccio erano quasi Hard Rock. Anche a

discapito della perfezione esecutiva. Giancarlo Cutuli, il flautista, era una

furia scatenata. E all’inizio di Trequanda il suo flauto, come si puo’

notare, non suona: l’aveva lanciato per aria poco prima, l’aveva ripreso

al volo, e qualche tasto era rimasto temporaneamente bloccato (!)...

Correggere tutto quanto, magari con qualche sovraincisione in studio?

Avremmo alterato il documento originale. Bello così, invece, tutto dal

vivo, urla, rumori, errori, qualche strumento scordato o tenuto troppo

nascosto dal fonico, musicisti che parlano fra di loro, la mia voce

appassionata ma ancora grezza. E insieme, il grande impatto e il

suono caratteristico che avevamo allora. Il nostro primo disco,

“The Wood of Tales” era uscito da pochi mesi, ma già eseguivamo

circa due terzi del successivo “ Le Porte del Silenzio”: l’omonima

suite, 28 minuti, fu presentata per la prima volta dal vivo integralmente

proprio quel giorno ( nel febbraio 1990 la suonavamo già, ma ne esisteva

solo una parte, 15 minuti circa ). Ho fatto ripulire e rendere piu’

potente e brillante la registrazione, e ho fatto livellare le escursioni di

volume, intervenendo sui singoli frammenti. Il risultato non mi sembra male.

Oggi probabilmente suoniamo meglio, abbiamo più esperienza.

Manca però quel “qualcosa”. Quel qualcosa che ai quei tempi era nell’aria,

durante i nostri concerti. E che su questo live è presente.


                                                                Giuseppe Scaravilli, febbraio 2005





                 RIMEMBRANZE PRE–MALIBRAN:ESORDI IN MUSICA…

 

 

 

Ho iniziato a suonare la chitarra nell'agosto del 1980, quando avevo 13 anni.

Ho quasi sempre tenuto dei diari, ed è stata questa abitudine a consentirmi

di avere date e ricordi abbastanza precisi ( anche per quanto riguarda la 

storia dei Malibran...).

 

All'inizio, intorno al 1978-79, suonavo addirittura senza fare accordi, sulle corde a vuoto, tenendo solo il tempo...Mio fratello Alessio ( anche lui poi nei Malibran )si 

dava da fare su una batteria costruita da noi: fustini del Dash al posto dei tom, piatti di latta ( completamente senza suono! ) ed una cassa ottagonale di legno ( non riuscivamo a fabbricarne una tonda!) senza battente ( dunque, utile solo a sostenere i presunti tom...),verniciata in un vistosissimo arancione...

 

Luigi Scuderi ( poi fonico dei Malibran in sala, da LA CITTA' SUL LAGO in poi ), vicino di casa, era alle tastiere. Poi sarebbe passato al basso. Suonavamo " BELLA SARAI " de

LA BOTTEGA DELL'ARTE e QUELLA CAREZZA DELLA SERA dei NEW TROLLS 

( gli anni erano quelli )...

 

Alessio, anche se era il piu' piccolo, fu il primo ad imparare e ad avere 

uno strumento piu' serio, una batteria Maxwin. Poi avrebbe preso una Tama rossa.

Oggi ce l'ha ancora, la Tama, ma usa di più una MC artigianale ( mini-batteria " matrioska ", trasportabile inserendo i vari pezzi uno dentro l'altro!...). 

Nel 1981 io ebbi la prima chitarra elettrica ( una Eko imitazione SG )e Luigi il basso.

Formammo gli IRON STREET e tenemmo i nostri primi due " concerti ".

 

Quello di esordio fu a Bronte ( Catania ), in piazza, sul ribaltabile di un camion che faceva da palco. Prima c'era un gruppo che suonava SOTTO LA PIOGGIA di Venditti. Poi tocco' a noi, per 3 pezzi: SO LONELEY dei POLICE e 2 brani nostri ( un reggae senza titolo ed un pezzo mio chiamato WEST COAST, credo...ricordo che non facemmo in tempo a fare COCAINE...). Lo zio che ci aveva procurato quella occasione registrò l'audio da una tv locale che ne aveva trasmesso qualcosa. Ne ho ancora qualche secondo ed il suono era sorprendentemente potente e sicuro, considerato il fatto che avevamo solo 15 anni

( Alessio 13... ). Il bello fu che il nostro chitarrista solista, Roberto Pulvirenti,
non era venuto venire...per la paura! Eravamo passati a prenderlo, ma fu inutile...Era piuttosto bravo, ma aveva ( ed ha ) un formidabile nasone ed una insicurezza cronica...Anche noi, del resto, salendo la scaletta per salire sul palco, di fronte a quella folla, rischiammo di cadere giù per lo spavento...Ma poi ci prendemmo gusto.
A me prestarono una Gibson Custom nera che mi sembrò davvero magnifica...
 
La seconda ed ultima data fu nel 1983 al Club dei Progressisti, a Belpasso, 
" ospiti " durante una serata da ballo a Carnevale ( il gruppo ufficiale era un altro )...Avevamo nascosto gli strumenti tra i cappotti, nel guardaroba, e non facemmo foto perchè la cosa doveva sembrare del tutto improvvisata...un vero peccato! Questa volta Roberto c' era, ma per l'emozione inverti' gli " assolo " di SULTANS OF SWING
(ce n’ erano due, su quel brano, ma gli accordi sotto erano diversi e quindi combinò 
un disastro! ).
 
Facevamo anche altri pezzi dei Dire Straits con Roberto, e dei Police senza di lui. Prendemmo anche vari tastieristi ( Domenico, Nuccio, Salvo, gente che non suona più), 
ma più a lungo resistette Paolo Bonanno ( si provava da lui...). Il repertorio però divenne troppo eterogeneo...io portai AQUALUNG dei  Jethro Tull e Luigi un pezzo dei Pooh!...Cantavamo sia lui che io. Roberto provò a cantare Sultans of Swing ma venne subito bocciato!
 
Nel 1984 presi una Telecaster, ma non avevo un gruppo. Alessio suonava con i TETRA, e alle tastiere c'era Fabrizio Mirone, che in seguito avrebbe illustrato la copertina del primo disco dei Malibran, THE WOOD OF TALES. Quando entrai io in quel gruppo diventammo gli AFU JJ e partecipammo ad una " Collettiva " di vari gruppi, alla villa di Belpasso, nell' estate 1986. Fu lì che conobbi Jerry, con il quale, l'anno dopo, formai i Malibran. E si cominciò a fare un po' più sul serio, finalmente...
 
 
Giuseppe Scaravilli
 



Malibran The Wood Of Tales album cover


3.63 | 35 ratings | 9 reviews | 17% 5 stars

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Studio Album, released in 1990
Songs / Tracks Listing

1. Malibran (8:39)
2. The Wood of Tales (8:39)
3. Sarabanda (5:11)
4. Pyramid's Street (11:01)
5. Prelude (10:25)

Total Time: 44:04

Lyrics


Music tabs (tablatures)


Line-up / Musicians

- Angelo Messina / bass
- Giuseppe Scaravilli / vocals, electric & acoustic guitars
- Beny Torrisi / keyboards
- Alessio Scaravilli / drums & percussion
- Giancarlo Cutuli / flute & saxophone
- Jerry Litrico: electric & classical guitars

Guest musician:
- G. Lacagnina / additional keyboard solo on "Pyramid's Street"

Releases information

LP Pegaso Records PGO-001 (1990), Italy

CD Rock Symphony RSLN 019 (1999), Brazil

CD Mellow Records MMP 396 (2002), Italy
re-released as "The Wood Of Tales Plus" with 3 Live Bonus-Tracks
















LE PORTE DEL SILENZIO


Malibran



Rock Progressivo Italiano






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Malibran Le Porte Del Silenzio album cover


3.99 | 45 ratings | 10 reviews | 29% 5 stars

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Studio Album, released in 1993
Songs / Tracks Listing
1. Livin' Alone (10:40)
2. I know your soul (7:25)
3. 
Libero (7:28)
4. Nel labirinto (1:30)
5. Le porte del silenzio (27:08)

Total Time: 61:11


Lyrics
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Line-up / Musicians
- Angelo Messina / bass
- Giussepe Scaravilli / voice, guitar, flute
- Benny Torrisi / keyboards
- Alessio Scaravilli / drum
- Giancardo Cutulli / flute & sax
- Jerry Litrico / guitar


Releases information
CD Pegaso Records PGO-002 (1993), Italy (handnumbered 1000 copies)
CD Rock Symphony RSLN 020 (Brazil, re-release)



 


 LA CITTÀ SUL LAGO


Malibran



Rock Progressivo Italiano






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Malibran La Città Sul Lago album cover


3.37 | 16 ratings | 7 reviews | 25% 5 stars



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Studio Album, released in 1998
Songs / Tracks Listing
1. Distanz (2:06)
2. Nuovo Regno (9:35)
3. La Citta Sul Lago (10:00)
4. In The Time part 1 & part 2 (9:13)
5. Magica Attesa (5:27)
6. La Stagione Del Re (5:15)
7. 
Nuvole Di Vetro part 1 & part 2 (10:49)
8. Interludio (1:12)
9. On The Lightwaves (12:33)
10. Richiami (2:18)

Total Time: 68:28


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Line-up / Musicians
- Giancarlo Cutuli / flute, tenor, baritone & Soprano sax
- Giuseppe Scaravilli / vocals, electric, acoustic & 12-strings guitars
- Angelo Messina / bass
- Alessio Scaravilli / drums & percussion
- Benny Torrisi / keyboards & piano
- Jerry Litrico / electric & classical guitars


Releases information
MELLOW RECORDS #MMP 357



 


 Malibran



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Malibran Oltre L'Ignoto  album cover


3.48 | 23 ratings | 5 reviews | 26% 5 stars



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Studio Album, released in 2001
Songs / Tracks Listing
1. Si dirà di me (12:20)
2. Oltre l'ignoto (8:03)
3. L'incontro (2:48)
4. Cerchio mobile (5:14)
5. La via d'acqua (2:52)
6. Verso Sud (2:12)
7. Mare calmo (4:50)
8. In viaggio (14:24)

Total Time: 48:19


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Line-up / Musicians
- Giancarlo Cutuli / flute, piccolo, sax
- Jerry Litrico / electric guitar
- Angelo Messina / electric bass
- Alessio Scaravilli / drums, percussion
- Giuseppe Scaravelli / lead vocals, acoustic, electric, slide & wah-wah guitars, flute (4),
all instruments (3-5-6)
- Benny Torrisi / piano, synthesizers
WITH:
- Vito Germenà / violin (2-3)
- Antonia Longo / cello (2-3)


Releases information
CD Mellow Records MMP409 (2001) Italy
CD MALS Records MALS142 (2001) Russia




 


 

TRASPARENZE

Malibran



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Malibran Trasparenze album cover


4.03 | 20 ratings | 1 reviews | 30% 5 stars



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Studio Album, released in 2009
Songs / Tracks Listing
1.Trasparenze (13:46)
2. In un Attimo (7:08)
3. Vento D'Oriente (6:08)
4. Presagio (6:47)
5. Pioggia di Maggio (6:47)
6. La Marea (5:43)
7. Nel Ricordo (5:34)
8. Volo Magico (2:52)
9. Promesse Vane (6:53)
10. Gioco di Specchi (3:25)
11. Pensieri Fragili (13:11)


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Line-up / Musicians
- Giuseppe Scaravilli / vocals, acoustic, electric & slide guitar, flute, electric            bass, keyboards, bass
- Jerry Litrico/ sinth guitar (1), guitar intro (3), guitar solos (2, 5, 7 & 11)
- Alessio Scaravilli / drums

Special Guest:
- Giancarlo Cutuli / saxophone (2, 11)
- Toni Granata / violin (3, 5 & 8)



 



STRANI COLORI


Malibran



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Malibran Strani Colori  album cover


3.11 | 6 ratings | 2 reviews | 33% 5 stars



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Studio Album, released in 2004
Songs / Tracks Listing
1. Strani Colori (7:31)
2. Astro Bianco (4:23)
3. Arianna (5:35)
4. Prima Sera (3:34)
5. Bouree (3:56)
6. Il Giorno Arriverà (2:40)
7. Cause We've Ended As Lovers (5:42)
8. Rhayader/Rhayader Goes To Town (9:09)
9. Interludio (1:09)
10. La Stagione Del Re (5:26)
11. 
The Wood Of Tales (9:23)
12. Song For Lisa (7:46)
13. Ritratto Di Un'alba (4:47)
14. Espiazione (5:43)

Total Time: 76:44


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Line-up / Musicians
- Giuseppe Scaravilli / voice, guitars, flute
- Angelo Messina / bass
- Alessio Scaravilli / drums & percussion
- Giancarlo Cutuli / flute, saxophone, piccolo, backing vocals
- Benny Torrisi / piano, keyboards


Releases information
CD Mellow Records #MMP456 (2004)


 



10 ANNI IN CONCERTO -1988-1998*


Malibran



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Malibran 10 anni in concerto-1988-1998* album cover


3.09 | 5 ratings | 2 reviews | 20% 5 stars



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WARNING: Progarchives.com did not validate the information

DVD/Video, released in 2005
Songs / Tracks Listing

1) Distanze 1995
2) Pyramid's street 1997
3) Special tv 1999
4) Malibran 1997
5) La citta'sul lago 1997
6) Prelude 1997
7) Special tv 1993
8) Magica attesa 1996
9) On the lightwaves 1996
10) Nuovo regno 1996
11) Extracts 1991
12) In the time 1994
13) Mystery 1988
14) Libero 1993
15) Special tv 1994
16) I know your soul 1997
17) Extracts 1994/1991/1997
18) Interludio 1998
19) Medley 1988-1999
20) La stagione del re 1998
21) Nuvole di vetro 1998
22) Extracts 1989
23) Le porte del silenzio 1996

Including extracts from "La danza degli elfi", "La czarda", "Pinocchio", "Song for Lisa", "Nel labirinto" and "The wood of tales".



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Line-up / Musicians


Guiseppe Scaravilli-vocals, guitar and flute
Angelo Messina-bass
Benny Torissi-piano, keyboards
Alessio Scaravilli-drums
Jerry Litricio-lead guitar
Giancarlo Cutuli-flute and sax

ElectRomantic  2005



LIVE ON STAGE 1994


Malibran



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Malibran Live On Stage 1994 album cover


3.00 | 1 ratings | 0 reviews | 0% 5 stars



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Live, released in 2004
Songs / Tracks Listing
1. Distanze/On the Lightwaves (13:56)
2. In the Time (Part I/Part II) (8:43)
3. 
Livin' Alone (10:02)
4. Nuovo Regno (9:22)
5. Malibran (11:55)
6. Le Porte del Silenzio (13:07)

Total Time: 67:05


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Line-up / Musicians

- Angelo Messina / bass
- Giussepe Scaravilli / voice, guitar
- Benny Torrisi / keyboards
- Alessio Scaravilli / drum
- Giancardo Cutulli / flute, sax, tambourine
- Jerry Litrico / guitar


Releases information
CD Rock Symphony RSLN 091 (2004) Brazil


 

 


IN CONCERTO


Malibran



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Malibran In Concerto album cover


3.11 | 6 ratings | 2 reviews | 33% 5 stars



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Live, released in 1997
Songs / Tracks Listing
1. Key Intro (2:01)
2. Distanze (1:38)
3. Pyramid's Street (5:08)
4. 
Magica Attesa (6:05)
5. On The Lightwaves (4:56)
6. Nuovo Regno (9:42)
7. Malibran (16:32)
8. La Città Sul Lago (11:06)
9. Prelude (11:45)
10. Le Porte Del Silenzio (2:59)

Total Time: 71:55


Lyrics
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Line-up / Musicians
- Angelo Messina / bass
- Giussepe Scaravilli / voice, guitar, flute
- Benny Torrisi / keyboards
- Alessio Scaravilli / drum
- Giancardo Cutulli / flute & sax
- Jerry Litrico / guitar


Releases information
CD Selfreleased (1998) Italy
CD Mellow Records MMP 369 (2000) Italy 












  

10 anni in concerto (DVD)
Electromantic
2005
ITA
http://www.arlequins.it/pagine/articoli/alfa/copertine/Malibran-10Anni.jpg
La storia dei Malibran è la storia del progressive italiano negli ultimi quindici anni. E’ la storia del nostro migliore gruppo, passato attraverso varie esperienze e traversie conservando il cuore puro e l’entusiasmo dei forti. La band catanese ha esordito con “The Wood of Tales” (1990), bissato poi da “Le porte del silenzio” (1993), usciti ambedue per Pegaso Records ed ora ristampati da Rock Symphony. Sono quindi venuti, per la Mellow, “La città sul lago” (1998), “In concerto” (2000), “Oltre l’ignoto” (2001), “Strani colori” (2003) – una raccolta di rarità, dal 1989 al 2002 – e “Live On Stage” (2004). Questo DVD, dalla grafica eccellente e ricco di informazioni, ci consegna la musica (grezza e raffinata insieme) del capacissimo ensemble catanese, dotato di incredibile fascino. Flauto, tastiere, chitarra, un basso quantomai pulsante e corposo – il vero cuore della melodia insieme alla batteria – regalano una cascata di emozioni. Questo DVD è veramente bellissimo e molto curato. I brani sono stilisticamente coinvolgenti, carichi di energia incontenibile. Maturi e moderni, i Malibran possono ricordare forse i primi King Crimson ed i Jethro Tull degli anni Settanta. Tuttavia, la loro creativa originalità è fuori discussione. In questo DVD, realizzato con estrema professionalità e prodotto da Beppe Crovella, sono contenuti numerosi brani eseguiti dal vivo in concerto (nell’ultima decade), apparizioni a spettacoli televisivi ed interviste. Centocinquanta minuti in tutto, che rendono imperdibile questo DVD. La scaletta si apre con “Distanze” e “Pyramid’s Street”, registrate rispettivamente nel 1995 e nel 1997. Molte le dissolvenze, sicura la mano del regista. Le riprese sono, in effetti, eccellenti. Ad inquadrature frontali se se alternano altre con macchina da presa in movimento, restituendoci non solo i suoni, ma anche la luce e i vari colori del mondo Malibran. Segue un’intervista televisiva, la prima di tre che il gruppo ha (intelligentemente) deciso d’inserire per variare la strutturazione del DVD, evitando così un puro e semplice susseguirsi di brani suonati in concerto. Interviste – concesse, per lo più, durante tv shows di emittenti locali, nel 1993, 1994 e 1999 – che ci permettono, inoltre, di scoprire diverse cose curiose sui Malibran. La versione di “La città sul lago” qui presente è del 1997, precedente quindi di un anno l’uscita dell’omonimo lavoro. Abbiamo quindi la storica esibizione al concerto del 1° maggio 1996, a Catania, di fronte a 200.000 persone. Motivo d’orgoglio per il gruppo, come sottolineano le note interne a questo DVD antologico, redatte dagli stessi musicisti. Tre sono i pezzi registrati nel 1996: “Magica attesa”, “On the Lightwaves” e “Nuovo regno”. Numerosi anche gli estratti dal tour de “Le porte del silenzio”, così come quelli dall’esibizione ai festival di Castelverde (1989) e Altomonte (1994). Appuntamenti nei quali i Malibran si mostrano sicuri di sé e padroni del palco. Alcune canzoni, come “Mystery” (1988), ci riportano alla prima giovinezza del gruppo siciliano. Altre esecuzioni, si vedano qui “La stagione del re” e “Nuvole di vetro” (registrate nel 1998) oppure ancora “Libero” (del 1993), dimostrano la crescita anche concertistica dei Malibran. Se le interviste si possono considerate alla stregua di bonus e le apparizioni a spettacoli televisivi come momenti interessanti o curiosi, sono però i pezzi suonati dal vivo – spesso esaltanti – a calamitare inevitabilmente l’attenzione del prog-fan. Personalmente, ho anche apprezzato la scelta di non disporre secondo un mero ordine cronologico le esibizioni, accostandone invece di vicine e di lontane nel tempo. Una bella mescolanza di passato e presente.


  


COMUNE DI ANDRIA

ASSESSORATO ALLA CULTURA

ANDRIA PROG FEST – LARGO ANTISTANTE ENTRATA PRINCIPALE

STADIO DEGLI ULIVI

14 – 15 – 16 LUGLIO 2006


14 luglio (Musica epica e letteratura) 



ore 17.00/18.00 Soundcheck
ore 19.00 "Person TO Person" incontro artisti fans
ore 20.00 CONQUEROR
 live concert
ore 21.30 METAMORFOSI
 live concert
ore 24.00 AroundMidnight ,incontro al nuovo giorno 



                  Suoni&Sapori Band emergenti e "Officina del gusto" 



15 luglio (Nei sentieri della psichedelia) 



ore 17.00/18.00 Soundcheck
ore 19.00 "Person TO Person" incontro artisti fans
ore 20.00 MALIBRAN
 live concert
ore 21.30 BALLETTO DI BRONZO
 live concert
ore 24.00 AroundMidnight ,incontro al nuovo giorno 



       Suoni&Sapori Band emergenti e "Officina del gusto" 




16 luglio(Contaminazioni,liriche e passioni) 



ore 17.00/18.00 Soundcheck 
ore 19.00 "Person TO Person" incontro artisti fans 
ore 20.00 CAROVANA ETEREA MALAAVIA live concert 
ore 21.30 BANCO DEL MUTUO SOCCORSO live concert 
ore 24.00 AroundMidnight ,incontro al nuovo giorno






                                          MALIBRAN BIOGRAPHY 


The Italian band Malibran was born in 1987, in Catania, a city in the South of Italy (more specifically, in the Sicily Island, from where all its members come). At the beginning, they had a different drummer and a solo vocalist that ended up, being replaced by Alessio Scaravilli (Giuseppe’s brother) and Giuseppe himself, who decided to handle the lead vocals from now on.


 They were soon playing all around Sicily, presenting their great musicianship and strong stage presence.


In July 27th, 1989, a Prog Festival was organized in Rome with the  participation of 4 Italian groups: Malibran, Leviathan, Edith and Notturno Concertante.


After this mega-show, Riccardo Maccari and some friends decided “to do something about Malibran”. They finally produced their first album, which appeared in 1990 on the Pegaso Records label. After this debut, the band received well deserved praises for their seventies-oriented style and the strenght of the compositions. With their following release, “Le Porte del Silenzio”, a masterpiece presented as “ the best Italian album since 1977 ” (  Paul Bareight, “ Il Ritorno del Pop Italiano” ).


Malibran conquered their place among the best 3 Italian bands of the 90’s (the other two. in my opinion, being Nuova Era and Finisterre). The following period shows a slowdown on the band’s activities. Even so, an “Official Bootleg” would appear in the late nineties. Malibran, then, returns with all the energy of their beginning. With the reissue of their first two albums on Rock Symphony and the new studio opus ( “La Città Sul Lago, 1998) just came out on Mellow, we can rest assured that this great band will continue to embrace us with their fabulous progressive music.



(Leonardo Nahoum, Brazil, 1999 )




Biografía Musical de Malibran



La Banda Italiana MALIBRAN surgió en el año 1987 en CATANIA, una ciudad en el Sur de ITALIA, ubicada en la isla de SICILIA, adonde pertenecen todos sus miembros.


Su actual agrupación cuenta con GIUSEPPE SCARAVILLI (voz, guitarra, flauta), ALESIO SCARAVILLI (Batería), JERRY LITRICO (guitarra) y ANGELO MESSINA (Bajo).


PAUL BAREIGHT - autor de IL RITORNO DEL POP ITALIANO dijo: “ MALIBRAN conquistó su lugar junto a las mejores tres Bandas Italianas de los 90s, siendo en mi opinión las otras dos, FINISTERRE Y NUOVA ERA”


En sus orígenes, la Banda se encontraba muy unida al sonido de los años 70 con claras influencias de otras grandes agrupaciones Italianas como PREMIATA FORNERIA MARCONI, BANCO DEL MUTUO SOCORRO Y LE ORME.

Comenzaron con cortes musicales ligados al grupo MARILLION de la época “FISH”, pero con el correr del tiempo su sonido fue refinándose, con la incorporación de guitarras acústicas y especialmente por la activa participación de la flauta traversa.


Hasta el momento el Grupo lleva editados cuatro discos en estudio, uno en vivo y un video, y  durante este año lanzaran al mercado un trabajo impecable llevado a formato DVD donde resume su exitosa trayectoria de más de 10 años, además de un nuevo CD (compilación progresiva) con un fragmento de “STRANI COLORI” que integrará su galardonados logros oficiales.


Los títulos de sus obras son                               “ THE WOOD OF TALES ”            ( CD - 1990 )

                                                                          “ LE PORTE DEL SILENZIO ”      ( CD - 1993 )

                                                                          “ LA CITTA SUL LAGO ”                             ( CD - 1998 )

                                                                          “ IN CONCERT ”                                            ( CD - 2000 )

                                                                          “ 10 YEARS IN CONCERT ”          (  VHS / DVD )

                                                                          “ OLTRE L IGNOTO ”                    ( CD -  2001 )

                                                                          “ STRANI COLORI ”                      (  CD - 2003 )

                                                                          “ LIVE ON STAGE                          (  CD - 2004 )

                                                                           TRASPARENZE”                          (  CD – 2009 )



MALIBRAN durante su carrera musical, se presentó innumerables veces en importantes shows como CASTELVERDE PROG FESTIVAL (Roma - Año 1989), FESTA DELL´ UNITA (Roma - Año 1990), MONDOVI PROG FESTIVAL (1991), CINE TEATRO ODEÓN (Catania – 1992) ALTOMONTE PROG FESTIVAL (Año 1994, donde tocaron junto con importantes agrupaciones como el TRONO DEI RICORDI, y ANEKDOTEN,  entre otras), FESTA DEL LAVORO (con 20.000 personas), TEATRO FALCONE-BORSELLINO (Ragussa –2003).


Fue muy destacada su participación en EL PROGDAY FESTIVAL EN CHAPEL HILL, NORTH CAROLINA - USA, realizado en el mes de Octubre del Año 2000. 


La Banda además de sus composiciones propias, en sus presentaciones en vivo acostumbra a deleitar a su audiencia, con temas clásicos de Bandas como KING CRIMSON (I talk to the Wind), GENESIS (Los Endos),  CAMEL (Rhayader) y la magnifica composición Bourèe de JETHRO TULL (que forma parte de un CD llamado Songs for Jethro) memorable pieza ejecutada en flauta por GIUSEPPE SCARAVILLI, y que les reportó una sincera felicitación por parte del mismo Ian Anderson (Jethro).


Sus composiciones formadas por sus éxitos y los clásicos mencionados, le aportó al grupo un nivel Internacional junto con valiosos comentarios por parte de ROCK SYMPHONY EN BRASIL (Leonardo Nahoum) y del exitoso sello Europeo MUSEA. Actualmente la Banda graba sus Cds con el importante sello Europeo MELLOW RECORDS.


 A modo de Resumen, PETER RENFO se refirió al grupo con las siguientes palabras,  “Malibran es una Banda Italiana que suena realmente maravillosa, con tonos melódicos, gorjeos de guitarra, flauta, piano, y solos de Saxo, unidos a una voz refinada de su cantante que llevan su esencia musical muy alto y la ubican en un lugar preponderante dentro del clásico modelo de rock sinfónico del momento “

Malibran is one of the bigger names in the nineties' resurgence of Italian progressive rock, and this 1990 debut is the album that put them on the map for prog fans worldwide. The Wood of Tales is an interesting, but flawed, concoction of neo-prog, Italian symphonic prog, and even a few dashes of progressive folk. Flute plays a major part in Malibran's debut, and I love how the instrument is presented as an integral part of their sound - other than that, The Wood of Tales is characterized by the mix of pastoral symphonic prog and eighties' neo-prog that inspired many Italian prog bands around this era. The Wood of Tales is not a flawless gem that's been forgotten by the sands of time, but it's a solid debut that should satisfy most Italian prog enthusiasts.

The easiest comparisons to draw when talking about this album are probably Premiata Forneria Marconi, IQ, and even a bit of Jethro Tull (the flute-led sections make this comparison almost inevitable). The Wood of Tales is a mainly instrumental album, but there are a handful of vocal sections that ultimately leave me with a lukewarm impression. At least on this album, Giuseppe Scaravilli is not the most gifted vocalist and his singing parts come across as detrimental to the compositions. While he's far from an atrocious vocalist, the album would've been a bit better had it been fully instrumental. After all, The Wood of Tales does have plenty of excellent moments of symphonic prog - though there aren't any killer tracks here, Malibran was still a group of gifted songwriters from the beginning. The musicianship on this debut is also quite impressive, and every musician delivers their part with finesse.

While it may seem that The Wood of Tales is a near-flawless album after reading the first two paragraphs of my review, I've yet to mention that the album has a pretty weak production. The sound is simply muddy and unpolished, and the occasional 'buzzing' noises and uneven mix really don't do the album any justice. It's not unlistenable or anything like that, but The Wood of Tales definitely would've left a better impression if the production were up to par with the music.

The Wood of Tales is a flawed, but ultimately promising, debut from one of the biggest names in nineties' Italian progressive rock. Malibran offered plenty of cool ideas and solid compositions with this effort, and I'll be curious to hear what that's led them to create on future albums. Though not essential by any means, The Wood of Tales is a solid observation worthy of 3 stars. Fans of symphonic prog may want to check out this somewhat obscure classic.
(Originally Posted on ProgArchives.com)





      INTERVISTA DI FRANCESCO PALADINO A GIUSEPPE SCARAVILLI, 2014

Ciao Giuseppe! Se ti va bene comincio a farti le domande, così abbiamo la massima calma per fare il tutto. La prima domanda è: "Partiamo dalle origini: come si sono formati i Malibran?"
I MALIBRAN SI SONO FORMATI NEL 1987. AVEVO CONOSCIUTO JERRY L'ANNO PRIMA, AD UN FESTIVAL ALLA VILLA DI BELPASSO, DOVE CI ESIBIVAMO CON DUE GRUPPI DIVERSI: CI ERAVAMO SCAMBIATI I COMPLIMENTI, ED AVEVAMO SCOPERTO DI AVERE GUSTI MUSICALI IN COMUNE. A NOI SI UNI' IL BATTERISTA ALFREDO CASSOTTA, MA SOLO PER QUALCHE PROVA. GIA' FACEVAMO "PRELUDE", IL PEZZO CHE AVREBBE CHIUSO IL PRIMO DISCO...E TUTTI I CONCERTI DEI SUCCESSIVI 25 ANNI! IL BATTERISTA DEL PERIODO '87-88 FU ROBERTO ANILE. NELL'OTTOBRE '88 LO SOSTITUIMMO CON MIO FRATELLO ALESSIO, CHE HA REGISTRATO SU TUTTI I NOSTRI DISCHI, ED E' ANCORA CON NOI. IL NOME "MALIBRAN" E' QUELLO DI UNA CANTANTE DELL'800, CHE ESEGUIVA OPERE DEL NOSTRO VINCENZO BELLINI. HO PRESO IL NOME DA UN'INTERVISTA AD HUGO PRATT, L'AUTORE DI FUMETTI, CHE PARLAVA DEL CINEMA "MALIBRAN" DI VENEZIA, DOVE AVEVA AVUTO L'ISPIRAZIONE PER IL SUO PERSONAGGIO "CORTO MALTESE". MARIA MALIBRAN AVEVA VISSUTO A VENEZI. E MI PIACEVA IL SUONO DI QUEL NOME. DOPO UN PO' DI CONCERTI IN ZONA, ABBIAMO PARTECIPATO AD UN FESTIVAL VICINO ROMA, NEL 1989. UNO DEGLI ORGANIZZATORI AVEVA ANCHE UNA CASA DISCOGRAFICA, RIMASE MOLTO COLPITO DAL NOSTRO SHOW, E CI FECE REGISTRARE IL PRIMO DISCO, QUELLA STESSA ESTATE. E DA LI' SI COMINCIO' A FARE UN PO' PIU' SUL SERIO!
Cosa si respirava nell'aria dell'ambiente musicale belpassese di quegli anni?
 A BELPASSO SONO ESISTITI SEMPRE MOLTI GRUPPI. I PIU' VALIDI DI OGGI PER ME SONO GLI HYPERSONIC. COMUNQUE NOI NON ABBIAMO TANTO VISSUTO L'AMBIENTE BELPASSESE, PERCHE' GIA' IL PRIMO DISCO CI AVEVA PROIETTATI IN UNA DIMENSIONE NAZIONALE ED INTERNAZIONALE, CON RECENSIONI SU RIVISTE ITALIANE, ED ALTRE DAL GIAPPONE, E DA VARIE ALTRE PARTI DEL MONDO...ABBIAMO SUONATO SPESSO A BELPASSO, MA IL PAESE, IL COMUNE, NON CREDO ABBIANO FATTO PER VALORIZZRCI, SE POSSO DIRLO, VISTO TUTTO QUELLO CHE STAVA SUCCEDENDO COI NOSTRI DISCHI VENDUTI IN TUTTO IL MONDO, E I CONCERTI DI FRONTE A MIGLIAIA DI PERSONE. ABBIAMO SUONATO ANCHE NEGLI USA...AD OGNI MODO SOLO IO E MIO FRATELLO, IL BATTERISTA, ABITIAMO A BELPASSO. MA SIAMO BELPASSESI SOLO "DI ADOZIONE", DICIAMO COSI'. IO HO FATTO A BELPASSO LE SCUOLE MEDIE, ED E'E' LI' CHE HO UN PO' DI CARI AMICI, CHE NON SI SONO AFFATTO DIMENTICATI DI ME DURANTE I MIEI RECENTI, GRAVI PROBLEMI DI SALUTE: SONO VENUTI PIU' VOLTE A TROVARMI, PRIMA IN OSPEDALE, POI A CASA. PER I MEDICI IL FATTO CHE NE SIA USCITO VIVO E’ STATO UN MIRACOLO.
IN REALTA' IO E MIO FRATELLO SIAMO NATI IN LOMBARDIA. QUANDO IO AVEVO OTTO ANNI I MIEI, INSEGNANTI SICILIANI, HANNO OTTENUTO IL TRASFERIMENTO A BELPASSO. MA NOI NON SAPEVAMMO NEANCHE CHE ESISTESSE, QUESTA CITTADINA. ANCHE SE POI NE SIAMO DIVENUTI PARTE, NATURALMENTE. PERO' I PRIMI ANNI DI VITA SONO IMPORTANTI, E COSI' IO SONO RIMASTO UN PO' “A META'”. NON RICORDO COMUNQUE UNA VERA "SCENA MUSICALE BELPASSESE", QUANDO ABBIAMO COMINCIATO NOI. CREDO CI FOSSERO I "LEAKERS" DI TUO PADRE, ED IL GRUPPO DI NUCCIO CORALLO, CHE PORTA ANCORA AVANTI CON DIGNITA' LE SUE COSE. E ANCHE IL GRUPPO DELL'AMICO CHE OGGI PORTA IL NOME DI "JOE MARIANI". MA NOI FACEVAMO PARTE DELLA SCENA CATANESE, NON DI QUELLA BELPASSESE. ED ERA LI’ CHE QUALCOSA STAVA SUCCEDENDO, TRA FINE ANNI '80 E INIZIO ANNI '90. A PARTE NOI, CHE SUONIAMO PROG, UN GENERE PIU' "DI NICCHIA", C'ERANO I DE NOVO, DAI QUALI E’ POI VENUTO FUORI MARIO VENUTI. POI I BOPPIN’ KIDS, IL GRUPPO DAL QUALE E' USCITO BRANDO, ED I QUARTERED SHADOWS, DAI QUALI E' USCITO CESARE BASILE...
CARMEN CONSOLI VENIVA A VEDERCI SUONARE QUANDO AVEVA 16-17 ANNI, FINCHE' NON SIAMO DIVENTATI AMICI. IO ANDAVO ANCHE A CASA SUA, A SUONARE INSIEME, CON LE PIZZE, E A VEDERE I SUOI PRIMI CONCERTI, MENTRE LEI VENIVA A VEDERE I NOSTRI. ANCHE ESALTANDOSI, PUR NON ESSENDO AFFATTO UNA FAN DEL "PROGRESSIVE". MAGARI PERCHE' I MALIBRAN ERANO COMUNQUE MOLTO ROCK, E FACEVANO SUL SERIO SPETTACOLO SUL PALCO., DIVERTENDOSI. PER QUESTO, IN UN LIBRO SULLA PFM, CI HANNO PARAGONATO A LORO, DEFINENDOCI UN PO’ I LORO “EREDI”: LORO PER GLI ANNI ’70 E NOI PER I ’90. FORSE AVREMMO DOVUTO ESSERE ATTIVI A QUEI TEMPI. MA, SE DOPO IL PRIMO DISCO, CE NE HANNO FATTI FARE OTTO IN TUTTO, PIU' UN DVD, E CON ALTRI IN USCITA...VUOL DIRE CHE LA PROPOSTA E' PIACIUTA ANCHE IN ANNI PIU’ RECENTI: SENO', DAL PUNTO DI VISTA DELLA DISCOGRAFIA, SAREBBE FINITO TUTTO SUBITO! IN UN NEGOZIO DI GENOVA, CON IL NOSTRO PRIMO DISCO IN VETRINA, TUTTI CI CHIEDEVANO L’AUTOGRAFO. UN TIPO LO AVEVA GIA’ A CASA, MA NE COMPRO’ UN’ALTRA COPIA, PUR DI AVERLA AUTOGRAFATA DA NOI. UN ALTRO AVEVA IL PERSONAGGIO DELLA COPERTINA TATUATO SUL BRACCIO. STAVAMO ANDANDO AL FESTIVAL DI MONDOVI’, IN PROVINCIA DI CUNEO. ERA IL 1991. 
Come dicevi il vostro è un genere "di nicchia". Come mai avete deciso di suonare Prog? Vi ha mai creato problemi ai primi tempi la scelta di un genere decisamente anti-commerciale?
ERA LA MUSICA CHE ASCOLTAVAMO, CI E' VENUTO NATURALE SUONARE QUEL GENENE. MA NEANCHE SAPEVAMO CHE SI CHIAMAVA "ROCK PROGRESSIVO", DURANTE I PRIMI TEMPI. INSOMMA, NON E' STATA UNA SCELTA CONSAPEVOLE. IO E JERRY ABBIAMO SCOPERTO DI AVERE QUESTI GUSTI IN COMUNE, QUANDO CI SIAMO CONOSCIUTI, E DA LI' E' NATO TUTTO...MA IO ASCOLTO E SUONO ANCHE LED ZEPPELIN, DEEP PURPLE, BLACK SABBATH, FREE...INSOMMA, HARD ROCK BLUES ANNI '70...PERO' SE COMPONGO, PER ME O PER IL GRUPPO, MI VENGONO FUORI SEMPRE COSE COMUNQUE RICONDUCIBILI AL "PROGRESSIVE"...NON E’ UNA COSA STUDIATA A TAVOLINO, INSOMMA.
IL GENERE NON ERA E NON E’ “COMMERCIALE”, E' VERO. ALMENO PER GLI ALTRI, O PER MOLTI DI ESSI. MA QUESTO NON CI HA CREATO PROBLEMI, ALL'INIZIO, PERCHE' ERAVAMO ANCHE MOLTO ROCK, E FACEVAMO MOLTO SPETTACOLO SUL PALCO, COME DICEVO. IL PUBBLICO CI APPREZZAVA MOLTO, O ALMENO CI RISPETTAVA. ANCHE CHI NON AMAVA-O NON CAPIVA BENE-QUEL CHE FACEVAMO. IO RICORDO SOLO APPLAUSI E CONGRATULAZIONI, AD ESSERE SINCERO...ED IN TANTI CONTINUANO A SOSTENERE CHE AVREMMO MERITATO DI PIU’, AD UN CERTO PUNTO DELLA NOSTRA CARRIERA: UN FAN DAL MESSICO MI SCRIVEVA CHE PER LUI  NOI ERAVAMO AL LIVELLO DEI GENESIS, O COMUNQUE DEI GRANDI DEL PASSATO. MAGARI ESAGERAVA, MA ERANO IN TANTI A PENSARLO. UN ALTRO ESTIMATORE, DAL BRASILE, MI SCRIVEVA DI AVER COMPRATO 7 COPIE DEL NOSTRO PRIMO DISCO, IN VINILE, PERCHE’ MAN MANO LE ROVINAVA TUTTE A FURIA DI ASCOLTARLO! SEMPRE IN MESSICO UN MIO AMICO SI E’ VISTO PROPORRE IL NOSTRO DISCO D’ESORDIO. UN FAN DAGLI USA MI SCRIVEVA DI ESSERE RIMASTO TUTTO IL GIORN0 CON IL SORRISO STAMPATO IN FACCIA, SOLO PERCHE’ AVEVO RISPOSTO IO PERSONALMENTE AD UNA SUA MAIL: NON SE LO ASPETTAVA! UN ALTRO, DAL GIAPPONE, MI DICEVA DI AVER APPENA VISTO UN DISCO NOSTRO (CHE GIA’ AVEVA) IN UN NEGOZIO DI TOKYO. IN AMERICA ABBIAMO VENDUTO TUTTI I CD CHE AVEVAMO CON NOI, MENTRE SUONAVAMO. LI’ ABBIAMO CHIACCHIERATO CON LEONARDO PAVCOVICK, SEDUTI SULL’ERBA, MENTRE SUONAVANO GLI ALTRI GRUPPI, DI GIORNO. LUI DUE ANNI DOPO AVREBBE PORTATO LA PFM IN GIAPPONE, PER RELATIVO CD E DVD: ALLA FINE DEL CONCERTO SI PUO’ SENTIRE DI CIOCCIO CHE LO RINGRAZIA AL MICROFONO. ALL’INIZIO DEL CD LA PFM SUONA UN PEZZO CON LA VOCE DI PETER HAMMILL, PRIMA CHE QUESTI RICOSTITUISSE I VAN DER GRAAF. IO QUESTI ULTIMI LI HO VISTI DUE VOLTE. I JETHRO TULL OTTO VOLTE! ALLA CONVENTION DI NOVI LIGURE 2006, DEDICATA A LORO, HO SUONATO PRIMA DI IAN ANDERSON E DEGLI EX TULL CLIVE BUNKER E GLENN CORNICK.
CON QUEST’ULTIMO HO PARLATO UN PO’: UNA COSA IMPENSABILE, RIPENSANDO A QUANDO ASCOLTAVO IN CUFFIA IL SUO LAVORO INCREDIBILE SU “BENEFIT”, DEL 1970. E’ SUO ANCHE IL BASSO SULLA FAMOSISSIMA “BOUREE”, ASSOLO COMPRESO. IN DIFFUSIONE A NOVI LIGURE SI ASCOLTAVA LA NOSTRA VERSIONE DI QUESTO PEZZO, CHE ANCHE IAN ANDERSON HA ASCOLTATO, ESSENDO STATA MESSA IN APERTURA DEL CD ITALIANO DI TRIBUTO AI JETHRO TULL, CHE LUI HA APPREZZATO. CI SUONANO ANCHE BUNKER, CORNICK E JOHN EVAN. DIREI QUINDI CHE LE NOSTRE PICCOLE SODDISFAZIONI LE ABBIAMO AVUTE.
ECCO QUANTO MI HANNO APPENA SCRITTO SU FACEBOOK, PROPRIO MENTRE TI RISPONDO, GIUSTO PER DARTI UN' IDEA DELLA STIMA CHE ANCORA E’ RIVOLTA AI MALIBRAN:
 "Non solo l'orgoglio del progressive etneo, ma anche una band che ha scritto a lettere di fuoco la storia italiana di questo augusto genere musicale. Onore al nostro amico Giuseppe Scaravilli. Mi piacerebbe che gli amici che amano il Prog si rendessero conto lucidamente della grande lezione di classe artistica che è provenuta da voi. Vi considero una delle migliori band di new-progressive a livello europeo. Un abbraccio e molti auguri per il futuro. Non ho dubbi, carissimo, che la vostra musica sarà considerata come una pietra miliare del neo-progressive italiano, e non solo. Chiunque ami questo genere musicale, come me, o ne scriva, come me, non può non apprezzarvi. Non dubito che saprai fornirci ancora prove del tuo invidiabile talento”.
AD OGNI MODO IL ROCK PROGRESSIVO E’ ANCORA MOLTO AMATO. ALTRIMENTI NON SI SPIEGHEREBBE L'ESISTENZA DI TANTI GRUPPI E DI TANTI APPASSIONATI IN TUTTO IL MONDO. ANCHE SE GLI ANNI '70 SONO STATI CERTAMENTE I MIGLIORI PER IL PROG, IN MOLTI HANNO SENTENZIATO A SUO TEMPO CHE SI TRATTASSE DI UN GENERE ORMAI DATATO, RELEGATO A QUEGLI ANNI. MA ALLORA PERCHE' PER IL BLUES, IL JAZZ O IL REGGAE NON E' COSI'? SONO GENERI MUSICALI NATI ANCORA PRIMA DEL FENOMENO "PROGRESSIVE". E VANNO AVANTI ANCORA OGGI. GIUSTAMENTE. I MALIBRAN SONO DEFINITI COME PARTE DEL "NEO PROG" ITALIANO, MA E' SEMPRE QUEL MODO DI FARE MUSICA, CON TUTTE LE SUE DIVERSE SFACCETTATURE. NEL '77 E DINTORNI TUTTI I CRITICI, PRESI DALLA NOVITA' DEL PUNK, STABILIRONO CHE I GRANDI GRUPPI COME GENESIS, PINK FLOYD O LED ZEPPELIN ERANO FINITI. MA ERANO QUESTI I GRUPPI CHE RIEMPIVANO GLI STADI, E CHE VENDEVANO DISCHI A TONNELLATE. NON I SEX PISTOLS. ORA QUESTI "CRITICI" STANNO CERCANDO UN POSTO DOVE ANDARE A NASCONDERSI. MENTRE QUEI GRANDI NOMI, TIPO I PINK FLOYD, CHE BISTRATTAVANO TANTO, SONO DIVENTATI LA MUSICA "CLASSICA" DEL '900!
Tra l'altro proprio il rock progressivo italiano è riconosciuto e stimato in tutto il mondo come una delle scene musicali più significative di sempre. Quali band italiane consiglieresti a chi si vuole accostare per la prima volta al genere? Quali sono quelle che più ti hanno influenzato?
 E' VERO. L'UNICO GRUPPO ROCK ITALIANO AD AVER AVUTO SUCCESSO ALL'ESTERO, E NEGLI USA, E' STATA LA PFM: ED ERA UN GRUPPO PROGRESSIVE. POI MAI PIU' NESSUNO, SE NON CANTANTI (NON GRUPPI). A ME PIACCIONO APPUNTO PFM, BANCO DEL MUTUO SOCCORSO (ABBIAMO SUONATO E CENATO CON LORO A BELPASSO NEL '99), LE ORME, IL BIGLIETTO PER L'INFERNO, LA LOCANDA DELLE FATE...ABBIAMO SUONATO ANCHE CON GLI OSANNA, MA DI LORO MI PIACE SOLO QUALCOSA...IMMAGINO CHE UN PO' TUTTI CI ABBIANO INFLUENZATO. ALMENO UN PO'. MA LA MUSICA DEI MALIBRAN SUONA COMUNQUE COME LA MUSICA DEI MALIBRAN, SECONDO ME. IO ASCOLTO DI PIU' IL PROG INGLESE, TIPO GENESIS, KING CRIMSON E VAN DER GRAAF GENERATOR.  
HO CONOSCIUTO ANCHE LE ORME E LINO VAIRETTI, DI OSANNA E CITTA’ FRONTALE. CON OSANNA E BALLETTO DI BRONZO ABBIAMO SUONATO INSIEME, MA NON SIAMO STATI INFLUENZATI DALLA LORO MUSICA. UN PEZZO DEL BIGLIETTO PER L'INFERNO, PIUTTOSTO, HA ISPIRATO UN PO' LA NOSTRA "NUOVO REGNO", DAL TERZO DISCO. MA SOLO PER I TESTI, NON PER LA MUSICA.
 RIGUARDO ANCORA AGLI OSANNA, HO PARLATO A LUNGO ANCHE CON IL LORO LEADER, DI ALLORA E DI OGGI, QUANDO ABBIAMO SUONATO INSIEME NEL 1994: LORO HANNO SUONATO COI GENESIS NEL 1972 IN ITALIA, E NON E' ESCLUSO CHE PETER GABRIEL SI SIA ISPIRATO AL LORO MODO DI TRUCCARSI IN SCENA, PER FARE LO STESSO POCHI MESI DOPO. ESISTONO LE FOTO CHE VAIRETTI HA SCATTATO A GABRIEL NEL ’72 SULLA SPIAGGIA DI VIAREGGIO. PETER ERA CON LA MOGLIE, ED ERA IL LORO PRIMO ANNO IN TOUR NEL NOSTRO PAESE. COME GENTLE GIANT E VAN DER GRAAF, ANCHE I GENESIS EBBERO SUCCESSO PRIMA DA NOI CHE IN PATRIA, IN INGHILTERRA, DOVE ERANO ANCORA POCO CONSIDERATI. CREDO COMUNQUE CHE NEL NOSTRO DNA CI SIANO DI PIU’ I GRUPPI PROG INGLESI DEGLI ANNI ’70. ANCHE SE QUELLI ITALIANI, COME BANCO, PFM E ORME, NON ERANO AFFATTO INFERIORI, COME HA SEMPRE DETTO DAVID JACKSON DEI VAN DER GRAAF GENERATOR.
E’ STATO NEL 2006 IN PUGLIA, AL FESTIVAL DI ANDRIA, CHE ABBIAMO SUONATO SUBITO PRIMA DEL BALLETTO DI BRONZO, ANCHE LORO UN MITO DEL PROG ITALIANO ANNI '70. MI PIACEVA IL LORO NOME, DECENNI FA, PRIMA ANCORA DI CONOSCERLI! MA NON MI FANNO IMPAZZIRE, AD ESSERE SINCERO: QUESTIONE DI GUSTI. GIANNI LEONE ERA COMUNQUE UN PERSONAGGIO, PRATICAMENTE SENZA ETA’.
RIMANENDO IN TEMA DI PROG ITALIANO UN PO' "OSCURO", COME IL BALLETTO, IO PREFERIVO I METAMORFOSI, CHE AD ANDRIA SUONAVANO IL GIORNO PRIMA DI NOI. E IL GIORNO DOPO CI SAREBBE STATO IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO.
A PROPOSITO DEL BIGLIETTO PER L'INFERNO, E' SURREALE, MA IL LORO CANTANTE-FLAUTISTA, CLAUDIO CANALI, CHE SUL PALCO ERA UN PAZZO, E' POI DIVENTATO UN SERENO FRATE CON LA BARBA BIANCA.SEMPRE RIGUARDO A CLAUDIO CANALI, C'E' UN ANEDDOTO DIVERTENTE: LUI SI ERA ADDORMENTATO IN MACCHINA, MENTRE GUIDAVA UN ALTRO DEL GRUPPO. QUANDO SI E' SVEGLIATO, E HA VISTO CHE L'ALTRO STAVA TRANQUILLAMENTE DORMENDO AL VOLANTE, SI E' SPAVENTATO A MORTE E HA COMINCIATO A SCUOTERLO, URLANDOGLI DI SVEGLIARSI: NON SI ERA ACCORTO CHE ERANO IN MACCHINA, MA DEPOSITATI SU UN CARRO ATTREZZI CHE LI AVEVA PRELEVATI PER QUALCHE GUASTO CHE AVEVANO AVUTO PER STRADA!
 MI PIACEVANO ANCHE LA LOCANDA DELLE FATE, GLI AREA, QUELLA VECCHIA LOCANDA. DEI PIEROT LUNAIRE CONOSCO ARTURO STALTERI, CHE OGGI TRASMETTE MUSICA CLASSICA ALLA RADIO, SU RAI 3. MA AMA ANCORA IL PROGRESSIVE, I JETHRO TULL, HA VISTO I VAN DER GRAAF NEI PRIMI ANNI ’70. E MI HA DETTO DI RECENTE CHE GLI PIACCIONO ANCHE I MALIBRAN. DEL MUSEO ROSENBACH UNA VOLTA, NEL1997, ABBIAMO ANCHE SUONATO L'INIZIO DEL LORO "ZARATUSTRA", CON UNA FORMAZIONE RIDOTTA: LA PRIMA VOLTA IN CUI HO SUONATO IL BASSO DAL VIVO (INVECE CHE LA CHITARRA). CERTO, UN TEMPO NON AVREI MAI PENSATO DI SUONARE CON ALCUNI DI QUESTI GRUPPI...E CON IL NOME "MALIBRAN" SCRITTO GRANDE QUANTO IL LORO SUI MANIFESTI. O DI AVERE FRANCESCO DI GIACOMO E VITTORIO NOCENZI DEL BANCO IN MACCHINA, E VEDERE QUEST’ULTIMO,  TASTIERISTA GRANDIOSO, GODERE DIETRO AL PALCO MENTRE NOI SUONAVAMO LA SEZIONE FINALE DI “ON THE LIGHTWAVES”… PER POI ANDARE A CENARE INSIEME..
Parliamo del vostro grande ritorno di venerdì 24 gennaio all'Eight Horses: innanzitutto, è da rimarcare l'assenza dello storico bassista Angelo Messina. Qualche giorno prima del concerto avevi reso noto sul tuo profilo Facebook che Messina non avrebbe preso parte alla reunion dei Malibran, e che anzi ha minacciato di ricorrere alle vie legali per via dell'utilizzo del nome "Malibran". Ci racconti precisamente cosa è successo?
ANGELO SI E' SEMPRE IMPEGNATO PER IL GRUPPO, PER LE PROVE, ED HA FATTO PARTE DELLA PARTE MIGLIORE DELLA NOSTRA CARRIERA. PERO', SENZA SUA COLPA, NON ASCOLTA PROG...IO, ALESSIO E JERRY CI SIAMO SEMPRE TROVATI MEGLIO FRA NOI. ORA LUI NON VUOLE CHE SI USI IL NOME MALIBRAN, MA NATURALMENTE QUESTA E' UNA FOLLIA, PERCHE' L'IDEA DEL NOME E’ MIA. E SOPRATTUTTO, SONO IO QUELLO CHE HA FATTO FARE AI MALIBRAN TUTTO QUELLO CHE HANNO FATTO, SEMPLICEMENTE: OGNI PROVA, DISCO, BOOKLET, CONCERTO...PER NON PARLARE DELLE LOCANDINE ATTACCATE IN GIRO PER 20 ANNI, E DI TUTTO QUELLO CHE C'E SU DI NOI SUL WEB, IL PROFILO FB, YOU TUBE...LE APPARIZIONI RADIO E TV...E ANCHE TUTTO IL LAVORO CHE HO FATTO PER TUTTO QUELLO CHE POI NON E' ANDATO IN PORTO!
LUI ARRANGIAVA LE SUE PARTI DI BASSO, ED HA FATTO UN BUON LAVORO. MA NON HA COMPOSTO I PEZZI. ERO IO A SPIEGARGLI GLI ACCORDI. O GLI "OBBLIGATI", NOTA PER NOTA. QUINDI ORA DOVREBBE RINGRAZIARMI, E NON MINACCIARE “AZIONI LEGALI”. NEANCHE FOSSIMO I PINK FLOYD, CON ROGER WATERS CONTRO GLI ALTRI. INOLTRE E' STATA UNA SCELTA OBBLIGATA. AL MOMENTO SONO SULLA SEDIA A ROTELLE, ANCHE SE STO LAVORANDO PER NON RIMANERCI. SONO STATO UN MESE IN COMA E UN ANNO IN OSPEDALE. ANCHE LE MIE MANI ERANO BLOCCATE. POI SONO RIUSCITO A RIPRENDERE A SUONARE, ED ESSENDO ANCHE BASSISTA, SONO PASSATO DALLA CHITARRA AL BASSO, PERCHE’ CON IL GRUPPO MI VENIVA PIU’ FACILE SUONARE QUESTO STRUMENTO. MA ERA SOLO TERAPIA FISICA E MORALE, NON PENSAVAMO DI RICOMINCIARE DAVVERO. I MALIBRAN VERI E PROPRI AVEVANO CHIUSO GIA' 2 ANNI PRIMA CHE IO STESSI MALE, ANCHE SE ANGELO NON SE NE E’ RESO CONTO. E POI ORA SIAMO I “MALIBRAN ENSAMBLE”, NON I MALIBRAN. UNA SEMPLICE PAROLA CAMBIA TUTTO. NELLE SUE COSE SOLISTE NON FA PROG. ED E' ANCHE PIU' BRAVO CHE CON NOI. I DISCHI E I 20 ANNI PASSATI INSIEME IN OGNI CASO NON LI TOCCA NESSUNO, E SONO DOCUMENTATI SU DISCHI E FILMATI, PRESENTI ANCHE SU YOU TUBE.
Quest'evento negativo non ha comunque scalfito la vostra prestazione nella serata della reunion, da cui hai annunciato che verrà pubblicato un live album. A cosa è dovuta questa scelta?
IN REALTA’ IO NON HO MAI ANNUNCIATO QUESTA PUBBLICAZIONE: E' SOLO UN CD PER ME E PER IL NOSTRO BLOG: BASTA CERCARE MALIBRAN BLOG, APPUNTO. ALTRI CD LIVE (E IL DVD) LI ABBIAMO GIA’ FATTI, UFFICIALMENTE. MA PER CHI VORRA', SU YOU TUBE, CERCANDO "MALIBRAN 2014" SI POSSONO ASCOLTARE 4 BRANI DI QUEL CONCERTO. LO SI PUO’ ANCHE SCARICARE PER INTERO DAL BLOG “GENESISMARILLION”. ADESSO NON MI E’ PIU’ POSSIBILE, INVECE, AGGIORNARE IL SITO UFFICIALE.
QUELLA CHE DOVREBBE USCIRE QUEST'ANNO, INTANTO, E' LA RISTAMPA DEL NOSTRO SECONDO DISCO, "LE PORTE DEL SILENZIO", CON UN MISSAGGIO DIVERSO E ALCUNI BRANI LIVE IN PIU'.SPERO CHE ANCHE "STRANIERO", UNA CORPOSA RACCOLTA DI INEDITI, RARITA' E COVER, DAL 2001 AL 2011, VENGA PUBBLICATA: HO SPEDITO QUESTO CD A 2 ETICHETTE DEL NORD ITALIA CHE CI APPREZZANO MOLTO, E MAGARI PRESTO O TARDI USCIRA’.
IL CONCERTO AL PUB IN EFFETTI E' STATO UN SUCCESSONE: ERA STRAPIENO, NONOSTANTE IL TEMPO BRUTTO, E SIAMO STATI MOLTO APPREZZATI. IN TANTI VOLEVANO RIVEDERE SIA IL GRUPPO CHE IL SOTTOSCRITTO, DOPO ANNI. REPLICHEREMO COMUNQUE NELLO STESSO LOCALE IL 4 APRILE ED IL 9 LUGLIO.
 PROPRIO QUELLA SERA AL PUB MI HANNO DETTO CHE AVEVAMO LO STESSO SUONO DI PRIMA. ANCHE SE NON CI SONO PIU' LA MIA VOCE, LA MIA CHITARRA ED IL MIO FLAUTO. IN COMPENSO, PERO’, ABBIAMO DI NUOVO LE TASTIERE. HO DOVUTO ARRANGIARE I BRANI IN MODO CHE FUNZIONAASSERO COMUNQUE, ANCHE IN VERSIONE PIU’ BREVE, E SOLO STRUMENTALE. EBBENE, ALCUNI PEZZI SONO RISULTATI ANCHE PIU’ EFFICACI DI PRIMA!
PER QUANTO MI RIGUARDA, SONO ANCORA SCOSSO PER LA IMPROVVISA SCOMPARSA DI FRANCESCO DI GIACOMO DEL BANCO. NEL 1999 HO ORGANIZZATO IL CONCERTO DEI MALIBRAN A BELPASSO, INSIEME A LORO: IL PIU' FAMOSO GRUPPO PROGRESSIVE ANNI '70, INSIEME ALLA PFM. AVREMMO DOVUTO SUONARE SOLO NOI, IN PIAZZA, AVENDO PIU' TEMPO. E PRENDENDO ANCHE PIU' SOLDI. MA HO AVUTO QUESTA POSSIBILITA', DI SUONARE PRIMA DI UN GROSSO NOME, E HO SCELTO SUBITO IL BANCO DEL MUTUO SOCCORSO. ANCHE PERCHE’ AVEVO GIA’ DEI CONTATTI, ED IL GENERE MUSICALE ERA LO STESSO.
IO LI ASCOLTAVO FIN DALL'ADOLESCENZA. E MI SONO RITROVATO AD ANDARE A PRENDERLI ALL'AEREOPORTO, A PORTARLI IN ALBERGO...A PARLARE CON FRANCESCO E VITTORIO. PERSONE DAVVERO SPECIALI, NON SOLO GRANDI ARTISTI. E ASSOLUTAMENTE “ALLA MANO”, COME SI DICE.  
NEL 1991 FU PROPRIO FRANCESCO A DIRMI CHE MARIA MALIBRAN, LA CANTANTE LIRICA DEL 1800, DALLA QUALE ABBIAMO PRESO IL NOME, ERA MORTA CADENDO DA CAVALLO. E AVEVA AGGIUNTO, IRONICO COME SEMPRE, IN ROMANESCO "AH, SE ALLORA CE FOSSERO STATI I TAXI...".
HO PARLATO CON LUI ANCHE NEL 2006, PRIMA DI UN LORO CONCERTO IN CALABRIA. E GLI HO CONSEGNATO UNA MIA VERSIONE DEL LORO BRANO “CANTO DI PRIMAVERA”, DEL 1979.A BELPASSO L'HO PORTATO ALL'EX CLUB 84, PERCHE' VOLEVA PRENDERE DEI DOLCI TIPICI...
E INTANTO MI RACCONTAVA DI AVER CONOSCIUTO UN "CERTO" RICHIE BLACKMORE IN UN LOCALE, IN GERMANIA. ERANO LI' ENTRAMBI A SUONARE, PRIMA ANCORA DELLA FORMAZIONE DEI DEEP PURPLE E DEL BANCO. HO VISTO CHE TRASCINAVA UN PO’ UN PIEDE, COSA CHE SUL PALCO NON SI NOTAVA.
MI DICEVA DI SUO SUOCERO, CHE NON CREDEVA POTESSE VIVERE DI MUSICA. ANCHE DOPO I PRIMI LORO DUE DISCHI, CHE OGGI SONO LEGGENDA, ANCORA GLI CHIEDEVA: "SI, VABBE', CANTI, MA DI MESTIERE, DAVVERO, CHE FAI?"
NEL 1997 AVEVO PARLATO DI PIU' CON RODOLFO MALTESE, IL LORO CHITARRISTA, QUANDO ERANO VENUTI A SUONARE ALLE CIMINIERE DI CATANIA. HO RICEVUTO ANCHE DEI SUOI AUGURI DI NATALE VIA SMS. PRIMA DEL CONCERTO MI HA DETTO CHE AVEVANO SUONATO PROPRIO AL TEATRO “MALIBRAN” DI VENEZIA. E SI E’ SORPRESO UN PO’ QUANDO GLI HO RISPOSTO CHE ERA STATO NEL 1975. DUE ANNI DOPO, ALL’AEREOPORTO, MI HA RICONOSCIUTO SUBITO, FACENDO UN BEL SORRISO. E’ CON IL BANCO DAL 1973.
NEL 2010 LORO HANNO OSPITATO JOHN WETTON (EX KING CRIMSON) AL PROG EXHIBITION DI ROMA. CON LUI HANNO FATTO "STARLESS" DEI CRIMSON, E "NON MI ROMPETE", DEL BANCO STESSO.
PER QUEST'ULTIMO PEZZO, CHE ERA SEMPRE L'ULTIMO BIS, A BELPASSO RODOLFO MALTESE AVEVA DIMENTICATO IL CAPOTASTO DELLA CHITARRA...ED E' STATO IL NOSTRO JERRY A PRESTARGLI IL SUO! MENTRE IO HO SUONATO LA CHITARRA PROPRIO CON L'AMPLIFICATORE DI RODOLFO, IN QUELLA OCCASIONE. POI SIAMO ANDATI TUTTI PROPRIO ALL’EIGHT HORSES, PER MANGIARE QUALCOSA.
NEL 2004 AVREMMO DOVUTO SUONARE COI FIABA ANCHE PRIMA DELLA PFM, A CATANIA, ALLA VILLA BELLINI. MA PROPRIO QUELLA DATA SALTO'. ABBIAMO PARLATO DI SUONARE INSIEME ALTRE VOLTE, CON FRANZ DI CIOCCIO E IAIA DE CAPITANI, CHE SI OCCUPA DELLA PFM...MA LA COSA NON SI E' POTUTA FARE.
 All'Eight Horses vi siete presentati con una formazione un po' diversa dal solito, con te al basso, un nuovo tastierista e con un assetto strumentale data la mancanza di un vocalist. Continuerete con questa formazione anche nelle prossime date? Cosa puoi annunciare dell'immediato futuro dei Malibran ensemble?
 I CAMBIAMENTI NELLA FORMAZIONE SONO DOVUTI AD EVENTI IMPREVISTI, PERCHE’ SONO STATO MOLTO MALE, COME DETTO. E QUANDO MI SONO RIPRESO, MI ERA PIU’ FACILE SUONARE IL BASSO CHE LA CHITARRA. NIENTE VOCE E FLAUTO, PURTROPPO. ALMENO PER IL MOMENTO.
DUNQUE HO SCELTO E RI-ARRANGIATO I PEZZI PROPRIO PER VENIRE INCONTRO ALLE MIE ESIGENZE E ALLE MIE POSSIBILITA’ ATTUALI, AI MIEI LIMITI, RISPETTO A DUE ANNI FA. MA ANCHE IN MODO CHE VENISSE FUORI UNA SCALETTA PIACEVOLE, SEMPRE CON IL "SOUND" CARATTERISTICO DEI MALIBRAN. BISOGNAVA RIEMPIRE GLI SPAZI, SPECIE DURANTE GLI "ASSOLO" DI JERRY, PERCHE' MANCAVA LA MIA CHITARRA: E COSI' ABBIAMO INSERITO UN TASTIERISTA. NON BENNY, CHE E' STATO CON NOI DAL 1988 AL 2001, MA ALBERTO, FRATELLO DI JERRY: COSI' OGGI SIAMO DUE COPPIE DI FRATELLI!
PROGETTI PER IL MOMENTO NON MI SENTO DI FARNE. CONTO DI RIMETTERMI IN PIEDI, PRIMA O POI, E PER QUESTO FACCIO RIABILITAZIONE IN PALESTRA. MA SUONARE SOLO PEZZZI STRUMENTALI MI PIACE. FINCHE' NON SARO' PIU' AUTONOMO, FAREMO SOLO CONCERTI SPORADICI NEI PUB DELLA ZONA. DEL RESTO, IN 25 ANNI, ABBIAMO “GIA' DATO”. E CI SIAMO PRESI LE NOSTRE SODDISFAZIONI. PER MOLTI SIAMO TRA I GRUPPI PIU' IMPORTANTI DEL PROG ITALIANO, E NON SOLO: DAVVERO, NON AVREI POTUTO CHIEDERE DI PIU', QUANDO ABBAMO COMINCIATO!
"C'è un tema ricorrente nei testi dei Malibran? A cosa ti sei ispirato, nel corso degli anni, per comporli?"  
UN TEMA RICORRENTE VERO E PROPRIO NON CREDO CI SIA, NELLA NOSTRA PRODUZIONE IN GENERALE. MA C'E', A VOLTE, IN SINGOLI DISCHI. COSI', IN "THE WOOD OF TALES", LA FORESTA DELLE FIABE, PARLO DI QUESTO ALBERO CHE SI TRASFORMA IN UOMO: HA UN' INCONTRO CON UNA FIGURA FEMMINILE INCANTATA, MA QUANDO LA SFIORA, LEI SCOMPARE E LUI TORNA ALBERO. QUESTO E' IL MOMENTO RITRATTO IN COPERTINA, COI PIEDI DEL PERSONAGGIO CHE GIA' SI TRASFORMANO IN RADICI. E' UN PO' UN "CONCEPT ALBUM", SE VOGLIAMO, DOVE I TESTI DI TUTTI I BRANI SONO LEGATI DA QUESTA STORIA.
INVECE SU "OLTRE L'IGNOTO" PARLO DI VIAGGI PER MARE, DI VASCELLI CHE PARTONO VERSO TERRE SCONOSCIUTE E LONTANE...NATURALMENTE SI TRATTA DI UNA METAFORA, DELLA VOGLIA DI FUGA CHE E' PRESENTE IN TUTTI NOI: FUGGIRE DAL QUOTIDIANO, DALLE ABITUDINI, DALLA PROPRIA TERRA, IN CERCA DI QUALCOSA DI NUOVO. OPPURE DALLE PROPRIE RESPONSABILITA', DALLA NOIA, DA QUALCUNO O QUALCOSA CHE SI VORREBBE...O DA SE STESSI, MAGARI. ASPETTATIVA SOLITAMENTE VELLEITARIA, PERCHE', OVUNQUE SI VADA, CI SI PORTA TUTTO CON SE', DENTRO.
LA SUITE "LE PORTE DEL SILENZIO" ERA INVECE UN VIAGGIO PIU' INTROSPETTIVO. PROBABILMENTE DENTRO ME STESSO. PER LO MENO, IN RIFERIMENTO A QUELLO CHE ERO A QUEI TEMPI, OLTRE 20 ANNI FA. ANCHE SE NON CREDO DI ESSERE CAMBIATO MOLTO...LA SCARSA CAPACITA’ DI MANIFESTARE EMOZIONI, IL TENERSI TUTTO DENTRO: PORTE DEL SILENZIO DA ABBATTERE, ALLA FINE.  
SU "LA CITTA' SUL LAGO" C'E' INVECE QUALCHE RIFERIMENTO ALLA VICENDA DEL RE DETRONIZZATO CHE HO DISEGNATO IN COPERTINA...MA IN QUESTI DISCO HO CREATO SOPRATTUTTO DEI RIMANDI MUSICALI, DEI FRAMMENTI CHE SI RIPETONO VOLUTAMENTE IN PIU' BRANI...FINO ALL'ULTIMO PEZZO, CHE SI INTITOLA, APPUNTO, "RICHIAMI".
IL TEMA RICORRENTE, NEL CASO DEI MIEI TESTI, MAGARI E' SOPRATTUTTO IL FATTO CHE, TENDENZIALMENTE, NON SONO INCLINE A SCRIVERE COSE DEL TIPO "BABE, I LOVE YOU"... DEL RESTO ANCHE LE PAROLE DEVONO ADATTARSI AL GENERE DI MUSICA CHE SI FA...IN OGNI CASO, SONO SEMPRE STATO PIU' INTERESSATO AGLI ARRANGIAMENTI STRUMENTALI, CHE ALLE "LIRICHE"...ANCHE SE QUALCOSA DI BUONO E' VENUTO FUORI, CREDO. SOPRATTUTTO IN BRANI COME “L’INCONTRO”,  "NUOVO REGNO", NELLA STESSA SUITE “LE PORTE DEL SILENZIO”, E IN ALCUNE COSE DI "TRASPARENZE", CHE E' UN LAVORO CHE MI RIGUARDA PIU' DA VICINO...
IN VERITA', ESSENDO PIU' INTERESSATO ALLE PARTI STRUMENTALI, SUI PRIMI DISCHI HO CANTATO QUASI SOLO PER “LEVARMI IL PENSIERO”: OGGI CREDO CHE AVREI POTUTO FARE DI MEGLIO, IN VERITA'. IN QUELLI PIU' RECENTI, ESSENDOMI RESO CONTO CHE L'ASCOLTATORE SEGUE PER PRIMA COSA LA VOCE, L'HO CURATA DI PIU'. L'HO DOPPIATA CANTANDO DUE VOLTE LA STESSA LINEA MELODICA, PER RENDERLA PIU' DENSA E FORTE... AGGIUNGENDO ANCHE LE CONTROVOCI, E STANDO ANCHE PIU' ATTENTO ALL'INTONAZIONE. DAL 1992 NON SCRIVO PIU’ TESTI IN INGLESE. CE NE SONO ALCUNI ANCHE SU “LA CITTA’ SUL LAGO, IL TERZO DISCO: MA SI TRATTAVA DI BRANI RISALENTI APPUNTO A QUELL’ANNO, ANCHE SE PUBBLICATI SOLO NEL 1998.
MA MI HA SEMPRE INTRIGATO DI PIU' SOVRAPPORRE GLI STRUMENTI, REGISTRARE PIU' CHITARRE, ACUSTICHE ED ELETTRICHE, SUI CANALI DESTRO E SINISTRO...CREANDO COME UN SOUND DA 12 CORDE...E LO STESSO CON IL FLAUTO, INCIDENDONE PIU' DI UNO, COI CONTROCANTI...COME FOSSE UN'ORCHESTRINA DI FIATI.TUTTO QUESTO SOPRATTUTTO SU "TRASPARENZE", DOVE HO FATTO LO STESSO CON LE VOCI...E HO SUONATO ANCHE BASSO E TASTIERE...MA QUELLO, COME SI SA, ERA PIU' UN MIO DISCO SOLISTA, CON L'AIUTO DI VALIDI MUSICISTI, INTERNI OD ESTERNI AL GRUPPO...
La domanda di chiusura è: "Ringraziamo Giuseppe per la grande disponibilità, e concludiamo con un saluto e un messaggio ai giovani musicisti belpassesi: qual è il consiglio che daresti a chi sogna di affermarsi con i propri brani ed uscire dalla cerchia ristretta della provincia?"
IN VERITA' NON MI SENTIREI DI DARE CONSIGLI: NON SONO DIVENTATO UN MUSICISTA RICCO E FAMOSO. COERENTE SI, PERO': DUNQUE, POSSO CONSIGLIARE DI FARE MUSICA PROPRIA, E NON SOLO COVER. LE HO FATTE ANCHE IO, E MI SONO DIVERTITO. MA SE CI SI LIMITA A QUESTO SOLTANTO, ANCHE SE LO SI FA BENE, ALLA FINE NON SI LASCIA NIENTE DIETRO DI SE': A RIMANERE POI SARA' SEMPRE E SOLO L'ORIGINALE. POSSO DARE UNO STIMOLO A SUONARE CIO' CHE PIACE DAVVERO, PRIMA DI TUTTO PER  SE STESSI, E NON PER GLI ALTRI. SE SI SEGUE UNA STRADA IN CONTROTENDENZA, ANCHE SE I GUSTI DEI PIU' VANNO (O SONO GUIDATI) DA UN'ALTRA PARTE, RIMARRA' COMUNQUE UNA GRANDE SODDISFAZIONE.E QUESTO NELLA MUSICA COME NELLA VITA. GRAZIE MILLE PER L'ATTENZIONE RIVOLTA AL SOTTOSCRITTO E ALLA BAND!
intervista per il blog "Sciara", 2014


4 stars Back in 1987, the Sicilian band MALIBRAN was born. In the beginning, the Catania natives took off particularly far from the progressive rock tendencies, where a very metal-sound orientation predominated all over their compositions and arrangements. It wasn't until 1989 and during a Prog Festival organized in Rome, when MALIBRAN finally started to set off among the prog world along huge bands of the size of LEVIATHAN, EDITH and NOTTURNO CONCERTANTE. After this mega-show and judging by the response of the fans to the band, they finally produced their first album which was released in 1990 on the Pegaso Records label. Later on, the now seventies-oriented style band released the incredible masterpiece presented as "the best Italian album since 1977", "Le Porte del Silenzio", where MALIBRAN conquered their place among the best three Italian bands of the 90's with FINISTERRE and NUOVA ERA.

Out of curiosity, is how I discovered MALIBRAN. "The Wood of Tales" is an overlooked album, that could easily be measured up to the instrumentation quality and strong composition of "Le Porte del Silenzio", but due the fact it is indeed the band's debut album, it lacks of a deserved recognition and fully acceptance. In that context, is why I firstly wanted to upload my review on "Le Porte del Silenzio", to create a wider panorama where comparisons could be included and counterpoints could be dissipated. It was useful as well because it grew higher expectations on the fans, and in that order, I hoped most of the now MALIBRAN fans could feel the proximity of discovering a brand new band for them.
"The Wood of Tales" is a sea full of complexities and simplicities. Why? Because it's got it all, so you can continuously question yourself why of the surprising displays of geniality on unpredictable conversations between an intrepid flute and a ruthless guitar that sounds off almost disturbing. The opening song of this album named after the band, contains the precise amount of eerie ingredients to avoid you from leaving your seat, warming you up for what's to come (at this point, I must say Giuseppe SCARAVILLI sings spectacularly clear in English. That's a plus for any foreign band which is constantly struggling to remain universal).

Giancarlo CUTULI and Benny TORRISI take away exceptionally the self-titled piece for almost nine minutes, being inspirationally interrupted by Jerry LITRICO's astonishing guitar managing and neat drum performing by Alessio SCARAVALLI. This instrumental suite is beautifully executed from beginning to end, proving that they could be catalogued among the Italian greatest musicians. When moving on to "Sarabanda", you and your ears can realize musical purity comes in a MALIBRAN shape, here you will be able to contemplate the difficulty of playing an acoustic guitar so rapidly and impetuous that it'll make you ask for seconds.

"Pyramid's Street" is the suitable excuse for Giuseppe SCARAVALLI to sweat emotiveness and delicacy throughout his voice while he's having a short conversation with the intertwining flute that flows all over the album. The climax of this suite is represented in a beautiful encounter between the flute that turns quite charming at the pure Arabic style and a echoing guitar that overtakes every now and then to Giuseppe's voice. The lyrics may be repetitive here, but the music floating around them is unarguably variant. The inevitable end comes when we catch up with "Prelude", an indisputable heartbreaking -almost epical- song that evokes great unfelt feelings, that brings out the melodic in you and that will irremediably turn your thoughts against each other. In here, you will experience a certain turn of fate concerning the lyrical composition, but the music accompanying the vocals is outstanding as the rest of the album.
A critical point of departure to compare works to come from most of the Italian bands and many others involved in the art rock, "The Wood of Tales" is the debut album from an underrated band that's certainly deserving of applause and recognition. MALIBRAN will clearly appeal to Italian prog rock fans and to fearless proggers that find in curiosity their source of personal reward. Extremely recommended!



1 - On The Lightwaves
    (live in Belpasso. Villa. June 26. 2004)
2 - Never Let Go / Nuvole di Vetro
    (live in Milo. "Vinimilo". September 10. 2005)
3 - I Know Your Soul
     (Bronte. Piazza Spedalieri. July 12. 2003)
4 - Prelude
     (Mascalucia. Piazza. April 6. 2008)
5 - Le Porte Del Silenzio
     (Belpasso. Piazza S. Antonino. August 21. 1990
6 - Straniero
     (live at The Jerry Litrico's Studios, December 14. 2010)

Line-up:
Giuseppe Scaravilli - vocals, guitar, flute
Jerry Litrico - lead guitar
Alessio Scaravilli - drums, percussion
Angelo Messina - electric bass
Giancarlo Cutuli - flute & sax on track 5
Benny Torrisi - keyboards on track 5

 This "Le Porte Del Silenzio" version is the very first live performance of the suite

Link - http://www65.zippyshare.com/v/26506139/file.html



2 commenti:

  1. ciao Giuseppe, potresti ripostarlo . nando caserta

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  2. Ahimè, è un'altra persona che si occupa di questo...chiederò...ciao!

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